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I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

Carol Alt è Marina Ripa di Meana prima Lante della Rovere prima ancora Marina tout courtSiamo nel 1987 e il film che ebbe poi un diffuso successo si ispirò all omonima autobiografia della stessa Ripa di Meana (Sperling & Kupfer, 1984).  Marina fu la donna più affascinante e spregiudicata del secolo scorso, quando essere o interpretare, sbeffeggiando un intero ceto, una duchessa scandalosa non era certo facile né tanto ammissibile. E quando passare da una origine comunque (alto) borghese all aristocrazia romana più d’élite e poi a condividere una dimensione da artista arrangiato e bohémien con il pittore Franco Angeli, poi divenuto ricco e famoso per i rotocalchi su di lei più che per merito dei suoi dipinti, e infine di nuovo al vertice della piramide sociale era possibile solo per qualcuno di capacità rara, dotato di acume, stile, straordinaria bellezza unita a un’alta consapevolezza di sè, di ambizione e amore per il lusso, ma soprattutto di follia. La stessa Marina si definiva un pò pazza. E, nei suoi primi 40, disse di aver vissuto, più che le esperienze di una persona, le vite di un’intera generazione. E come darle torto? Segnò tre decenni piuttosto diversi del 900 restando sempre in vetta. Si era letteralmente esposta senza veli proprio contro il tumore che poi per ben due volte la raggiunse e colpì e, dopo molti anni, riuscì a ucciderla. Così lo scorso dicembre, ancora in una età che oggi si considererebbe giovane, moriva un vero emblema del bel vivere e della dolce vita romana. Riposa in pace cara Marina: con i tuoi scandali hai costituito in verità anche un esempio di donna amante della vita e sicura di sè in grado di rischiare e vincere, di lasciare la propria confort zone per una passione, di sapersi rialzare dopo un dolore e sempre con tenacia e energia. Solo la morte poteva batterti. E l’ha fatto. Un’ammiratrice.

Youtube (una scena): I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

Carol Alt is Marina Ripa di Meana first Lante della Rovere and even before Marina tout courtIt’s 1987 and this very successful movie took inspiration from her autobiography of the same name (Sperling & Kupfer, 1984). Marina was last century most fascinating and reckless woman: during that period to be or to act as a scandalous duchess, deriding a whole class, was neither easy nor acceptable and to go from a middle-class/ bourgeois family to the Roman élite aristocracy then to an arranged existence with painter Franco Angeli, who then began rich and famous thanks to the magazines telling of Marina’s life rather than to his paintings, and finally again to the top of the social pyramid was possible for someone rare for capacities, acumen, style, extraordinary beauty together with a high self-awareness, for ambition and love of luxury, but above all for a bit of madness. Same Marina called herself crazy. In her first 40 years, she said she had lived, more than the many experiences of a person, the lives of an entire generation, well we cannot blame her. She characterized three quite different decades of 1900 and always was on top. Marina literally exposed herself unveiled in a campaign against cancer  and right cancer was her worst enemy: she defeated it twice but at last, many years after, it killed her. In December 2018, she died, though an age that today we could consider almost young. Therefore we lost a real symbol of the Roman ‘Dolce Vita’. Rest in peace dear Marina: you, with your scandals, were also an example of a woman who did love life and was self confident and able to risk and win, to leave her confort zone for the sake of a passion, to get up again after a pain and always with tenacity and energy. Death only could beat you and it sadly happened. A fan of yours. Sincerely. 

Youtube (acting reel e varie scene): I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

 

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ENTOURAGE di Doug Ellin

Se tieni duro e la fortuna (circostanze+persone) è con te ce la farai, anche se ti tocca aspettare vent’anni; devi perseverare a dispetto di tutto e tutti – “Taglia le mie scene” “Johnny smettila!” “No! lo capisco, tagliale e basta. La fama non era nel mio destino. Ho ricevuto solo il dono di una delirante fiducia in me stesso, ma nessun vero talento” “Vuoi stare zitto?!” // Ma le scene non vengono nemmeno toccate e il film di Vincent viene ultimato e piace; il cast va ai Golden Globe Awards, dove inaspettatamente John – fratello di Vincent, che è da tutti considerato un bravo attore ed è alle prese qui con la sua prima regia – viene candidato come miglior attore non protagonista, grazie al suo piccolo ruolo nel film. Da 20 anni, John persegue la carriera di attore senza riuscirci veramente, senza successo e con parecchie porte chiuse in faccia, mentre il fratello minore sfonda. Il Golden Globe però lo premia, questa volta è sì un attore per tutti e pure premiato! Va al microfono e dopo qualche secondo di silenzio incredulo urla “VITTORIA!!!!”. E tutti esultano altrettanto increduli e gioiosi. Il film, quello vero, si chiude così. Nella vita, la fortuna, detta anche occasione giusta, associata a un team di persone o a qualcuno in particolare che lotta con e per te ed a una propria tenacia personale che non crolla, anche dopo 20 anni ti può dare quello che pensavi di non meritare ed è una bella risposta al mondo intero e una conferma per te. ENTOURAGE è un film travestito da simpatica commediola americana un pò stile teen, con linguaggio volutamente e ironicamente sessista e canoni tipici di un cinepanettone, ma in verità ha sostanza e dà dei messaggi, fa ridere ed è intelligente. Ci si può persino rispecchiare. O almeno può far riflettere, ridendo. Applaudo Kevin Dillon, fratello di Matt, alias John nel film. Voto: 6 ½.

Trailer (italiano): www.youtube.com/watch?v=pobGYd7GgMQ


If you hold on to your aim and the luck (circumstances+people) is with you, you’ll make it, though you might be waiting for twenty years; you must keep going despite everyone or everything
 – “Just cut me out bro” “Johnny stop!” “Look, I get it, just cut me. Good luck wasn’t right for me. I was given the gift of delusional confidence, with any real talent” “You shut up?!” // But the scenes are not even touched and Vince movie succeeds; the cast goes to the Golden Globe Awards night, where John is unexpectedly – his brother Vincent is considered a good actor by everyone and is now in the throes of his directorial debut – nominated as best supporting actor thanks to his small role in the movie. John has been pursuing a career as an actor for 20 years and up to now has never succeeded, many were the doors shut in his face, whilst his younger brother was breaking through. Nevertheless, now the Golden Globe recognizes him, this time he is actor for all and is given an award too! He reaches the stage and the microphone, then after a few seconds of disbelief he cries out of joy “VICTORY!!!!”. All equally exult incredulous and joyful. For the movie, the one I’m watching, that’s it. In life, Luck – you might call it yr right occasion – in association with both a team o people or someone in particular that/who fights with/for you and a personal tenacity that never collapses can offer you, even after 20 years, what you thought you didn’t deserve and it’s a positive answer to the world and to yourself. ENTOURAGE is a film disguised as a nice teen’s style American comedy, with a language that’s ironically sexist and typical features of an Italian Christmas family film. To tell the truth, this smart and amusing movie has also substance and messages to give. Someone could even relate to it. Or at least reflect, while laughing. A plause to fantastic Kevin Dillon, Matt’s brother, who by chance plays John in the film. I rate the movie: 6 ½.

Trailer (English): www.youtube.com/watch?v=SGSE_XPF4_g

 

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THE COMMUTER (L’uomo sul treno) di Jaume Collet-Serra

Uno straordinario Liam Neeson in un vero action movie: un giallo di quelli intelligenti che tengono viva l’attenzione e alto il livello di ansia, un film ben diretto e interpretato che vale la pena vedere. La domanda è ‘che tipo di persona sei tu?’. Se ti dicessero di fare una piccola cosa senza effetto per te, ma con enormi conseguenze su qualcun altro, e che mai impatterebbe su te, la tua famiglia, la tua vita, pagandoti 100.000 dollari in contanti, la faresti…quella ‘cosetta’? Il protagonista, Michael, è una gran brava persona dedita alla famiglia, al punto da lasciare l’amato lavoro e la promettente carriera in polizia e a fare un trasloco che lo costringerà a recarsi al lavoro, quello nuovo di venditore di pacchetti assicurativi, ogni giorno in treno, del quale diventa quindi assiduo frequentatore, ossia un pendolare. Un giorno Michael viene licenziato senza ragione, dopo 10 anni di resa eccellente e rispetto rigoroso della disciplina sul lavoro. Affranto si incontra a un bar con un vecchio collega di polizia che lo ha cercato e gli racconta affranto il suo dramma. C’è il treno da prendere per tornare a casa e parlare con la moglie, cosa che lo distrugge anche più del fatto stesso, così lascia il bar e corre alla stazione, dove viene derubato del suo telefonino. A Michael sembra la sua giornata peggiore sul solito treno di pendolari, che ormai conosce, e viaggiatori occasionali. Ma il peggio deve ancora arrivare e avrà la parvenza di una donna bionda che sedendosi di fronte a lui gli porrà delle domande particolari ma apparentemente innocue, domande che definirà solo ipotetiche. Voto: 9.

Trailer italiano L’uomo sul treno

 

A remarkable Liam Neeson in a real action movie: a smart thriller screenplay that keeps the audience revited and and the anxiety levels high, a well directed and interpreted film that it’s worth seeing. The question is ‘what kind of person are you?’. if they told you to do a small thing with no effect on you, though with enormous consequences on someone else, which would never impact on you, your family, your life, under a payment of 100.000 dollars cash, would you do it…that ‘small thing’? The protagonist, Michael, is a good person completely dedicated to his family, at the point of having left his beloved job and promising career for the police and moved, for which reason he needs to take a train every day to reach his new job as an insurance packages seller: 10 years of his new life already passed by. Michael is therefore a commuter and he actually knows many of the travellers on the same train. One day he gets laid off with no reason, after performing excellently for 10 years and being professionally disciplined. The same day before catching the usual train back to home he is invited by an ex police colleague to catch up in a bar where Michael tells him his drama. Then he runs to the railway station where someone robs him of his mobile. He hasn’t spoken to his wife yet and that’s even more lousy that the fact itself. The current day seems to Michael as his worst ever on his usual train of commuters he knows and occasional passengers. But the worst is yet to come in the guise of a blonde woman who suddenly sits in front of Michael and asks him some particular questions, apparently harmless ones, hypothetical ones. I rate this movie: 9.

Trailer in v.o. The commuter

Il tema della settimana

Fatti e sostanza al di là di parole e primo acchito

“Gran Torino” il film del 2008 cui mi ispiro per questo nuovo tema settimanale, con regia e ruolo principale in capo a un attore bravissimo che piace a tutti: Clint Eastwood nei panni di un veterano polacco tornato dalla guerra di Corea e vedovo, con un amore forte per la moglie e al contrario un atteggiamento indurito verso qualsiasi altro essere umano. Solo una cosa riesce a sciogliere il tostissimo Walt Kowalski e detiene tutto l’affetto di cui si sente ancora capace, nonostante l’esperienza della guerra. Continue reading “Fatti e sostanza al di là di parole e primo acchito”