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THE COMMUTER (L’uomo sul treno) di Jaume Collet-Serra

Uno straordinario Liam Neeson in un vero action movie: un giallo di quelli intelligenti che tengono viva l’attenzione e alto il livello di ansia, un film ben diretto e interpretato che vale la pena vedere. La domanda è ‘che tipo di persona sei tu?’. Se ti dicessero di fare una piccola cosa senza effetto per te, ma con enormi conseguenze su qualcun altro, e che mai impatterebbe su te, la tua famiglia, la tua vita, pagandoti 100.000 dollari in contanti, la faresti…quella ‘cosetta’? Il protagonista, Michael, è una gran brava persona dedita alla famiglia, al punto da lasciare l’amato lavoro e la promettente carriera in polizia e a fare un trasloco che lo costringerà a recarsi al lavoro, quello nuovo di venditore di pacchetti assicurativi, ogni giorno in treno, del quale diventa quindi assiduo frequentatore, ossia un pendolare. Un giorno Michael viene licenziato senza ragione, dopo 10 anni di resa eccellente e rispetto rigoroso della disciplina sul lavoro. Affranto si incontra a un bar con un vecchio collega di polizia che lo ha cercato e gli racconta affranto il suo dramma. C’è il treno da prendere per tornare a casa e parlare con la moglie, cosa che lo distrugge anche più del fatto stesso, così lascia il bar e corre alla stazione, dove viene derubato del suo telefonino. A Michael sembra la sua giornata peggiore sul solito treno di pendolari, che ormai conosce, e viaggiatori occasionali. Ma il peggio deve ancora arrivare e avrà la parvenza di una donna bionda che sedendosi di fronte a lui gli porrà delle domande particolari ma apparentemente innocue, domande che definirà solo ipotetiche. Voto: 9.

Trailer italiano L’uomo sul treno

 

A remarkable Liam Neeson in a real action movie: a smart thriller screenplay that keeps the audience revited and and the anxiety levels high, a well directed and interpreted film that it’s worth seeing. The question is ‘what kind of person are you?’. if they told you to do a small thing with no effect on you, though with enormous consequences on someone else, which would never impact on you, your family, your life, under a payment of 100.000 dollars cash, would you do it…that ‘small thing’? The protagonist, Michael, is a good person completely dedicated to his family, at the point of having left his beloved job and promising career for the police and moved, for which reason he needs to take a train every day to reach his new job as an insurance packages seller: 10 years of his new life already passed by. Michael is therefore a commuter and he actually knows many of the travellers on the same train. One day he gets laid off with no reason, after performing excellently for 10 years and being professionally disciplined. The same day before catching the usual train back to home he is invited by an ex police colleague to catch up in a bar where Michael tells him his drama. Then he runs to the railway station where someone robs him of his mobile. He hasn’t spoken to his wife yet and that’s even more lousy that the fact itself. The current day seems to Michael as his worst ever on his usual train of commuters he knows and occasional passengers. But the worst is yet to come in the guise of a blonde woman who suddenly sits in front of Michael and asks him some particular questions, apparently harmless ones, hypothetical ones. I rate this movie: 9.

Trailer in v.o. The commuter

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Carnage di Roman Polanski – dal libro di Yasmina Reza ‘Le Dieu du Carnage’

(in italiano/Italian)

2 coppie di genitori, 2 ragazzini coinvolti in una rissa di compagni di scuola, 2 famiglie e 2 mondi che si incontrano, si scontrano e giocano a un estenuante massacro reciproco. Una pièce teatrale dallo straordinario potere socio-psicologico con un impatto emotivo crescente: ecco il libro della Reza che è stato già portato nei più grandi teatri francesi americani e inglesi nonché tradotto cinematograficamente, nel 2011, da un regista quale è Roman Polanski e da un cast d’eccezione, quali sono Jodie Foster, Kate Winslet, John C. Reilly e Christopher Waltz. Il focus all’inizio è su un apparentemente cordiale gruppo di 4 persone divise in 2 squadre formate da 2 mariti con le rispettive mogli, ma alla fine si sposta sui 4 come singoli individui, arroganti e maldicenti, che combattono in nome di uno smisurato ego personale, in uno schema del tipo ‘tutti contro tutti’, senza dare più né alcun peso al fatto (grave) che li ha portati a incontrarsi (e scontrarsi) né valore ad altri se non a sè e ai propri bisogni, generalmente lontani dall’idea cristiana di famiglia, sia come coppia sia soprattutto come genitori. Il lavoro eccellente di scrittura e a dir poco straordinario di resa sul grande schermo fanno stare lo spettatore in un’angoscia velata che sale nel corso dell’opera e diventa nauseante come il vomito di uno dei 4 protagonisti e che, in tanti momenti della storia così narrata, ci è nota. Quante volte abbiamo tenuto comportamenti più o meno socialmente accettabili pur nutrendo l’istinto di prendere a botte o colpire con un bastone qualcuno, proprio come il ragazzino figlio di una delle due coppie con il figlio dell’altra coppia? E’ su questo e su molti altri temi che la Reza esprime il suo punto di vista o forse più correttamente fa riflettere chi legge ‘Il dio del massacro’. Ed è su questo che lo stesso Polanski verte il ‘gioco’ cruento fra i 4 individui. Colpiscono anche molto le singole personalità, così distanti l’una dall’altra, a simboleggiare non un gruppo di 4 ma un mondo di persone e caso mai 4 categorie di esse. Un elemento comune però serpeggia in tutte e 4 le persone (o le categorie): l’estremo individualismo, con un chiaro attacco soprattutto al mondo di oggi. P.e. uno dei due mariti è sempre attaccato al suo cellulare e alle questioni di lavoro che evidentemente considera di maggiore rilievo rispetto alla salute della moglie e alle vicende del figlio adolescente, il maggiore di due che arriva a chiamare ‘stronzetti’; solo quando gli viene gettato il cellulare nell’acqua di un vaso di fiori, la freddezza cinica, apparentemente non incrinabile fino a quell’istante, dell’uomo lascia il posto a una certa disperazione. ‘Carnage’ film e ‘Le dieu du carnage’ sono le opere fra le più interessanti e sconvolgenti degli ultimi anni. Voto a entrambi: 10.

(in inglese/English)

2 couples f parents, 2 boys involved in a school mates fight, 2 families and 2 worlds that meet, collide and play an exhausting mutual massacre. It’s a play with an extraordinary socio-psychological power and a growing emotional impact: talking about the book by Yasmine Reza that was performed in the most important French, American and English theaters and turned into a movie in 2011 by such a director, Mr. Roman Polanski, and a cast of actors, Jodie Foster, Kate Winslet, John C. Reilly e Christopher Waltz. At the very beginning the focus of the play/film is on an apparently mannered group of 4 people in 2 teams made of 2 husbands and wives, but changes in the end moving onto the 4 ones as single individuals, who are arrogant, talebearer and slanderer and fight in the name of an outsize personal ego, in a “every man for himself”pattern, without giving a shit either of the (serious) fact that made them meet up (and fight) or others than themselves and their needs being generally far from a Christian understanding of family, as a couple and especially as parents. The excellent writing and how amazingly it was rendered on the big screen drag the audience into a state of blurred anguish that raises throughout the play/film and becomes nauseous like the vomit of one of the 4 leading characters and, in many moments of the story, is not so knew to us. How many times we have had more or less socially acceptable behaviors despite an instinct to kick or hit someone with a stick, just like one couple’s son toward the other couple’s son? Right on this and other themes Mrs Reza shows her point of view or, rather more correctly, brings the “Le dieu du massacre” reader to reflect and Polanski focuses the mentioned cruel ‘game’ among the 4 individuals. The specific personalities are striking too, being so distant one from the other, as if they were not only a group of 4 people but a world too and also 4 categories. A unique common element though is rife in all the 4 people (or categories): the extreme individualism, with a clear attack to today’s world above all. For instance, one of the 2 husbands is always on the phone for his business issues he considers far more important than his wife’s health and the events happening to his elder teen-boy, by the way he gets to call both his children ‘bitches’; just when his cell is thrown into a flower vase full of water,  his cynical coldness, apparently with no cracks up to that moment, gives space to quite a desperation. ‘Carnage’ (film) and ‘Le dieu du carnage’ are among the latest years most interesting and upsetting works. My vote for both (film and book) is 10.