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ROMA 2019 (4° parte)

ROMA 2019 (4° parte)

Continuano le recensioni dalla Festa del Cinema di Roma e i così detti ‘Incontri Ravvicinati’.

Ecco i 3 film di cui parlo qui in ordine alfabetico e il terzo ‘Incontro Ravvicinato’:

LA BELLE ÉPOQUE – data uscita italiana 7 novembre 2019
JUDY – data uscita italiana 16 gennaio 2020
MILITARY WIVES – data uscita italiana 12 marzo 2020

FANNY ARDANT si racconta: ‘Il teatro è una grande scuola, che purifica il sangue. Non bisognerebbe mai allontanarsene’.

LE MIE RECENSIONI: LA BELLE ÉPOQUE – uscita italiana 7 novembre 2019
Fanny Ardant, più bella e fascinosa che mai, e Daniel Auteuil, spiritoso e profondo, entrambi gran bravi attori cui si guarda con ammirazione, sono una coppia per fiction nel film di Bedos sul senso nostalgico di ciò che fu e di cosa è diventato. L’originalità dello script colpisce più di tutto il resto, (..) Sono tanti gli spunti su cui riflettere che il film genera nella mente dello spettatore, fra sorrisi e risate, ma forse un paio su tutti: i sentimenti non muoiono anche se sembrano assopirsi e non c’è tecnologia che tenga di fronte alla bellezza fragile della vita vera e del ricordo personale di essa. Voto: 7.
SELEZIONE UFFICIALE

JUDY – data uscita italiana 16 gennaio 2020
Judy come Frances Ethel Gumm in arte Judy Garland. 47 anni visse questo talento della musica, solo 47. Una vita breve d’inferno, un’esistenza di privazioni poi compensate con alcol e droghe, un animo solo e inquieto, in lotta perenne contro la società, un talento imposto seppure vero e innegabile versus l’equilibrio personale e un briciolo di felicità: ecco in poche parole e con tanti aggettivi chi fu Judy Garland, (..) interpretata da una straordinaria Renée Zellweger che punta dritto all’ ‘Academy Award for Best Actress’, come Phoenix al quale andrà direi certamente l’Oscar al miglior attore protagonista grazie al suo Joker. Il film è coinvolgente ma in buona parte è lei, Renée. (..) Voto: 9,5.
SELEZIONE UFFICIALE

MILITARY WIVES – data uscita italiana 12 marzo 2020
Sono le mogli dei militari, di soldati che (..) se ne vanno al fronte lasciando le donne e i figli a casa a continuare le loro quotidianità e a chiedersi se i loro dipartiti torneranno e se lo faranno tutti interi. Sono le protagoniste di questa commedia, spiritosa, delicata, intelligente, piena di buon sentimento. Il personaggio principale è interpretato da una favolosa Kristin Scott Thomas, raffinata oltre che brava, ed è la moglie di un colonnello e mamma di un ragazzo partito in missione e non rientrato a casa. Il lutto mai elaborato per l’unico figlio metterà a dura prova la coppia.(..) Una storia vera: le mogli dei soldati inglesi si sono unite in un coro, per sentirsi più forti, e si sono esibite nel 2011 al Royal Albert Hall, commuovendo il pianeta: www.youtube.com/watch?v=kQ7f4lV3e0c. Voto: 9.
SELEZIONE UFFICIALE

Segue il III dei 3 Incontri ravvicinati cui ho assistito alla Festa del cinema di Roma, FF14.

INCONTRO RAVVICINATO – Fanny Ardant. Il mio estratto.

Festa del Cinema: Quanto è precisa la frase ‘Né con te né senza di te’ per descrivere il suo rapporto con Gerard Depardieu, protagonista con lei in questo film di Truffaut?
Ardant: Tutto è detto ed è tragico. Appena stretta la mano a Gerard ho capito che il film sarebbe stato fantastico per un attore che può farti dimenticare la macchina da presa.

TEATRO
Ardant: Il teatro è una grande scuola, che purifica il sangue. Non bisognerebbe mai allontanarsene. Ti mette a nudo, sei da sola, devi rifare tutto daccapo e non sei mai certa di niente. Talvolta è un rapporto di amore e odio, per me, ed è una dipendenza e libertà.

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ROMA 2019 (3° parte)

ROMA 2019 (3° parte)

Continuano le recensioni dalla Festa del Cinema di Roma e i così detti ‘Incontri Ravvicinati’.

Ecco i 3 film di cui parlo qui in ordine alfabetico e il secondo ‘Incontro Ravvicinato’:

ANTIGONE – uscita italiana n.d.
THE AERONAUTS – data uscita italiana 6 dicembre 2019
THE FAREWELL – data uscita italiana 1 gennaio 2020

JOHN TRAVOLTA si racconta: ‘Bello far parte di film senza tempo come Pulp Fiction. E (come senza tempo fu) ‘La Strada’.

LE MIE RECENSIONI: ANTIGONE – uscita italiana non ancora ufficializzata
(..) La tragedia di Sofocle che fu rappresentata per la prima volta ad Atene nel 442 a.C. , il film canadese concorrerà, nella categoria dedicata, nella città degli angeli. (…) Antigone è, anche in Sofocle, una vittima della società, infatti colpisce quanto l’opera originaria sia moderna rispetto a quando fu scritta. L’autore greco diceva “L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo.” E questo è un altro grosso messaggio del film. Voto: 7,5.
SELEZIONE UFFICIALE

LE MIE RECENSIONI: THE AERONAUTS – uscita italiana il 6 dicembre 2019
(..) James Glaisher era una persona vera, cui Eddie Redmayne si è potuto ispirare, mentre Amelia Wren no, infatti il compare in questa avventura fu un uomo, Henry Coxwell. Ha spiegato il regista Harper, Felicity Jones ha guardato per il suo personaggio a Sophie Blanchard, la prima donna aereonauta professionista. (..) Il film si ispira a quanto accaduto il 5/9/1862: i due aereonauti britannici Glaisher e Coxwell decisero di battere il record d’altitudine in volo all’epoca. Dopo aver toccato gli 8.000 metri sul livello del mare, si trovarono in territori sconosciuti e, intanto che il pallone saliva nell’atmosfera, cominciarono a avere forti difficoltà respiratorie. Dopo aver perso e riacquistato conoscenza, Coxwell riuscì a afferrare il cavo con i denti e la mongolfiera iniziò la discesa sulla Terra.  L’altitudine raggiunta si stima oltre gli 11.000 metri. (..) Bel film, ma (..) desta ogni tanto, nonostante la tragicità di certe scene, qualche risata. Voto: 6,5.
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LE MIE RECENSIONI: THE FAREWELL – uscita italiana il 1° gennaio 2020
Il film apre su una ragazzina cinese che vive da poco a New York, da sola (..) Quando la giovane Billy torna a casa e scopre che proprio quella forza della natura della nonna, che tanto ama e che sente come l’unica che l’apprezzi veramente e in tal senso le sia vicina, è gravemente ammalata senza saperlo, inizia per la protagonista un momento travagliato che non riguarda solo il suo dolore ma anche un’intera comunità famigliare e la cultura entro cui si muove. Il focus del film (..): comunicare alla diretta interessata il suo reale stato di salute perché sfrutti nella piena consapevolezza ogni attimo della vita restante, oppure, come fa la famiglia di Billy, tenerglielo segreto (..)? (..) Non c’è una risposta ma lo spettatore si interroga e, intanto, ride perché è un film intelligente, con caratterizzazioni straordinarie e situazioni esilaranti. Come nella vita, si piange e si ride. Voto: 8,5.
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Segue il II dei 3 Incontri ravvicinati cui ho assistito alla Festa del cinema di Roma, FF14.
INCONTRO RAVVICINATO – John Travolta, intervistato da Antonio MondaIl mio estratto. Si inizia con la prima delle clip mostrate nel corso dell’appuntamento

Monda: Come hai deciso di entrare nel mondo dello spettacolo?
Travolta: Mia madre era una regista, mia sorella un’attrice, la mia famiglia ossessionata dai film, in particolare da quelli di Fellini, io vedevo attori famosi che ho ‘emulato’..

(..)

Monda: Hai rifiutato film come “American Gigolò“, “Ufficiale e Gentiluomo”, “Chicago” e “Splash”, che sono stati interpretati i primi 3 da Richard Gere e l’ultimo da Tom Hanks.
Travolta: Non ho potuto farli per motivi contrattuali. Quanto a ‘Chicago’ fu colpa mia.

(..)

THE FANATIC – uscita in Italia: n.d., trailer: www.youtube.com/watch?v=go6AW7sPW84

Monda: Interpretazione straordinaria! Ti è mai successo di avere un fan così pericoloso?
Travolta: Non io, il regista sì! Ero attratto dall’idea, capisco ‘Passion going over the line’.

Monda: Diceva il grande Winston Churchill ‘I’d rather be right than consistent’. Non amo i premi, ma ne ho creato uno speciale per John Travolta per ‘The Fanatic’. (ndr, applausi).

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VENEZIA 2019 (2° parte)

VENEZIA 2019 (2° parte)

In questo numero le recensioni di: Il Sindaco del Rione Sanità, J’Accuse, La vérité

Venezia caput mundi del cinema mondiale in Italia. Proseguiamo con i film.

Altre recensioni, altri film presentati alla scorsa edizione della Mostra internazionale del Cinema di Venezia, alcuni in concorso e qualcuno vincitore, alcuni fuori concorso, alcuni del passato, talvolta ‘rinnovati’, come l’angosciante terribilmente cruento ‘Irreversible’(..)

I premiati di questa edizione:
(..)

SELEZIONE UFFICIALE IN CONCORSO, SEZIONE ORIZZONTI, VENEZIA CLASSICI, PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA, VENICE VITUAL REALITY

Le mie RECENSIONI (dei film che ho visto nei primi 4 giorni) in ordine alfabetico: Continue reading “VENEZIA 2019 (2° parte)”

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Impegnato, intelligente, intrepido, italiano: il sig. Cinema indipendente 3a parte – THE ELEVATOR di Massimo Coglitore

THE ELEVATOR di Massimo Coglitore

Un film Italo-Americano. E un’intervista tutta italiana. Recensione del film thriller “The elevator” del regista siciliano Massimo Coglitore

The elevator – Un ascensore è proprio il set, l’ambientazione principale, di questo lungometraggio, il primo per il cinema diretto dal bravo regista siculo, già autore di svariate regie, fra documentari, videoclip, spot pubblicitari e cortometraggi come ‘Deadline’ (2002), vincitore di 64 premi e in concorso, nel doppio dei festival dedicati, nazionali e internazionali. Dopo aver realizzato un film per la televisione nel 2007, gira 6-7 anni più tardi ‘The elevator’ in lingua inglese: i protagonisti sono, infatti, due attori del panorama americano, entrambi con un ottimo curriculum, in particolare la Goodall. Bravo, anzi bravissimo, il quarantanovenne Massimo che punta alla multinazionalità del suo prodotto, alla collaborazione Italia-Stati Uniti, che vuole l’inglese come lingua madre del suo prodotto, cosa che lo rende un film del mondo oltre che nostro.
(..)
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ROCKETMAN di Dexter Fletcher

ROCKETMAN di Dexter Fletcher

Recensione del film sugli esordi di Reginald K. Dwight noto come Elton John

Nasceva nella Londra nordoccidentale del 1947 (..). Nonostante una famiglia d’origine non all’altezza della sensibilità del bambino poi ragazzo, Reginald ebbe la fortuna di avere due genitori che, in quanto interessati alla musica – in particolare il padre era stato un trombettista in una band – e collezionisti di dischi celeberrimi ancor oggi, come quelli di Elvis Presley, lo avviarono alla musica. Madre e nonna in lui avevano visto subito un potenziale. Elton John – pseudonimo che si diede a un certo punto il giovane Reginald – sarebbe diventato una delle più acclamate star mondiali e tuttora una leggenda della musica e del rock, attraversando un percorso di vita difficile segnato da una grandissima e profonda solitudine, causata dal pessimo rapporto famigliare e peggiorata dal successo e dalle cattive frequentazioni, dalla mancanza di riferimenti solidi e dalla sua incapacità talvolta di valutare le persone vicine, come l’amico Bernie Taupin, sinceramente legato a lui e suo vero estimatore e collaboratore, conosciuto a 20 anni e ancora oggi presente. Continue reading “ROCKETMAN di Dexter Fletcher”

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LA VOCE UMANA di Jean Cocteau

In scena/On stage: 
– nel 2019 al Teatro Factory32 di Milano/ in 2019 at Factory32; Director and Actress: Alessandra Basile; Produzione/Production-Associazione Filodrammatica Effort Abvp

AFFARI ITALIANI – LA VOCE UMANA 2 articoli, presentazione e pubblicità :
– Presentazione dello spettacolo La voce umana
– Recensione dello spettacolo La voce umana

TGCOM da Affari Italiani e Trendiest

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I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

Carol Alt è Marina Ripa di Meana prima Lante della Rovere prima ancora Marina tout courtSiamo nel 1987 e il film che ebbe poi un diffuso successo si ispirò all omonima autobiografia della stessa Ripa di Meana (Sperling & Kupfer, 1984).  Marina fu la donna più affascinante e spregiudicata del secolo scorso, quando essere o interpretare, sbeffeggiando un intero ceto, una duchessa scandalosa non era certo facile né tanto ammissibile. E quando passare da una origine comunque (alto) borghese all aristocrazia romana più d’élite e poi a condividere una dimensione da artista arrangiato e bohémien con il pittore Franco Angeli, poi divenuto ricco e famoso per i rotocalchi su di lei più che per merito dei suoi dipinti, e infine di nuovo al vertice della piramide sociale era possibile solo per qualcuno di capacità rara, dotato di acume, stile, straordinaria bellezza unita a un’alta consapevolezza di sè, di ambizione e amore per il lusso, ma soprattutto di follia. La stessa Marina si definiva un pò pazza. E, nei suoi primi 40, disse di aver vissuto, più che le esperienze di una persona, le vite di un’intera generazione. E come darle torto? Segnò tre decenni piuttosto diversi del 900 restando sempre in vetta. Si era letteralmente esposta senza veli proprio contro il tumore che poi per ben due volte la raggiunse e colpì e, dopo molti anni, riuscì a ucciderla. Così lo scorso dicembre, ancora in una età che oggi si considererebbe giovane, moriva un vero emblema del bel vivere e della dolce vita romana. Riposa in pace cara Marina: con i tuoi scandali hai costituito in verità anche un esempio di donna amante della vita e sicura di sè in grado di rischiare e vincere, di lasciare la propria confort zone per una passione, di sapersi rialzare dopo un dolore e sempre con tenacia e energia. Solo la morte poteva batterti. E l’ha fatto. Un’ammiratrice.

Youtube (una scena): I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

Carol Alt is Marina Ripa di Meana first Lante della Rovere and even before Marina tout courtIt’s 1987 and this very successful movie took inspiration from her autobiography of the same name (Sperling & Kupfer, 1984). Marina was last century most fascinating and reckless woman: during that period to be or to act as a scandalous duchess, deriding a whole class, was neither easy nor acceptable and to go from a middle-class/ bourgeois family to the Roman élite aristocracy then to an arranged existence with painter Franco Angeli, who then began rich and famous thanks to the magazines telling of Marina’s life rather than to his paintings, and finally again to the top of the social pyramid was possible for someone rare for capacities, acumen, style, extraordinary beauty together with a high self-awareness, for ambition and love of luxury, but above all for a bit of madness. Same Marina called herself crazy. In her first 40 years, she said she had lived, more than the many experiences of a person, the lives of an entire generation, well we cannot blame her. She characterized three quite different decades of 1900 and always was on top. Marina literally exposed herself unveiled in a campaign against cancer  and right cancer was her worst enemy: she defeated it twice but at last, many years after, it killed her. In December 2018, she died, though an age that today we could consider almost young. Therefore we lost a real symbol of the Roman ‘Dolce Vita’. Rest in peace dear Marina: you, with your scandals, were also an example of a woman who did love life and was self confident and able to risk and win, to leave her confort zone for the sake of a passion, to get up again after a pain and always with tenacity and energy. Death only could beat you and it sadly happened. A fan of yours. Sincerely. 

Youtube (acting reel e varie scene): I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

 

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IL DIRITTO DI CONTARE (HIDDEN FIGURES) di/by Theodore Melfi

Di colore e donne: un limite apparentemente impossibile da valicare nella metà del secolo scorso e di anni non ne sono passati 100 ma meno di 60! – Il film, dal titolo in v.o. emblematico, “Hidden Figures”, inteso proprio come Figure o Personaggi nascosti, si basa sul libro “Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race” scritto da Margot Lee Shetterly e racconta di 3 donne afroamericane impegnate nella NASA, come matematica, scienziata e fisica, rispettivamente chiamate Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Tre donne che, grazie a indubbia intelligenza, capacità tecnica, professionalità e determinazione, nonché a una serietà esemplare sul lavoro e nella vita, hanno, non soltanto perseguito una carriera di grande successo, ma anche sconfitto, abbattuto, soffocato la piaga sociale della discriminazione razziale e femminile. La Johnson collaborò con la NASA, tracciando le traiettorie per il Programma Mercury e la missione Apollo 11, ma fece il salto, superando ogni barriera sessista e razzista esistente, dentro e fuori NASA, soprattutto per il prezioso contributo dato quando, per il lancio nello spazio dell’astronauta John Glenn, quest’ultimo fece chiedere a lei rassicurazioni sui calcoli e sulle traiettorie, calcolate dalla macchina, della navicella con cui fu spedito in orbita. Gli Stati Uniti erano in sfida con la Russia che aveva spedito nello spazio Jurij Gagarin. Katherine ricevette da Barak Obama la Medaglia della Presidenziale della libertà il 16 novembre del 2015, insieme a soltanto altri 16 americani. Passando a Dorothy, era supervisore non ufficiale di un gruppo di donne di colore alla NASA che lavoravano di fatto sotto le sue indicazioni e fra di esse vi era anche Mary, come calcolatrice, che sognava di diventare ingegnere. Dorothy, avendo saputo che sarebbe stato a breve installato il computer calcolatore IBM 7090 e temendo pertanto la disoccupazione delle donne del suo gruppo, adibite ai calcoli, sottrasse un libro riservato ai bianchi sulla programmazione della macchina che riuscì poi furtivamente ad attivare e addestrò le ‘sue’ donne ai processi di programmazione del IBM. arrivò così a ottenere rispetto e incarichi dal capo-donna bianco. Infine, Mary andò fin in tribunale, vincendo, per ottenere di assistere alle lezioni serali di un liceo per soli bianchi, requisito necessario per essere promossa a ingegnere; in seguito, contribuì alla creazione della capsula per il volo di John Glenn. I bravissimi interpreti del film che ci fa, come Green Book, riflettere sulla limitatezza umana anche di fronte a capacità umane e intellettuali impressionanti al punto da potere significare un cambiamento globale, sono T.P.Henson, O.Spencer e J.Monae oltre a K.Costner, K.Dunst, J.Parsons e M.Alì, diretti dal bravo e bianchissimo T.Melfi, brillantemente sceneggiatore del film oltre che regista. Voto: 9,5.

Trailer italiano: IL DIRITTO DI CONTARE di Theodore Melfi

 

Colored women: a limitation apparently impossible to be overcome during past mid century; less than 60 years passed by, not 100! – The movie, which title is emblematic, “Hidden Figures”, is based on the book by Margot Lee Shetterly ,”Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race”, and focuses on 3 Afro-American women engaged by and within NASA, particularly on a mathematician, a scientist and a physician called Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Three women who, thanks to an unquestionable intelligence, technical capacity, professionalism and determination, beside a work and life exemplary seriousness, did, not only have a successful career, but also defeat, suffocate, destroy the social plague of racism and discrimination against women. Mrs Johnson collaborated with NASA, by tracing the trajectories for the Mercury Project and the Apollo 11 mission, but made the big leap and overcame al the existing sexist and racist barriers, in and out NASA, thanks to her precious help for the launch into the space of astronaut John Glenn, who actually asked for her calculations and trajectories not fully trusting those made by the machine. There was a defy between USA and Russia especially after Mr Jurij Gagarin launch. Katherine received from Barak Obama’s hands the Presidential Medal of Freedom on November 16, 2015, together with other 16 Americans only. Switching to Dorothy, she was the  NASA unofficial supervisor of a group of colored women working under her directions; in this segregated “West Area Computing” also worked Mary who dreamt of becoming an engineer. When Dorothy learned that the IBM 7090 computer would be installed, she became afraid of a sudden unemployment of all ‘her’ women, therefore she stole a book reserved to white people on how to program that machine, she succeeded in turning it on furtively and trained her group to the IBM programming process. She thus obtained respect and new charges from her white she-boss. Finally, Mary went to court and won her cause, getting to attend the evening classes in a high school for white students, because this was one of the requirements for becoming an engineer; afterwards, she contributed to the creation of capsule for John Glenn’s flight. The amazing actors of a film that, like recent “Green Book”, makes us think over the human limits in front of such intellectual and human capacities that are so impressive to be significant for a global change, are: T.P.Henson, O.Spencer, J.Monae and K.Costner, K.Dunst, J.Parsons, M.Alì, directed by excellent and super-white T.Melfi, who also brilliantly co-wrote the movie. I rate this film: 9,5.

Trailer in v.o.: HIDDEN FIGURES di Theodore Melfi

 

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NON SPOSATE LE MIE FIGLIE 2 di Philippe de Chauveron

NON SPOSATE LE MIE FIGLIE 2 di PHILIPPE DE CHAUVERON

È attualmente 3° in classifica al Box Office e sabato 9 marzo ha incassato € 228.572,00 e registrato 34.371 presenze. Si avvia in pompa magna anche questo nr.2 (..) ‘Non sposate le mie figlie’ è stato nel 2014 campione di incassi con 20 milioni di euro incassati e più di 12 milioni di spettatori conquistati. A vedere il nr.1 in Italia sono stati in 4 milioni. La commedia francese si conferma prodotto vincente (..) i film francesi comici sono in chiave teatrale come spazi, uso degli stessi e dialoghi fra i personaggi. Ma sempre di gradimento esteso, di massa appunto. E la domanda è di nuovo la stessa: perché in luogo del classico film-panettone non si può seguire anche noi un filone comico, intelligente, raffinato?  Continue reading “NON SPOSATE LE MIE FIGLIE 2 di Philippe de Chauveron”

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LA CASA DI JACK di LARS VON TRIER

LA CASA DI JACK di Lars von Trier

Recensione dell’ultimo film del controverso regista danese, che l’ha definito il suo film più brutale

A 5 anni dal discusso e alquanto spinto ‘Nymphomaniac’, arriva nelle sale italiane, dopo essere passato da Cannes lo scorso maggio e lì avere sconvolto metà platea, senza tuttavia correre il rischio di non essere sufficientemente votato, essendo stato presentato come film fuori concorso, ‘The house Jack built’. (..) Ambientato nell’America anni settanta, la storia è divisa in cinque capitoli e incentrata su un ingegnere che (..) in nauseanti ricostruzioni sceniche da lui stesso operate, caratterizzate da più corpi sotto effetto rigor mortis messi in posizioni ‘umane’ come fossero ancora vivi e fotografati, l’oggetto della sua arte, se così si può definire. Ne è talmente orgoglioso da condividere alcuni scatti con un giornale ed è subito caccia a – come lui stesso si firma – Mr. Sophistication. Jack cambia personalità, gioca le sue carte di avventore con astuzia e semplicità, talvolta persino con ironia, (..) Continue reading “LA CASA DI JACK di LARS VON TRIER”