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Film in Televisione che sia free o pay tv, dal digitale terrestre al satellitare dal 27 maggio

Traders Film in Televisione che sia free o pay tv, dal digitale terrestre al satellitare dal 27 maggio

I film di maggio, proseguiamo da mercoledì 27 con un’altra settimana di programmi

Siamo giunti all’estate! (..) Certo, indossiamo le insopportabili mascherine e teniamo le distanze (..) Ricordo che, digitando titolo e data di un film, è facile scoprirne il canale.

APPELLO: noi cittadini dobbiamo innanzitutto aiutare i sindaci nel difficile operato che ora hanno di far rispettare le regole,(..) agendo nel modo corretto e facendo presente ai titolari di quei bar o locali laddove le norme di igiene previste non siano rispettate, che noi per primi ne daremo nome e indirizzo a chi di dovere. (..) Debelliamo questo nemico godendoci anche un pò di cinema di qualità, passato e presente, dal nostro divano e vedendoci i film in questa settimana, che, come sempre termina con il prossimo martedì. Buona visione!

Alcuni film a seconda del genere: Mercoledì 27/5 e Giovedì 28/5, i film di Carlo: Borotalco Un sacco bello – Carlo è il grande e primo Verdone (..) appassionato di medicina e premiato dall’Università di Napoli Federico II con una laurea honoris causa, figlio di un professore, cognato di Christian De Sica e erede, artistico, dell’indimenticabile Alberto Sordi, con il quale girò ‘In viaggio con papà’, diretto da Sordi. In ‘Un sacco bello’ (..) tre sono i personaggi interpretati dall’ottimo Verdone (..) In ‘Borotalco’ interpreta un solo personaggio (..) Dopo ‘Un sacco bello’ e prima di ‘Borotalco’, Carlo Verdone diresse e interpretò ‘Bianco, Rosso e Verdone’ (..) I miei voti ai due film sono 1) 7/8, 2) 7. giccardo Chailly diresse l’ “Aida” nell’Arena di Verona , sia nel 2011 con la firma di Phyllida Lloyd, nota per ‘Mamma mia!’ e ‘The Iron Lady’, alla Royal Opera House di Londra dove Sir Antonio Pappano diresse il “Macbeth”, ispirato all’opera di Shakespeare. (..) Infine, “Le sorelle Macaluso” è un’opera teatrale in prosa diretta dalla regista Emma Dante, che nel 2014 si è portata a casa 2 premi UBU e una fama internazionale. Il mio voto a tutte e 3 è 10.

Alcuni film a seconda del genere: Sabato 30/5, i film thriller (in una ventina d’anni): Ransom-Il riscatto La giusta causa e Gone girl-l’amore bugiardo – Il sabato sera si tinge di giallo e questi 3 film sono tutti molto ben costruiti. 1) Cominciamo dal primo, datato 1996, diretto da un sempre perfetto Ron Howard e interpretato da Mel Gibson, René Russo e Gary Senise. (..) 2) ‘La giusta causa’, risalente al 1995, vede nel cast un magnifico Sean Connery nei panni di Paul Armstrong, un ex avvocato di successo oppositore della pena capitale (..) 3) Il terzo film è quello più recente, 2014, e il più lungo. I protagonisti sono Ben Affleck e Rosamunde Pike (..). I miei voti: 1) 8½ , 2) 7½ , 3) 7.

Alcuni film a seconda del genere: Domenica 31/5, un’Italia da Oscar: La grande bellezza-versione integrale – Non mi dilungherò molto su quest’opera d’arte cinematografica che ci ha regalato, grazie innanzitutto al regista Paolo Sorrentino, l’ Oscar al miglior film straniero nel 2014, perché va visto, non spiegato, né raccontato. (..) fra tutti, l’attore di teatro Toni Servillo, vincitore del David di Donatello, spicca. Voto: 9,5.

Alcuni film a seconda del genere: Domenica 31/5, i film commedia raffinata, inglese e USA: Quattro matrimoni e un funerale L’Amore non va in vacanza – 1) Indimenticabile la prima, con scambi di battute familiari ai più (..) 2) La seconda è una commedia semplice, (..) eppure non banale, (..) Il cast soprattutto principale è un ingrediente fondamentale della qualità di questo film che è delizioso, (..) Voti: 1) 9½ , 2) 8.

Concludo con un elenco di altri film che consiglio, dal 27 maggio al 2 giugno inclusi, divisi per data

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Intervista a 3 attori italiani di lingua inglese…ma solo per lavoro – TOMMASO BASILI

Intervista a 3 attori italiani di lingua inglese…ma solo per lavoro – TOMMASO BASILI

PREMESSA

La premessa è la stessa per tutti e tre gli attori che ho potuto intervistare sotto il cappello della loro preziosa italianità con, al tempo stesso, una comprovata capacità di ciascuno nell’uso della lingua mondialmente riconosciuta come ufficiale, l’inglese. Un inglese che ha permesso a tutti loro e a molte altre persone di lavorare nel proprio campo anche fuori dal Paese d’origine che è la nostra bella Italia.

– di Alessandra Basile – per Trendiest News

Tommaso Basili è l’unico italiano nella serie americana dedicata alla storia dell’Impero Ottomano, ma anche da noi lavora in alcune fiction come ‘Il Paradiso delle Signore’, ‘Don Matteo’, ‘L’isola di Pietro’.

INTERVISTA A TOMMASO BASILI

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IL COSTANTINO DI “RISE OF EMPIRES: OTTOMAN”
PARLA INGLESE MA E’ ITALIANO 

Tommaso raccontami, a proposito di “Rise of Empires: Ottoman” prodotto da Netflix, com’è nata la possibilità per te di accedere a un provino internazionale di tale rilievo

Qui il trailer: www.youtube.com/watch?v=NRuOTkSgDbs
www.netflix.com/it/title/80990771

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CONCLUSIONE

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Alessandra Basile

Dedico al tema del Successo due citazioni fatte a suo tempo da chi ammiriamo, ma una delle due è a mio parere molto spiritosa, perciò inizierò da questa che il grande Jean Cocteau – mi piace ricordarlo anche avendone portato a teatro ‘La voce umana’ ed essendo io in primis una Attrice desidero ricordare la splendida recensione a cura di Paolo Brambilla e Letizia Dehò (www.affaritaliani.it/blog/imprese-professioni/alessandra-basile-incanta-il-suo-pubblico-al-teatro-factory-32-di-milano-609166.html) – scrisse con uno humour sottile e rispettoso: “Certo che la fortuna esiste. Altrimenti come potremmo spiegare il successo degli altri?” (Jean Cocteau). E poi c’è Lui, l’indimenticabile Nelson Mandela, che disse “Non giudicatemi per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi”. (Nelson Mandela)

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Intervista a 3 attori italiani di lingua inglese…ma solo per lavoro – RACHELE FREGONESE

Intervista a 3 attori italiani di lingua inglese…ma solo per lavoro – RACHELE FREGONESE

Premessa – La premessa è la stessa per tutti e 3 gli attori che ho potuto intervistare sotto il cappello della loro preziosa italianità con, al tempo stesso, una comprovata capacità di ciascuno nell’uso della lingua mondialmente riconosciuta come ufficiale, l’inglese. (..) La scorsa volta ho ‘incontrato’ Saverio Buono (www.affaritaliani.it/blog/imprese-professioni/alessandra-basile-intervista-quattro-attori-italiani–di-lingua-inglese-664648.html , www.traders-mag.it/intervista-attori-italiani-lingua-inglese-lavoro/), (..) Prima di addentrarci nell’intervista, che vedrete è ricca e varia, propria di qualcuno che non si ferma al primo ostacolo, ma agisce, risolve, ricomincia e fa tutto per, il suo goal, ‘raccontare una storia’, mi preme precisare che avevo inizialmente menzionato una quarta persona e una seconda donna da intervistare: Elena Rusconi Clerici. Purtroppo (..) rinviata a data futura. Voglio comunque citarla per essere stata anche lei un’attrice italiana che ha (..) interpretato un ruolo nel Kolossal Netflix ‘6 UNDERGROUND’ (..).

Per tornare a Rachele, premetto ancora che ciò che ha unito noi 5, Saverio, Rachele, Tommaso, Elena e me, è stato l’incontro con il professionista acting coach Michael Rodgers, (..) segnalo la possibilità (..) di seguire i corsi che terrà da questo mese dei corsi online (..) www.facebook.com/pg/michaelrodgersactingstudio/posts/?ref=page_internal.

E ora andiamo con (…) Rachele Fregonese Attrice, da Londra – 13/03/2020

BUONA LETTURA!!!

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Quel ‘MATT’ di Antonio Ligabue: l’intervista alla Pina del film, Paola Lavini (2° parte)

INTERVISTA a Paola Lavini – II Parte

Prosegue l’intervista a Paola Lavini, la prima parte è stata pubblicata la scorsa settimana https://www.traders-mag.it/matt-antonio-ligabue-intervista-film-paola-lavini/

Il tema delle Donne nel Cinema: presenza, ruoli, riconoscimenti e possibilità.

TRADERS’: Che il regista abbia scelto persone adatte alla storia al di là della loro fama è decisamente apprezzabile quindi un plauso mio personale va a Giorgio Diritti …

Lavini: dovrebbero esserci in Italia più ruoli così strutturati e completi per le donne

TRADERS’: Approfondiamo il tema delle donne nel cinema (non solo nei film).

Lavini: Rispetto a quando le donne non potevano calcare le scene, abbiamo fatto passi da gigante. (..) spesso chi scrive è di sesso maschile, come il regista, il produttore, poi ci sono le donne sceneggiatrici, registe, produttrici ma in netta minoranza, per lo meno quelle che ‘ce l’hanno fatta’, (..) i ruoli principali sono sovente maschili (..) E spesso accade che i ruoli femminili del cast principale siano le mogli di, le fidanzate di, etc.

TRADERS’: E a essere costrette a confrontarsi con un passaggio dell’età, specie over 40, (..) sono le donne, difficilmente gli uomini. A Hollywood, dal secolo scorso, e in Italia.

Lavini: Sì, inoltre è importante che le donne si riconoscano, non ci siano solo modelle (..) Continue reading “Quel ‘MATT’ di Antonio Ligabue: l’intervista alla Pina del film, Paola Lavini (2° parte)”

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VOLEVO NASCONDERMI di Giorgio Diritti

Recensione del film su ‘El Matt’, Antonio Ligabue, con un superlativo Elio Germano che vince l’Orso d’argento alla 70° Berlinale per la sua interpretazione del pittore. Forza Italia!

Seguirà l’intervista all’attrice Paola Lavini, che nel film interpreta Pina.

Il film è molto interessante innanzitutto per come è strutturato: una serie di quadri con luci, colori, immagini e animali e una moltitudine di singole pennellate, in luogo di un classico racconto biografico, magari con aneddoti e fatti romanzati, di qualcuno che è realmente esistito e che ha lasciato un’impronta importante nella cultura dell’umanità. Qualcuno del quale ciò che più emerge, anche grazie all’interpretazione eccelsa del mai deludente Elio Germano, è la sua natura speciale, estrosa e senz’altro diversa, oltre che a suo modo geniale, insomma la sua specialità rispetto all’uomo comune. Grazie a Diritti, senza che il pubblico se ne accorga troppo durante la visione del film, questo Toni Ligabue arriva e resta: lo spettatore esce dalla sala e ci pensa perché l’immagine di ‘El Matt’ è ormai scolpita nella sua mente. La luce splendida, le scenografie curate, il sentore di trovarsi in un paesino dell’epoca, (..) oltre ai costumi e al trucco e parrucco di ogni personaggio, il cui modus loquendi è all’uopo studiato con meticolosità, rendono il film un piccolo capolavoro,nostro, italiano, ma soprattutto della popolazione della Bassa reggiana. Chi era Antonio Liguabue? Un emarginato e un genio.

Antonio Ligabue: vita, (s)fortune e successi – (..) Il grande artista nato nel 1899 morì in malo modo e povero, il 27 maggio 1965. (..) Toni condusse sostanzialmente una vita da nomade, spesso svolgendo il lavoro nei campi, cosa che gli permise di venire in contatto con la sua amica più grande: la natura. Si legò in modo Sanfranceschiano agli animali, i principali soggetti dei suoi quadri vivaci, dai conigli alle tigri. (..) per lui esisteva una sola cura a tutto: dipingere. (..) era il suo modo di esprimere ciò che non sarebbe stato in grado di condividere (..) Sulla tomba l’epitaffio: «Il rimpianto del suo spirito, che tanto seppe creare attraverso la solitudine e il dolore, è rimasto in quelli che compresero come sino all’ultimo giorno della sua vita egli desiderasse soltanto libertà e amore».

Elio con Giorgio Diritti – Elio Germano. Un nome, una garanzia. Sei anni dopo il suo credibile, Giacomo Leopardi de ‘Il giovane favoloso’, regia di Mario Martone, questo multiforme interprete che dà dignità, insieme a pochi altri oggi, al panorama attoriale italiano, torna a interpretare un personaggio realmente esistito che ha fatto la nostra storia cultural-artistica ma anche universalmente umana vestendo i panni di Ligabue. (..)

Elio Germano migliore attore alla 70° Berlinale e doppiamente protagonista del festival (www.rainews.it/dl/rainews/media/elio-germano-intervista-dedico-questo-premio-a-tutti-gli-storti-tutti-gli-sbagliati-231d587b-aab2-4785-b1c0-304f7b822e30.html),

Vederlo? – Sì. Adatto a tutti. (..) due ore di ricchi silenzi e intense pennellate di immagini e colori che imprimono in noi spettatori un affresco di Toni, ‘el matt’, il brutto (..), e ce lo fanno amare. Voto: film 8; Germano 10. ((..) ho scritto l’articolo dopo l’anteprima del 21.4)

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HAMMAMET di Gianni Amelio

estratto da: HAMMAMET di Gianni Amelio

Recensione, più che di un film che fa acqua, di un Attore cui darei l’Oscar

Parlamento, 3 luglio 1992. Bettino Craxi disse a gran voce: «Buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale. I partiti (..), giornali, (..), hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare o illegale. Se gran parte di questa materia dovesse essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo, perché presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro(..)»’. Nessuno si alzò quel giorno per contestarlo.
(..)
Processo Cusani-Enimont, 17 dicembre ’93. (..) «Sono sempre stato al corrente della natura non regolare dei finanziamenti ai partiti e al mio partito. L’ho cominciato a capire quando portavo i pantaloni alla zuava». Il 12 maggio
1994 gli venne ritirato il passaporto (..). Il 21 luglio 1995 fu dichiarato latitante. Craxi morì ad Hammamet, (..) il 19 dicembre 2000. Continue reading “HAMMAMET di Gianni Amelio”

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Impegnato, intelligente, intrepido, italiano: il sig. Cinema indipendente (7° parte) – GLI INDOCILI di Ana Shametaj

Tratto da GLI INDOCILI di Ana Shametaj e INTERVISTA

Un documentario di nicchia. E una bella intervista variegata
Intervista alla neo regista triestina di un documentario su un modo di fare teatro

GLI INDOCILI – Per un’ora si vive con i giovani protagonisti di questo documentario che, in un circondario immerso nella natura nel riminese, sperimentano un teatro particolare per 3 mesi (..) Segue l’intervista alla regista che ci racconta anche delle 300 ore di ripresa.

 

INTERVISTA a ANA SHAMETAJ
Intervistata da Alessandra Basile
Sabato 18 gennaio 2020

Ana è nata a Durazzo, la famiglia d’origine sta a Trieste, dove lei ha vissuto fino alla fine del liceo, poi a 19 anni si è trasferita a Milano, selezionata dalla Paolo Grassi (..)

Con Ana commentiamo la difficoltà di ‘farcela’ in Italia per un regista (..)

TRADERS’: Mi racconti le tue esperienze francese e (..) con Los Angeles in particolare? (..)

Shametaj: In Francia, ho avuto diverse esperienze di residenza, per esempio a Nizza per la produzione di uno spettacolo teatrale presso il Teatro Le Hublot (www.lehublot.net/) (..) A Los Angeles faccio parte di ‘The Azzurra’ www.theazzurra.org/mission/) (..). Da un paio d’anni faccio parte del Board e ci si è rivolti anche progetti di innovazione sociale. (…) E’ stata creata una partnership tra ‘The Azzurra’ e un’associazione di LA che si chiama ‘Heartforward’ per portare in America la filosofia Basagliana, anche attraverso l’Arte, come mezzo utile di sensibilizzazione verso i 250.000 ‘Homeless’ oltreoceano.

(..)

TRADERS’: Parliamo del tuo ultimo film, ‘Gli indocili’, che hai portato al Franco Parenti.

Shametaj: E’ un documentario di osservazione. Quanto ho ripreso è accaduto sul serio. Cito il regista Cesare Ronconi della compagnia del Teatro Valdoca e la poetessa i cui testi sono stati usati nel film, Mariangela Gualtieri. Il loro metodo di lavoro si basa sul grande amore per la ricerca e i tempi lunghi. Il regista ha impiegato 2 anni a selezionare i giovani attori protagonisti del film. L’obiettivo era, per lui e per me che ho poi diretto le riprese, di spendere 3 mesi nel teatro Arboreto, immerso nella natura di un bosco, per costruire lo spettacolo ‘Giuramenti’. (..) Quasi un’impresa epica. Il titolo del film è inteso come atteggiamento verso la vita. L’eroe va nel bosco e nel perdersi ritrova se stesso.

(..)

TRADERS’: Mi parli anche di teatro? O raccontami dei tuoi progetti presenti e futuri.

Shametaj: Come teatro, l’ultimo mio spettacolo, prodotto con la mia compagnia che si chiama Kokoschka Revival (https://www.kokoschkarevival.com/en), ha il titolo di ‘You Fight’. Si tratta di uno spettacolo di tipo multimediale, di narrazione senza l’uso della parola, (..) ; ha un messaggio socio-culturale finale: in quest’epoca fatichiamo a guardarci negli occhi. (..) stiamo lavorando ad una tecnologia abbastanza avveniristica (..)

TRADERS’: Parlami un po’ di Kokoschka Revival. A cominciare dal nome.

Shametaj: Kokoschka (..) suonava bene (..) è nata nel 2013 da un gruppo di ragazzi (inclusa me) appena usciti dalla Paolo Grassi e da altre persone esterne alla scuola. Con essa abbiamo realizzato anche diversi eventi però ora facciamo solo produzione.

Saluto Ana, augurandole di procedere nella sua carriera e vita con il passo che ha tenuto finora e con l’internazionalizzazione che sembra già caratterizzarla, fin dalle origini.
Come sempre invito caldamente tutti a sostenere il cinema meno aiutato rispetto a quello dipendente, e colgo l’occasione per estendere il concetto al teatro fatto da chi non ha mezzi ma volontà e professionalità, ai progetti artistici o in altro modo creativi che faticano per ragioni anch’essi economiche e a tutti coloro che sono artefici dei film, degli spettacoli, dei progetti appena elencati. Concludo con una frase di Alfred Hitchcock: “That’s all for this evening. I think we shall be back another time with another story. Until then, good night”.

L’intervista a Ana Shametaj, che ringraziamo, è stata curata per TRADERS’ Magazine da Alessandra Basile

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Impegnato, intelligente, intrepido, italiano: il sig. Cinema indipendente (5 parte) – Non SI PUO’ morire BALLANDO di Andrea Castoldi

Non SI PUO’ morire BALLANDO di Andrea Castoldi

Un film tutto italiano. Un regista giovane e italianissimo, con una grinta e una passione da plauso. Recensione del film drammatico “Non si può morire ballando” scritto e diretto da Andrea Castoldi.

INTERVISTA a più voci: A. Castoldi, M.Negri, S. Palombi.
Si aggiungono: L. Pisano, M.Panfilo

Partiamo con la RECENSIONE del film, durata 85’, che verrà proiettato il 3 e 7 ottobre al Cinema Anteo di Milano, dove ha avuto luogo anche l’anteprima per la stampa.

Non SI PUO’ morire BALLANDO
Due fratelli, due professioni (artista e commercialista), due vite condotte diversamente (single forse incallito e padre di famiglia abbastanza felicemente sposato, almeno fino a un certo momento), due modi di vivere una malattia rara che colpisce Gianluca direttamente ma anche Massimiliano indirettamente. (..) Ma dà modo ai due fratelli di unirsi sempre di più, di aiutarsi a vicenda, di parlarsi veramente, di stare assieme e di rivivere le emozioni del passato: (..) la musica country nacque quasi come una risposta bianca al blues nero degli Stati Uniti del sud alla fine dell’800 ed era il frutto di una miscela di musiche popolari che i coloni giunti da ogni parte del mondo portavano con sé. (..) In questo film si potrebbe associare questo genere musicale al passato, dunque ai ricordi, alle emozioni vissute, anche nelle proprie battaglie, come potevano essere quelle appunto degli immigrati di allora in America. (..) L’intero film viaggia su un piano simbolico: lottare per chi amiamo (..) restare uniti con il sorriso anche a fronte di una fine inevitabile e drammatica,… Questi temi danno al film una connotazione romantico-fiabesca, con una visione positiva della vita, forse più forte del dramma narrato.

Link al trailer: https://www.youtube.com/watch?v=gHsacU9oz-4

INTERVISTA a ANDREA CASTOLDI nella conferenza stampa di martedì 24/09/2019 con MAURO NEGRI e SALVATORE PALOMBI e privata il 27/09/2019. Un’intervista a più voci.

Intervista a cura di Alessandra Basile per TRADERS’ Magazine Italia.

Basile: Andrea, ‘come nasci’? (professionalmente, ci intendiamo).
Castoldi: Il mio percorso artistico è iniziato come attore, di pubblicità ma soprattutto di fiction e film, il che ..mi ha permesso di ..sapere come interagire con il panorama attoriale nelle vesti di sceneggiatore e regista, ossia di ciò che ambivo a fare. Le mie scuole son state quelle, per la regia, di Marco Bellocchio e, per la sceneggiatura, di Vincenzo Cerami (‘La vita è bella’), del quale ho seguito diversi laboratori. Come regista, mi definisco ‘di penna’ più che tecnico, cioè sto alla macchina ma mi piace soprattutto che il direttore della fotografia (Filippo Arlotta, da 4 anni) sappia tradurre la storia che ho in mente.

Basile: Ecco perché hai dedicato tanto tempo alla preparazione di personaggi e scene.
Castoldi: Lo faccio ogni volta per creare un gruppo di lavoro e per arrivare a girare senza aver lasciato nulla al caso. (..) Però non uso lo ‘Story board’. È quasi un paradosso: (..)

(..)

Basile: Come nasce questo film e quali sono le tematiche care al suo regista, Andrea?Castoldi: Il film nasce da un’esperienza personale (..). Il rapporto con la malattia all’inizio è caratterizzato da un certo pudore – si cerca la parola giusta, a volte non la si trova – ma, con il passare dei giorni, ci si allinea al problema e, come per magia, si scopre un’affinità, con la persona malata, anche maggiore (..). Questo ho tentato di raccontare nel mio film.

Basile: Parliamo di realizzazione e produzione del film.
Castoldi: Il budget è contenuto (..) Con gli attori di contorno abbiamo fatto 6-7 mesi di lavoro assieme. Io produco i miei film, ma abbiamo avuto aiuti veri, p.e. dalla Lombardia Film Commission. E dall’ospedale nel quale abbiamo girato. (..)

Basile: Andiamo alla distribuzione. Il 2/10 (anteprima) e il 3/10 (prima) esce a Milano.
Castoldi: La distribuzione viaggia in parallelo fra quella che faccio io e quella seguita da DISTRIBUZIONE INDIPENDENTE di Giovanni Costantino che si occupa anche di estero, televisione e home video. (..) Le uscite sono, a differenza del tour annuale per lo scorso film, compattate in un paio di mesi, con l’apertura a Milano e un proseguimento di date, alcune certe e altre opzionate, in moltissimi cinema (..) L’uscita è nazionale. Una bella sfida! (..)

Basile: Andrea, prossimi progetti? So che hai un film in lavorazione ed è molto milanese.
Castoldi: Il principe di Melchiorre Gioia, anch’esso sociale ma diverso da questo, basato su una storia vera e che racconta la storica via milanese, famosa soprattutto a fine anni 90.

Prossimamente la seconda parte dell’intervista.

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I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

Carol Alt è Marina Ripa di Meana prima Lante della Rovere prima ancora Marina tout courtSiamo nel 1987 e il film che ebbe poi un diffuso successo si ispirò all omonima autobiografia della stessa Ripa di Meana (Sperling & Kupfer, 1984).  Marina fu la donna più affascinante e spregiudicata del secolo scorso, quando essere o interpretare, sbeffeggiando un intero ceto, una duchessa scandalosa non era certo facile né tanto ammissibile. E quando passare da una origine comunque (alto) borghese all aristocrazia romana più d’élite e poi a condividere una dimensione da artista arrangiato e bohémien con il pittore Franco Angeli, poi divenuto ricco e famoso per i rotocalchi su di lei più che per merito dei suoi dipinti, e infine di nuovo al vertice della piramide sociale era possibile solo per qualcuno di capacità rara, dotato di acume, stile, straordinaria bellezza unita a un’alta consapevolezza di sè, di ambizione e amore per il lusso, ma soprattutto di follia. La stessa Marina si definiva un pò pazza. E, nei suoi primi 40, disse di aver vissuto, più che le esperienze di una persona, le vite di un’intera generazione. E come darle torto? Segnò tre decenni piuttosto diversi del 900 restando sempre in vetta. Si era letteralmente esposta senza veli proprio contro il tumore che poi per ben due volte la raggiunse e colpì e, dopo molti anni, riuscì a ucciderla. Così lo scorso dicembre, ancora in una età che oggi si considererebbe giovane, moriva un vero emblema del bel vivere e della dolce vita romana. Riposa in pace cara Marina: con i tuoi scandali hai costituito in verità anche un esempio di donna amante della vita e sicura di sè in grado di rischiare e vincere, di lasciare la propria confort zone per una passione, di sapersi rialzare dopo un dolore e sempre con tenacia e energia. Solo la morte poteva batterti. E l’ha fatto. Un’ammiratrice.

Youtube (una scena): I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

Carol Alt is Marina Ripa di Meana first Lante della Rovere and even before Marina tout courtIt’s 1987 and this very successful movie took inspiration from her autobiography of the same name (Sperling & Kupfer, 1984). Marina was last century most fascinating and reckless woman: during that period to be or to act as a scandalous duchess, deriding a whole class, was neither easy nor acceptable and to go from a middle-class/ bourgeois family to the Roman élite aristocracy then to an arranged existence with painter Franco Angeli, who then began rich and famous thanks to the magazines telling of Marina’s life rather than to his paintings, and finally again to the top of the social pyramid was possible for someone rare for capacities, acumen, style, extraordinary beauty together with a high self-awareness, for ambition and love of luxury, but above all for a bit of madness. Same Marina called herself crazy. In her first 40 years, she said she had lived, more than the many experiences of a person, the lives of an entire generation, well we cannot blame her. She characterized three quite different decades of 1900 and always was on top. Marina literally exposed herself unveiled in a campaign against cancer  and right cancer was her worst enemy: she defeated it twice but at last, many years after, it killed her. In December 2018, she died, though an age that today we could consider almost young. Therefore we lost a real symbol of the Roman ‘Dolce Vita’. Rest in peace dear Marina: you, with your scandals, were also an example of a woman who did love life and was self confident and able to risk and win, to leave her confort zone for the sake of a passion, to get up again after a pain and always with tenacity and energy. Death only could beat you and it sadly happened. A fan of yours. Sincerely. 

Youtube (acting reel e varie scene): I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

 

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IL DIRITTO DI CONTARE (HIDDEN FIGURES) di/by Theodore Melfi

Di colore e donne: un limite apparentemente impossibile da valicare nella metà del secolo scorso e di anni non ne sono passati 100 ma meno di 60! – Il film, dal titolo in v.o. emblematico, “Hidden Figures”, inteso proprio come Figure o Personaggi nascosti, si basa sul libro “Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race” scritto da Margot Lee Shetterly e racconta di 3 donne afroamericane impegnate nella NASA, come matematica, scienziata e fisica, rispettivamente chiamate Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Tre donne che, grazie a indubbia intelligenza, capacità tecnica, professionalità e determinazione, nonché a una serietà esemplare sul lavoro e nella vita, hanno, non soltanto perseguito una carriera di grande successo, ma anche sconfitto, abbattuto, soffocato la piaga sociale della discriminazione razziale e femminile. La Johnson collaborò con la NASA, tracciando le traiettorie per il Programma Mercury e la missione Apollo 11, ma fece il salto, superando ogni barriera sessista e razzista esistente, dentro e fuori NASA, soprattutto per il prezioso contributo dato quando, per il lancio nello spazio dell’astronauta John Glenn, quest’ultimo fece chiedere a lei rassicurazioni sui calcoli e sulle traiettorie, calcolate dalla macchina, della navicella con cui fu spedito in orbita. Gli Stati Uniti erano in sfida con la Russia che aveva spedito nello spazio Jurij Gagarin. Katherine ricevette da Barak Obama la Medaglia della Presidenziale della libertà il 16 novembre del 2015, insieme a soltanto altri 16 americani. Passando a Dorothy, era supervisore non ufficiale di un gruppo di donne di colore alla NASA che lavoravano di fatto sotto le sue indicazioni e fra di esse vi era anche Mary, come calcolatrice, che sognava di diventare ingegnere. Dorothy, avendo saputo che sarebbe stato a breve installato il computer calcolatore IBM 7090 e temendo pertanto la disoccupazione delle donne del suo gruppo, adibite ai calcoli, sottrasse un libro riservato ai bianchi sulla programmazione della macchina che riuscì poi furtivamente ad attivare e addestrò le ‘sue’ donne ai processi di programmazione del IBM. arrivò così a ottenere rispetto e incarichi dal capo-donna bianco. Infine, Mary andò fin in tribunale, vincendo, per ottenere di assistere alle lezioni serali di un liceo per soli bianchi, requisito necessario per essere promossa a ingegnere; in seguito, contribuì alla creazione della capsula per il volo di John Glenn. I bravissimi interpreti del film che ci fa, come Green Book, riflettere sulla limitatezza umana anche di fronte a capacità umane e intellettuali impressionanti al punto da potere significare un cambiamento globale, sono T.P.Henson, O.Spencer e J.Monae oltre a K.Costner, K.Dunst, J.Parsons e M.Alì, diretti dal bravo e bianchissimo T.Melfi, brillantemente sceneggiatore del film oltre che regista. Voto: 9,5.

Trailer italiano: IL DIRITTO DI CONTARE di Theodore Melfi

 

Colored women: a limitation apparently impossible to be overcome during past mid century; less than 60 years passed by, not 100! – The movie, which title is emblematic, “Hidden Figures”, is based on the book by Margot Lee Shetterly ,”Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race”, and focuses on 3 Afro-American women engaged by and within NASA, particularly on a mathematician, a scientist and a physician called Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Three women who, thanks to an unquestionable intelligence, technical capacity, professionalism and determination, beside a work and life exemplary seriousness, did, not only have a successful career, but also defeat, suffocate, destroy the social plague of racism and discrimination against women. Mrs Johnson collaborated with NASA, by tracing the trajectories for the Mercury Project and the Apollo 11 mission, but made the big leap and overcame al the existing sexist and racist barriers, in and out NASA, thanks to her precious help for the launch into the space of astronaut John Glenn, who actually asked for her calculations and trajectories not fully trusting those made by the machine. There was a defy between USA and Russia especially after Mr Jurij Gagarin launch. Katherine received from Barak Obama’s hands the Presidential Medal of Freedom on November 16, 2015, together with other 16 Americans only. Switching to Dorothy, she was the  NASA unofficial supervisor of a group of colored women working under her directions; in this segregated “West Area Computing” also worked Mary who dreamt of becoming an engineer. When Dorothy learned that the IBM 7090 computer would be installed, she became afraid of a sudden unemployment of all ‘her’ women, therefore she stole a book reserved to white people on how to program that machine, she succeeded in turning it on furtively and trained her group to the IBM programming process. She thus obtained respect and new charges from her white she-boss. Finally, Mary went to court and won her cause, getting to attend the evening classes in a high school for white students, because this was one of the requirements for becoming an engineer; afterwards, she contributed to the creation of capsule for John Glenn’s flight. The amazing actors of a film that, like recent “Green Book”, makes us think over the human limits in front of such intellectual and human capacities that are so impressive to be significant for a global change, are: T.P.Henson, O.Spencer, J.Monae and K.Costner, K.Dunst, J.Parsons, M.Alì, directed by excellent and super-white T.Melfi, who also brilliantly co-wrote the movie. I rate this film: 9,5.

Trailer in v.o.: HIDDEN FIGURES di Theodore Melfi

 

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