autrice, blog, Il tema della settimana, Inglese/English, Italiano/Italian, Recensioni di Film, Recensioni di film e teatro, the weekly theme

IL DIRITTO DI CONTARE (HIDDEN FIGURES) di/by Theodore Melfi

Di colore e donne: un limite apparentemente impossibile da valicare nella metà del secolo scorso e di anni non ne sono passati 100 ma meno di 60! – Il film, dal titolo in v.o. emblematico, “Hidden Figures”, inteso proprio come Figure o Personaggi nascosti, si basa sul libro “Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race” scritto da Margot Lee Shetterly e racconta di 3 donne afroamericane impegnate nella NASA, come matematica, scienziata e fisica, rispettivamente chiamate Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Tre donne che, grazie a indubbia intelligenza, capacità tecnica, professionalità e determinazione, nonché a una serietà esemplare sul lavoro e nella vita, hanno, non soltanto perseguito una carriera di grande successo, ma anche sconfitto, abbattuto, soffocato la piaga sociale della discriminazione razziale e femminile. La Johnson collaborò con la NASA, tracciando le traiettorie per il Programma Mercury e la missione Apollo 11, ma fece il salto, superando ogni barriera sessista e razzista esistente, dentro e fuori NASA, soprattutto per il prezioso contributo dato quando, per il lancio nello spazio dell’astronauta John Glenn, quest’ultimo fece chiedere a lei rassicurazioni sui calcoli e sulle traiettorie, calcolate dalla macchina, della navicella con cui fu spedito in orbita. Gli Stati Uniti erano in sfida con la Russia che aveva spedito nello spazio Jurij Gagarin. Katherine ricevette da Barak Obama la Medaglia della Presidenziale della libertà il 16 novembre del 2015, insieme a soltanto altri 16 americani. Passando a Dorothy, era supervisore non ufficiale di un gruppo di donne di colore alla NASA che lavoravano di fatto sotto le sue indicazioni e fra di esse vi era anche Mary, come calcolatrice, che sognava di diventare ingegnere. Dorothy, avendo saputo che sarebbe stato a breve installato il computer calcolatore IBM 7090 e temendo pertanto la disoccupazione delle donne del suo gruppo, adibite ai calcoli, sottrasse un libro riservato ai bianchi sulla programmazione della macchina che riuscì poi furtivamente ad attivare e addestrò le ‘sue’ donne ai processi di programmazione del IBM. arrivò così a ottenere rispetto e incarichi dal capo-donna bianco. Infine, Mary andò fin in tribunale, vincendo, per ottenere di assistere alle lezioni serali di un liceo per soli bianchi, requisito necessario per essere promossa a ingegnere; in seguito, contribuì alla creazione della capsula per il volo di John Glenn. I bravissimi interpreti del film che ci fa, come Green Book, riflettere sulla limitatezza umana anche di fronte a capacità umane e intellettuali impressionanti al punto da potere significare un cambiamento globale, sono T.P.Henson, O.Spencer e J.Monae oltre a K.Costner, K.Dunst, J.Parsons e M.Alì, diretti dal bravo e bianchissimo T.Melfi, brillantemente sceneggiatore del film oltre che regista. Voto: 9,5.

Trailer italiano: IL DIRITTO DI CONTARE di Theodore Melfi

 

Colored women: a limitation apparently impossible to be overcome during past mid century; less than 60 years passed by, not 100! – The movie, which title is emblematic, “Hidden Figures”, is based on the book by Margot Lee Shetterly ,”Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race”, and focuses on 3 Afro-American women engaged by and within NASA, particularly on a mathematician, a scientist and a physician called Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Three women who, thanks to an unquestionable intelligence, technical capacity, professionalism and determination, beside a work and life exemplary seriousness, did, not only have a successful career, but also defeat, suffocate, destroy the social plague of racism and discrimination against women. Mrs Johnson collaborated with NASA, by tracing the trajectories for the Mercury Project and the Apollo 11 mission, but made the big leap and overcame al the existing sexist and racist barriers, in and out NASA, thanks to her precious help for the launch into the space of astronaut John Glenn, who actually asked for her calculations and trajectories not fully trusting those made by the machine. There was a defy between USA and Russia especially after Mr Jurij Gagarin launch. Katherine received from Barak Obama’s hands the Presidential Medal of Freedom on November 16, 2015, together with other 16 Americans only. Switching to Dorothy, she was the  NASA unofficial supervisor of a group of colored women working under her directions; in this segregated “West Area Computing” also worked Mary who dreamt of becoming an engineer. When Dorothy learned that the IBM 7090 computer would be installed, she became afraid of a sudden unemployment of all ‘her’ women, therefore she stole a book reserved to white people on how to program that machine, she succeeded in turning it on furtively and trained her group to the IBM programming process. She thus obtained respect and new charges from her white she-boss. Finally, Mary went to court and won her cause, getting to attend the evening classes in a high school for white students, because this was one of the requirements for becoming an engineer; afterwards, she contributed to the creation of capsule for John Glenn’s flight. The amazing actors of a film that, like recent “Green Book”, makes us think over the human limits in front of such intellectual and human capacities that are so impressive to be significant for a global change, are: T.P.Henson, O.Spencer, J.Monae and K.Costner, K.Dunst, J.Parsons, M.Alì, directed by excellent and super-white T.Melfi, who also brilliantly co-wrote the movie. I rate this film: 9,5.

Trailer in v.o.: HIDDEN FIGURES di Theodore Melfi

 

autrice, Recensioni di Film, Recensioni di film e teatro, Traders Magazine - Rec

NON SPOSATE LE MIE FIGLIE 2 di Philippe de Chauveron

NON SPOSATE LE MIE FIGLIE 2 di PHILIPPE DE CHAUVERON

È attualmente 3° in classifica al Box Office e sabato 9 marzo ha incassato € 228.572,00 e registrato 34.371 presenze. Si avvia in pompa magna anche questo nr.2 (..) ‘Non sposate le mie figlie’ è stato nel 2014 campione di incassi con 20 milioni di euro incassati e più di 12 milioni di spettatori conquistati. A vedere il nr.1 in Italia sono stati in 4 milioni. La commedia francese si conferma prodotto vincente (..) i film francesi comici sono in chiave teatrale come spazi, uso degli stessi e dialoghi fra i personaggi. Ma sempre di gradimento esteso, di massa appunto. E la domanda è di nuovo la stessa: perché in luogo del classico film-panettone non si può seguire anche noi un filone comico, intelligente, raffinato?  Continue reading “NON SPOSATE LE MIE FIGLIE 2 di Philippe de Chauveron”

autrice, Recensioni di Film, Recensioni di film e teatro, Traders Magazine - Rec

LA CASA DI JACK di LARS VON TRIER

LA CASA DI JACK di Lars von Trier

Recensione dell’ultimo film del controverso regista danese, che l’ha definito il suo film più brutale

A 5 anni dal discusso e alquanto spinto ‘Nymphomaniac’, arriva nelle sale italiane, dopo essere passato da Cannes lo scorso maggio e lì avere sconvolto metà platea, senza tuttavia correre il rischio di non essere sufficientemente votato, essendo stato presentato come film fuori concorso, ‘The house Jack built’. (..) Ambientato nell’America anni settanta, la storia è divisa in cinque capitoli e incentrata su un ingegnere che (..) in nauseanti ricostruzioni sceniche da lui stesso operate, caratterizzate da più corpi sotto effetto rigor mortis messi in posizioni ‘umane’ come fossero ancora vivi e fotografati, l’oggetto della sua arte, se così si può definire. Ne è talmente orgoglioso da condividere alcuni scatti con un giornale ed è subito caccia a – come lui stesso si firma – Mr. Sophistication. Jack cambia personalità, gioca le sue carte di avventore con astuzia e semplicità, talvolta persino con ironia, (..) Continue reading “LA CASA DI JACK di LARS VON TRIER”

autrice, Recensioni di Film, Recensioni di film e teatro, Traders Magazine - Rec

ROMA di Alfonso Cuarón

ROMA di Alfonso Cuarón

L’ultimo film del regista vincitore nel 2014 dell’Oscar alla miglior regia per ‘Gravity’ con Sandra Bullock, nonché primo regista messicano a vincere l’ambita statuetta, ci introduce ipoteticamente nel quartiere di Città del Messico che ha lo stesso nome della nostra capitale, ma sostanzialmente in una famiglia borghese locale, formata da padre madre e 4 figli e da 2 donne, l’una domestica (Cleo) e l’altra collaboratrice (Adela) e da un cane, Borras, che salta felice a qualsiasi suonata di campanello, sempre speranzoso che qualcuno prima o poi lo lascerà uscire dal luogo destinato, oltre che a lui, all’automobile di casa, fra l’altro troppo larga per quello spazio. Siamo negli anni 70. La famigliola è unita, felice all’apparenza, (..) severa nei confronti delle 2 donne appartenenti alla popolazione mixteca, ma in vero le ama davvero. (..) C’è un membro importante della famiglia che non ho ancora menzionato e che, nel corso del film, passa da personaggio quasi secondario a presenza fondamentale della casa, caratterizzato dalla forza della sua generazione: la nonna. Continue reading “ROMA di Alfonso Cuarón”

autrice, Recensioni di Film, Recensioni di film e teatro, Traders Magazine - Rec

MARIA, REGINA DI SCOZIA di Josie Rourke

MARIA, REGINA DI SCOZIA di Josie Rourke

Un film tutto al femminile, dalla regia al cast principale, sulle due cugine più note nella storia europea del sesto secolo, Elisabetta I Tudor, regina d’Inghilterra e d’Irlanda, e Maria Stuarda, regina di Scozia, giustiziata dalla prima dopo una prigionia, impostale dalla stessa Elisabetta, durata venti anni. A unirle il sangue e il timore; a dividerle: il credo religioso (..) e il Potere sui rispettivi regni. Un altro aspetto le univa: la condizione di donne (..) A Elisabetta la regina ‘vergine’, poiché mai sposatasi né quindi madre, si contrapponeva Maria, la ‘meretrice’, additata così ingiustamente dai ribelli che infuocavano le masse.
Continue reading “MARIA, REGINA DI SCOZIA di Josie Rourke”

autrice, Recensioni di Film, Recensioni di film e teatro, Traders Magazine - Rec

GREEN BOOK di Peter Farrelly

GREEN BOOK di Peter Farrelly

Il rude Tony Lip, che è un buttafuori di locali notturni frequentati anche da mafiosi con i quali si ritrova mezzo invischiato, è però uno di buon cuore, un po’ rozzo e con l’occhio lungo per il soldo, destinato in primis a moglie e figli (..) E fuma e mangia in ogni momento. Ma la sua serenità, la semplicità e l’affetto con cui vive qualsiasi evento e incontra qualsiasi persona lo salvano e lo fanno amare da chi gli è vicino (..) A suo modo è sano, vero e sa perfettamente chi sia. A differenza di Don: chic, (..) bello, alto e slanciato, (..) dotato di un talento musicale d’eccezione che l’ha salvato da un destino professionale e di vita relegato alle sole persone di colore, ma anche imprigionato (..) in una realtà di uomo estremamente infelice e solo. L’incontro fra i due è esplosivo, con gag e momenti comici,(..)si conosceranno nel profondo e si aiuteranno a vicenda, l’uno migliorando l’altro, in un modo costruttivo e commovente per lo spettatore che uscirà dal cinema speranzoso nella bontà delle persone. Continue reading “GREEN BOOK di Peter Farrelly”

autrice, blog, Il tema della settimana, Inglese/English, Italiano/Italian, Recensioni di Film, Recensioni di film e teatro, the weekly theme

THE COMMUTER (L’uomo sul treno) di Jaume Collet-Serra

Uno straordinario Liam Neeson in un vero action movie: un giallo di quelli intelligenti che tengono viva l’attenzione e alto il livello di ansia, un film ben diretto e interpretato che vale la pena vedere. La domanda è ‘che tipo di persona sei tu?’. Se ti dicessero di fare una piccola cosa senza effetto per te, ma con enormi conseguenze su qualcun altro, e che mai impatterebbe su te, la tua famiglia, la tua vita, pagandoti 100.000 dollari in contanti, la faresti…quella ‘cosetta’? Il protagonista, Michael, è una gran brava persona dedita alla famiglia, al punto da lasciare l’amato lavoro e la promettente carriera in polizia e a fare un trasloco che lo costringerà a recarsi al lavoro, quello nuovo di venditore di pacchetti assicurativi, ogni giorno in treno, del quale diventa quindi assiduo frequentatore, ossia un pendolare. Un giorno Michael viene licenziato senza ragione, dopo 10 anni di resa eccellente e rispetto rigoroso della disciplina sul lavoro. Affranto si incontra a un bar con un vecchio collega di polizia che lo ha cercato e gli racconta affranto il suo dramma. C’è il treno da prendere per tornare a casa e parlare con la moglie, cosa che lo distrugge anche più del fatto stesso, così lascia il bar e corre alla stazione, dove viene derubato del suo telefonino. A Michael sembra la sua giornata peggiore sul solito treno di pendolari, che ormai conosce, e viaggiatori occasionali. Ma il peggio deve ancora arrivare e avrà la parvenza di una donna bionda che sedendosi di fronte a lui gli porrà delle domande particolari ma apparentemente innocue, domande che definirà solo ipotetiche. Voto: 9.

Trailer italiano L’uomo sul treno

 

A remarkable Liam Neeson in a real action movie: a smart thriller screenplay that keeps the audience revited and and the anxiety levels high, a well directed and interpreted film that it’s worth seeing. The question is ‘what kind of person are you?’. if they told you to do a small thing with no effect on you, though with enormous consequences on someone else, which would never impact on you, your family, your life, under a payment of 100.000 dollars cash, would you do it…that ‘small thing’? The protagonist, Michael, is a good person completely dedicated to his family, at the point of having left his beloved job and promising career for the police and moved, for which reason he needs to take a train every day to reach his new job as an insurance packages seller: 10 years of his new life already passed by. Michael is therefore a commuter and he actually knows many of the travellers on the same train. One day he gets laid off with no reason, after performing excellently for 10 years and being professionally disciplined. The same day before catching the usual train back to home he is invited by an ex police colleague to catch up in a bar where Michael tells him his drama. Then he runs to the railway station where someone robs him of his mobile. He hasn’t spoken to his wife yet and that’s even more lousy that the fact itself. The current day seems to Michael as his worst ever on his usual train of commuters he knows and occasional passengers. But the worst is yet to come in the guise of a blonde woman who suddenly sits in front of Michael and asks him some particular questions, apparently harmless ones, hypothetical ones. I rate this movie: 9.

Trailer in v.o. The commuter