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HAMMAMET di Gianni Amelio

estratto da: HAMMAMET di Gianni Amelio

Recensione, più che di un film che fa acqua, di un Attore cui darei l’Oscar

Parlamento, 3 luglio 1992. Bettino Craxi disse a gran voce: «Buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale. I partiti (..), giornali, (..), hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare o illegale. Se gran parte di questa materia dovesse essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo, perché presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro(..)»’. Nessuno si alzò quel giorno per contestarlo.
(..)
Processo Cusani-Enimont, 17 dicembre ’93. (..) «Sono sempre stato al corrente della natura non regolare dei finanziamenti ai partiti e al mio partito. L’ho cominciato a capire quando portavo i pantaloni alla zuava». Il 12 maggio
1994 gli venne ritirato il passaporto (..). Il 21 luglio 1995 fu dichiarato latitante. Craxi morì ad Hammamet, (..) il 19 dicembre 2000. Continue reading “HAMMAMET di Gianni Amelio”

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KNIVES OUT (CENA CON DELITTO) di Rian Johnson

CENA CON DELITTO di Rian Johnson

Recensione di un raffinato film alla Agatha Christie, sardonico con tatto verso la società

Una villa stile inglese, una famiglia ampia dalla bisnonna della cui età nessuno pare avere idea ma che ha un figlio, il povero assassinato, di 85 anni (!?!) al diciassettenne Jacob nipote del defunto e figlio di Donna e Walt. Quest’ultimo ha una sorella, Linda, sposata al fedifrago Richard. Il morto è il vecchio Harlan, proprietario di una vera fortuna, dovuta al successo dei libri gialli scritti dall’uomo, un self-made man poco incline a condividere i suoi beni con i parenti di sangue ed acquisiti, dopo avere per anni sovvenzionato le loro attività e i loro capricci. Solo una persona è a conoscenza dei reali rapporti intrafamiliari ed è sinceramente vicina ad Harlan: la giovane cameriera sud americana Marta Cabrera. (..)

Che cast! – Nel cast di questa commedia brillante e piuttosto leggera con un tocco di brivido adatto a qualsiasi pubblico e nostalgica de ‘La signora in giallo’ e della sua meravigliosa interprete, la ultra novantenne Angela Lansbury, della quale la mia affezionata prozia era una fan assoluta e io pure, c’è una serie di bravi attori noti. Oltre al menzionato Daniel Craig, che qui dà mostra delle sue capacità attoriali –(..) una fantastica e fanatica Toni Colette (..) una divertente Jamie Lee Curtis (..) il premio Oscar Christopher Plummer e Michael Shannon (..), l’ex detective della serie tv ‘Miami Vice’ Don Johnson. Concludo con Ana de Armas, che per questo ruolo si è aggiudicata la nomination ai Golden Globe come migliore attrice in un film commedia o musicale.

 

Commedie vecchio stile buone anche oggi, ma poco in Italia – È statunitense il regista di ‘Knives out’ e ha all’attivo alcuni film che hanno riscosso successo, grazie anche alle interpretazioni di attori del calibro di Emily Blunt, Rachel Weisz, Adrien Brody e Mark Ruffalo. Quindi siamo di fronte a un regista riconosciuto professionalmente ma ben meno famoso degli attori che dirige. Molti film del panorama cinematografico straniero hanno avuta questa caratteristica, il che mi fa pensare che ci sia la spinta a far emergere chi, dietro alla macchina da presa, non si è ancora guadagnato una copertina o il titolo di un servizio in tv o addirittura qualcosa di simile alla stella sul walk of fame. E se è così lo trovo molto condivisibile. Qualche rara volta mi è sembrato di cogliere un atteggiamento simile in Italia, ma forse la difficoltà maggiore per chi fa cinema da noi non è il cast bensì la distribuzione mirata e alleata. (..) Oltre al qui trattato ‘Knives out’ penso al (..) quasi perfetto ‘Downton Abbey’ (www.traders-mag.it/roma-ff14-festa-cinema-2019-prima-parte/). Forza Italia! Apriti di nuovo al cinema dei Signori, ai film dei grandi registi, ai ruoli fatti propri da attori seri e impegnati più che dai soliti volti noti. Forza!

Cluedo e Indovina chi? – Come dimenticare i giochi più in voga nella seconda metà del secolo scorso? (..) E (..) il gioco del Monopoli ci portava via ore di risate e concentrazione. Ricordo che giocavo spesso con papà e mio fratello Riccardo. Un gran bel ricordo.

Vederlo? – Sì. È un film ben fatto, curato, ben diretto e interpretato, calibrato, da salotto e da satira giocherellona adatta a tutti, attento e gustoso. Non è imperdibile ed è adatto alla visione sul piccolo schermo, ma il mio Voto è 7 e, fra i film commedia tinti di giallo, è 81/2.

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ROMA 2019 (2° parte) FESTA DEL CINEMA

FF14 ROMA (2° parte) FESTA DEL CINEMA

Continuano le recensioni dalla Festa del Cinema di Roma e i così detti ‘Incontri Ravvicinati’.

Ecco quali sono i 4 film di cui parlo questa volta e l’Incontro Ravvicinato dei 3 che ho visto:

WAVES – data uscita italiana 1 novembre 2019
HUSTLERS – data uscita italiana 7 novembre 2019
MOTHERLESS BROOKLYN – uscita italiana il 7 novembre 2019
THE IRISHMAN – data uscita italiana 8 novembre 2019
EDWARD NORTON si racconta: la sua formazione e la sua passione nr 1? Il TEATRO.

LE MIE RECENSIONI: WAVES – uscita italiana il 1° novembre 2019
Un film interessante strutturalmente, ma anche destabilizzante per una caratteristica: (..) prima si crede di seguire e vicende di Tyler – giovane afroamericano dal fisico allenato e possente, ma in verità molto fragile e con un problema fisico che gli gioca contro nella sua carriera sportiva, peraltro non voluta da lui ma dal durissimo padre – e a un tratto il focus è tutto sulla sorella minore, Emily, sul suo ruolo in famiglia secondario che poi emerge pian piano, (..) Il film ha entusiasmato i festival di Telluride e Toronto: un bel film, ma a mio parere un pò lungo. Hedges Lucas nel cast. Voto: 7. SELEZIONE UFFICIALE

LE MIE RECENSIONI: HUSTLERS – uscita italiana il 7 novembre 2019
Il film è incentrato su un’imprenditrice prima ancora che spogliarellista, Ramona. L’interpretazione di Jennifer Lopez è davvero alta, (..) Intorno a Ramona altre ragazze finiscono per costituire con lei una mini potente associazione a delinquere che colpisce in particolare la clientela di Wall Street nel periodo della grande crisi economica. Il film procede per flash back, attraverso i racconti della protagonista ad una giornalista. Esattamente come nella realtà dei fatti cui il film si ispira. Samantha Barbash fu una stripper condannata nel 2016 a 5 anni di libertà vigilata per fatti simili (..) La Barbash sarebbe intenzionata a fare causa agli studios per averla usata senza il suo permesso (..)  Jlo è brava-brava e un inno all’irraggiungibile bellezza sensuale delle cinquantenni di oggi. Però il film perde nella seconda parte. Perciò il mio voto è 7. SELEZIONE UFFICIALE

LE MIE RECENSIONI: MOTHERLESS BROOKLYN – uscita italiana il 7 novembre 2019
Siamo nella Grande Mela della metà del secolo scorso. Lionel Essrog è affetto dalla sindrome di Tourette, (..) il che crea un’inevitabile ilarità nello spettatore che prova per lui tenerezza e forte empatia. Norton fu veramente noto al grande pubblico con il suo personaggio sdoppiato in ‘Schegge di paura’, (..) rischiò di vincere l’Oscar (..) Il film si ispira all’omonimo romanzo scritto da Jonathan Lethem ed è, come lo stesso Norton ha dichiarato durante l’incontro ravvicinato’ a Roma, un film indipendente distribuito dalla Warner. Fra gli attori: Willem Dafoe, Alec Baldwin, Bruce Willis. Il prodotto è simpatico, ma non fa breccia nel cuore di chi lo guarda (..). Voto: 6/7. SELEZIONE UFFICIALE

LE MIE RECENSIONI: THE IRISHMAN – uscita italiana l’8 novembre 2019
Il protagonista di questi oltre 200 minuti di proiezione si chiama Frank Sheeran ed è un veterano della seconda guerra mondiale(..) Il fil rouge di tutto il film si lega a un fatto vero, ossia la misteriosa scomparsa di un sindacalista leggendario, Jimmy Hoffa (..) e attraversa decenni di storia americana caratterizzata dal mondo della criminalità organizzata e dei suoi segreti e meccanismi interni nonché dei suoi legami con la politica. È un capolavoro ‘The Irishman’, nel quale il Genio Scorsese (..) fa anche tornare a trionfare sul grande schermo i mostri sacri De Niro (..) e Pacino. L’ultimo prodotto del grande Scorsese è tratto dall’omonimo libro di Charles Brandt. Da vedere come un’opera d’arte impegnativa,imperdibile e pure divertente.Voto: 9. SELEZIONE UFFICIALE

Segue il primo dei 3 Incontri ravvicinati cui ho assistito nella mia permanenza alla FF14 Roma. Le risposte del grande attore sono riportate nella sua lingua. Il mio estratto.

Monda: Quanto è stato importante il lavoro a teatro per recitare così sullo schermo?
Norton: (..) The theater creates certain musculature, a way of approaching text, because you rehearse and (..) you have to have the whole arch of the story within you. When you get into film, though the process is fragmented, you have the training to create an arch.

CONTINUA..

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Impegnato, intelligente, intrepido, italiano: il sig. Cinema indipendente (5 parte) – Non SI PUO’ morire BALLANDO di Andrea Castoldi

Non SI PUO’ morire BALLANDO di Andrea Castoldi

Un film tutto italiano. Un regista giovane e italianissimo, con una grinta e una passione da plauso. Recensione del film drammatico “Non si può morire ballando” scritto e diretto da Andrea Castoldi.

INTERVISTA a più voci: A. Castoldi, M.Negri, S. Palombi.
Si aggiungono: L. Pisano, M.Panfilo

Partiamo con la RECENSIONE del film, durata 85’, che verrà proiettato il 3 e 7 ottobre al Cinema Anteo di Milano, dove ha avuto luogo anche l’anteprima per la stampa.

Non SI PUO’ morire BALLANDO
Due fratelli, due professioni (artista e commercialista), due vite condotte diversamente (single forse incallito e padre di famiglia abbastanza felicemente sposato, almeno fino a un certo momento), due modi di vivere una malattia rara che colpisce Gianluca direttamente ma anche Massimiliano indirettamente. (..) Ma dà modo ai due fratelli di unirsi sempre di più, di aiutarsi a vicenda, di parlarsi veramente, di stare assieme e di rivivere le emozioni del passato: (..) la musica country nacque quasi come una risposta bianca al blues nero degli Stati Uniti del sud alla fine dell’800 ed era il frutto di una miscela di musiche popolari che i coloni giunti da ogni parte del mondo portavano con sé. (..) In questo film si potrebbe associare questo genere musicale al passato, dunque ai ricordi, alle emozioni vissute, anche nelle proprie battaglie, come potevano essere quelle appunto degli immigrati di allora in America. (..) L’intero film viaggia su un piano simbolico: lottare per chi amiamo (..) restare uniti con il sorriso anche a fronte di una fine inevitabile e drammatica,… Questi temi danno al film una connotazione romantico-fiabesca, con una visione positiva della vita, forse più forte del dramma narrato.

Link al trailer: https://www.youtube.com/watch?v=gHsacU9oz-4

INTERVISTA a ANDREA CASTOLDI nella conferenza stampa di martedì 24/09/2019 con MAURO NEGRI e SALVATORE PALOMBI e privata il 27/09/2019. Un’intervista a più voci.

Intervista a cura di Alessandra Basile per TRADERS’ Magazine Italia.

Basile: Andrea, ‘come nasci’? (professionalmente, ci intendiamo).
Castoldi: Il mio percorso artistico è iniziato come attore, di pubblicità ma soprattutto di fiction e film, il che ..mi ha permesso di ..sapere come interagire con il panorama attoriale nelle vesti di sceneggiatore e regista, ossia di ciò che ambivo a fare. Le mie scuole son state quelle, per la regia, di Marco Bellocchio e, per la sceneggiatura, di Vincenzo Cerami (‘La vita è bella’), del quale ho seguito diversi laboratori. Come regista, mi definisco ‘di penna’ più che tecnico, cioè sto alla macchina ma mi piace soprattutto che il direttore della fotografia (Filippo Arlotta, da 4 anni) sappia tradurre la storia che ho in mente.

Basile: Ecco perché hai dedicato tanto tempo alla preparazione di personaggi e scene.
Castoldi: Lo faccio ogni volta per creare un gruppo di lavoro e per arrivare a girare senza aver lasciato nulla al caso. (..) Però non uso lo ‘Story board’. È quasi un paradosso: (..)

(..)

Basile: Come nasce questo film e quali sono le tematiche care al suo regista, Andrea?Castoldi: Il film nasce da un’esperienza personale (..). Il rapporto con la malattia all’inizio è caratterizzato da un certo pudore – si cerca la parola giusta, a volte non la si trova – ma, con il passare dei giorni, ci si allinea al problema e, come per magia, si scopre un’affinità, con la persona malata, anche maggiore (..). Questo ho tentato di raccontare nel mio film.

Basile: Parliamo di realizzazione e produzione del film.
Castoldi: Il budget è contenuto (..) Con gli attori di contorno abbiamo fatto 6-7 mesi di lavoro assieme. Io produco i miei film, ma abbiamo avuto aiuti veri, p.e. dalla Lombardia Film Commission. E dall’ospedale nel quale abbiamo girato. (..)

Basile: Andiamo alla distribuzione. Il 2/10 (anteprima) e il 3/10 (prima) esce a Milano.
Castoldi: La distribuzione viaggia in parallelo fra quella che faccio io e quella seguita da DISTRIBUZIONE INDIPENDENTE di Giovanni Costantino che si occupa anche di estero, televisione e home video. (..) Le uscite sono, a differenza del tour annuale per lo scorso film, compattate in un paio di mesi, con l’apertura a Milano e un proseguimento di date, alcune certe e altre opzionate, in moltissimi cinema (..) L’uscita è nazionale. Una bella sfida! (..)

Basile: Andrea, prossimi progetti? So che hai un film in lavorazione ed è molto milanese.
Castoldi: Il principe di Melchiorre Gioia, anch’esso sociale ma diverso da questo, basato su una storia vera e che racconta la storica via milanese, famosa soprattutto a fine anni 90.

Prossimamente la seconda parte dell’intervista.

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VENEZIA 2019 (4° parte)

VENEZIA 2019 (4° parte)

Proseguono le recensioni dei film di Venezia (da me visti). Sono le ultime 4 recensioni di questa quarta ed ultima parte dedicata a Venezia 76.

In questo numero le recensioni di: Mes jours de gloire, Pelikanblut, Sole, Verdict. Continue reading “VENEZIA 2019 (4° parte)”

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VENEZIA 2019 (2° parte)

VENEZIA 2019 (2° parte)

In questo numero le recensioni di: Il Sindaco del Rione Sanità, J’Accuse, La vérité

Venezia caput mundi del cinema mondiale in Italia. Proseguiamo con i film.

Altre recensioni, altri film presentati alla scorsa edizione della Mostra internazionale del Cinema di Venezia, alcuni in concorso e qualcuno vincitore, alcuni fuori concorso, alcuni del passato, talvolta ‘rinnovati’, come l’angosciante terribilmente cruento ‘Irreversible’(..)

I premiati di questa edizione:
(..)

SELEZIONE UFFICIALE IN CONCORSO, SEZIONE ORIZZONTI, VENEZIA CLASSICI, PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA, VENICE VITUAL REALITY

Le mie RECENSIONI (dei film che ho visto nei primi 4 giorni) in ordine alfabetico: Continue reading “VENEZIA 2019 (2° parte)”

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THE FRONT RUNNER di Jason Reitman

THE FRONT RUNNER di Jason Reitman

Gary Hart, uomo apparentemente impeccabile, politico preparato, (..) fu distrutto anche politicamente dalle accuse, mosse da alcuni giornalisti d’assalto del Herald Times, di avere intrapreso una storia extraconiugale con (..) Donna Rice, una bella bionda forse un po’ ingenua o di un’ambizione senza limiti, ma comunque vittima degli effetti dello scandalo sessuale; questo tipo di ‘incidenti’ non era perdonato nell’America puritana, (..) mentre anni dopo le cose sarebbero andate diversamente se si pensa alla faccenda Bill Clinton. Se poi si pensa al nostro paese, per esempio al redivivo Berlusconi e ai suoi scambi con Putin, non c’è confronto con la rigidità, vera o formale, dei lontani statunitensi (..). Fu Michael Dukakis a vincere il ticket con il ritiro di Hart ma venne sconfitto dal repubblicano Bush.

Il lavoro scomodo ma a volte anche poco corretto dei giornalisti – Il film punta (..) anche a mettere in luce il ritmo snervante, la durezza, la pronta decisione, l’ambizione, la capacità di rivoltare, per una maggiore diffusione della testata d’interesse, la notizia o romanzarla, la professione di giornalista. E è un mestiere quello che, come per gli artisti, abbisogna di forti agganci o almeno passione e grinta. Continue reading “THE FRONT RUNNER di Jason Reitman”