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VENEZIA 2019 (1° parte)

VENEZIA 2019 (1° parte)

Racconti di una Venezia internazionale e mondana più che mai, affollatissima di addetti stampa e appassionati di cinema, in un clima ancora estivo e afoso.

Mercoledì 28 agosto 2019: la 76° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia inizia! E si conclude l’ 8 settembre u.s.. Il numero di personalità dell’incantato mondo del cinema, così come di volti noti della tv, delle radio e ormai del web, che in quei giorni ha ‘abitato’ il Lido per l’occasione è stato più elevato che nella scorsa edizione.

IMMAGINE DI VE 76

Si sono susseguiti sul red carpet – oltre ai soliti ignoti, che ancora non è chiaro cosa ci facciano tutti agghindati sul lungo tappeto di chiara

fama attratti dal rosso brillante come quando i tori sfrecciano nell’arena pronti a vincere sul torero (in quel caso io sto per i tori), né come possano accedervi – personaggi del calibro, in ordine di apparizione per giornata, di quelli che seguono.

Continua la fiaba del cinema nella terra dei Dogi, ricchissima di irraggiungibili Stelle del firmamento mondiale del grande schermo

Le mie RECENSIONI in ordine alfabetico:
AD ASTRA
e DONNE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI Continue reading “VENEZIA 2019 (1° parte)”

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ROCKETMAN di Dexter Fletcher

ROCKETMAN di Dexter Fletcher

Recensione del film sugli esordi di Reginald K. Dwight noto come Elton John

Nasceva nella Londra nordoccidentale del 1947 (..). Nonostante una famiglia d’origine non all’altezza della sensibilità del bambino poi ragazzo, Reginald ebbe la fortuna di avere due genitori che, in quanto interessati alla musica – in particolare il padre era stato un trombettista in una band – e collezionisti di dischi celeberrimi ancor oggi, come quelli di Elvis Presley, lo avviarono alla musica. Madre e nonna in lui avevano visto subito un potenziale. Elton John – pseudonimo che si diede a un certo punto il giovane Reginald – sarebbe diventato una delle più acclamate star mondiali e tuttora una leggenda della musica e del rock, attraversando un percorso di vita difficile segnato da una grandissima e profonda solitudine, causata dal pessimo rapporto famigliare e peggiorata dal successo e dalle cattive frequentazioni, dalla mancanza di riferimenti solidi e dalla sua incapacità talvolta di valutare le persone vicine, come l’amico Bernie Taupin, sinceramente legato a lui e suo vero estimatore e collaboratore, conosciuto a 20 anni e ancora oggi presente. Continue reading “ROCKETMAN di Dexter Fletcher”

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PLENTY di FRED SCHEPISI

PLENTY di FRED SCHEPISI

Recensione del passato adattamento cinematografico dell’omonima opera di David Hare

Magistrale come sempre Meryl Streep, nei panni in questo caso di una donna problematica, grande sognatrice, vittima delle conseguenze della guerra e dei cambiamenti caratterizzanti il dopoguerra, fragile nel profondo e quasi glaciale nell’aspetto e nell’attitudine soprattutto verso il sesso opposto che (..) la illude per poi disilluderla, desiderosa di un cambiamento radicale nel mondo e in sé ma assolutamente incapace di attuarlo e, infine, dipendente dalla debolezza (..) di perdere il controllo, al punto di arrivare quasi a uccidere un uomo. Non resiste Susan (..) alle convenzioni sociali, alle buone maniere in stile britannico, alla mancanza di ispirazione e ‘excitement’, all’appiattimento di una certa vita nobil-borghese, ai soldi che garantiscono la noia, al ruolo costretto e ristretto della donna, all’abbigliamento adeguato secondo i costumi dell’epoca (..).
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CAN YOU EVER FORGIVE ME (COPIA ORIGINALE) di Marielle Heller

CAN YOU EVER FORGIVE ME (COPIA ORIGINALE) di Marielle Heller

Recensione di un film ispirato a un fatto vero, triste ma impregnato del valore dell’amicizia vera

Leonore Carol (soprannominata Lee) Israel è stata una scrittrice, ma soprattutto una falsaria, statunitense, morta a 74-75 anni solo 5 anni fa. Il film inizia dal momento più difficile della vita della protagonista, quando questa viene messa da parte della sua agente per altri artisti più rinomati (..) Lee è contraria a tutto ciò che è pura parvenza, convinta che per uno scrittore l’unica cosa che conti davvero sia ciò che scrive (..) Insulta ciò che ritiene vano e diverso da lei, in linea invece con le richieste dell’agente. Lee ha problemi economici reali, ma (..) dietro a quella presenza indurita dalle aspre condizioni di una vita vissuta in un appartamento, infestato da insetti, che rischia di perdere (..) ha un gran cuore.

La vita al limite degli artisti, compresi gli scrittori – Lee conosce in un bar, dove va a affogare i suoi dispiaceri e le frustrazioni che pian piano accumula, un altro scrittore, anch’egli deluso dalla vita, Jack Hock (..) due anime sole e incomprese dalle rigide regole del successo che si incontrano e scontrano per poi ritrovarsi con difficoltà ma anche con una profondità che gli sguardi e la capacità espressiva di Melissa Mccarthy e Richard E. Grant, semplicemente meravigliosi nelle loro interpretazioni, sanno far intuire in pochi secondi di ripresa. (..) Questi due personaggi all’eccesso ci fanno provare empatia per il loro desiderio di lasciare un segno nel mondo e non sapere come fare. Per questo nella scena finale, invecchiati e ammalati ma ancora spiritosi, li sentiamo così vicini.

Falsificare per… arte – Lee, all’inizio per caso, si accorge della sua capacità di scrivere lettere per mano di autori significativi della letteratura britannica o americana come, primo fra tutti, Noël Coward ma anche Dorothy Parker. Poi, come nel vortice di un ciclone inarrestabile, non riesce a fermarsi, correndo sempre più il rischio di venire scoperta, (..) si avvale, a un tratto, quando è chiaramente molto a rischio e potrebbe fermarsi, di Jack, ma questi la delude per un piccolo ‘prestito non autorizzato’ e peggiora la situazione. Lee viene presa e condannata. Anche Jack. I due si rivedranno 3 anni dopo.

Gli attori e il regista – Una coppia artisticamente parlando eccellente in questa storia ispirata a un fatto vero. Melissa Mccarthy (..) è stata nominata (..) all’Oscar per la miglior attrice protagonista grazie a “Copia originale”. Forza Melissa! E forza Richard E. Grant, nominato agli Oscar 2019, grazie al suo Jack, come miglior attore non protagonista. Il mio plauso va soprattutto a lui. Una curiosità: la regista Marielle Heller è una scrittrice, (..).

Vederlo? – Sì. Perché sugli attori e sui loro personaggi mi sono espressa, perché il fatto narrato appartiene a storia vera (..), perché descrive un mondo e un tipo di professione che magari non tutti conoscono nei suoi lati più duri, perché quando un film è ben costruito, anche come dialoghi, interpretato e diretto è Arte e non va perso. Voto 8.

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THE FRONT RUNNER di Jason Reitman

THE FRONT RUNNER di Jason Reitman

Gary Hart, uomo apparentemente impeccabile, politico preparato, (..) fu distrutto anche politicamente dalle accuse, mosse da alcuni giornalisti d’assalto del Herald Times, di avere intrapreso una storia extraconiugale con (..) Donna Rice, una bella bionda forse un po’ ingenua o di un’ambizione senza limiti, ma comunque vittima degli effetti dello scandalo sessuale; questo tipo di ‘incidenti’ non era perdonato nell’America puritana, (..) mentre anni dopo le cose sarebbero andate diversamente se si pensa alla faccenda Bill Clinton. Se poi si pensa al nostro paese, per esempio al redivivo Berlusconi e ai suoi scambi con Putin, non c’è confronto con la rigidità, vera o formale, dei lontani statunitensi (..). Fu Michael Dukakis a vincere il ticket con il ritiro di Hart ma venne sconfitto dal repubblicano Bush.

Il lavoro scomodo ma a volte anche poco corretto dei giornalisti – Il film punta (..) anche a mettere in luce il ritmo snervante, la durezza, la pronta decisione, l’ambizione, la capacità di rivoltare, per una maggiore diffusione della testata d’interesse, la notizia o romanzarla, la professione di giornalista. E è un mestiere quello che, come per gli artisti, abbisogna di forti agganci o almeno passione e grinta. Continue reading “THE FRONT RUNNER di Jason Reitman”

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I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

Carol Alt è Marina Ripa di Meana prima Lante della Rovere prima ancora Marina tout courtSiamo nel 1987 e il film che ebbe poi un diffuso successo si ispirò all omonima autobiografia della stessa Ripa di Meana (Sperling & Kupfer, 1984).  Marina fu la donna più affascinante e spregiudicata del secolo scorso, quando essere o interpretare, sbeffeggiando un intero ceto, una duchessa scandalosa non era certo facile né tanto ammissibile. E quando passare da una origine comunque (alto) borghese all aristocrazia romana più d’élite e poi a condividere una dimensione da artista arrangiato e bohémien con il pittore Franco Angeli, poi divenuto ricco e famoso per i rotocalchi su di lei più che per merito dei suoi dipinti, e infine di nuovo al vertice della piramide sociale era possibile solo per qualcuno di capacità rara, dotato di acume, stile, straordinaria bellezza unita a un’alta consapevolezza di sè, di ambizione e amore per il lusso, ma soprattutto di follia. La stessa Marina si definiva un pò pazza. E, nei suoi primi 40, disse di aver vissuto, più che le esperienze di una persona, le vite di un’intera generazione. E come darle torto? Segnò tre decenni piuttosto diversi del 900 restando sempre in vetta. Si era letteralmente esposta senza veli proprio contro il tumore che poi per ben due volte la raggiunse e colpì e, dopo molti anni, riuscì a ucciderla. Così lo scorso dicembre, ancora in una età che oggi si considererebbe giovane, moriva un vero emblema del bel vivere e della dolce vita romana. Riposa in pace cara Marina: con i tuoi scandali hai costituito in verità anche un esempio di donna amante della vita e sicura di sè in grado di rischiare e vincere, di lasciare la propria confort zone per una passione, di sapersi rialzare dopo un dolore e sempre con tenacia e energia. Solo la morte poteva batterti. E l’ha fatto. Un’ammiratrice.

Youtube (una scena): I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

Carol Alt is Marina Ripa di Meana first Lante della Rovere and even before Marina tout courtIt’s 1987 and this very successful movie took inspiration from her autobiography of the same name (Sperling & Kupfer, 1984). Marina was last century most fascinating and reckless woman: during that period to be or to act as a scandalous duchess, deriding a whole class, was neither easy nor acceptable and to go from a middle-class/ bourgeois family to the Roman élite aristocracy then to an arranged existence with painter Franco Angeli, who then began rich and famous thanks to the magazines telling of Marina’s life rather than to his paintings, and finally again to the top of the social pyramid was possible for someone rare for capacities, acumen, style, extraordinary beauty together with a high self-awareness, for ambition and love of luxury, but above all for a bit of madness. Same Marina called herself crazy. In her first 40 years, she said she had lived, more than the many experiences of a person, the lives of an entire generation, well we cannot blame her. She characterized three quite different decades of 1900 and always was on top. Marina literally exposed herself unveiled in a campaign against cancer  and right cancer was her worst enemy: she defeated it twice but at last, many years after, it killed her. In December 2018, she died, though an age that today we could consider almost young. Therefore we lost a real symbol of the Roman ‘Dolce Vita’. Rest in peace dear Marina: you, with your scandals, were also an example of a woman who did love life and was self confident and able to risk and win, to leave her confort zone for the sake of a passion, to get up again after a pain and always with tenacity and energy. Death only could beat you and it sadly happened. A fan of yours. Sincerely. 

Youtube (acting reel e varie scene): I MIEI PRIMI 40 ANNI di Carlo Vanzina

 

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ENTOURAGE di Doug Ellin

Se tieni duro e la fortuna (circostanze+persone) è con te ce la farai, anche se ti tocca aspettare vent’anni; devi perseverare a dispetto di tutto e tutti – “Taglia le mie scene” “Johnny smettila!” “No! lo capisco, tagliale e basta. La fama non era nel mio destino. Ho ricevuto solo il dono di una delirante fiducia in me stesso, ma nessun vero talento” “Vuoi stare zitto?!” // Ma le scene non vengono nemmeno toccate e il film di Vincent viene ultimato e piace; il cast va ai Golden Globe Awards, dove inaspettatamente John – fratello di Vincent, che è da tutti considerato un bravo attore ed è alle prese qui con la sua prima regia – viene candidato come miglior attore non protagonista, grazie al suo piccolo ruolo nel film. Da 20 anni, John persegue la carriera di attore senza riuscirci veramente, senza successo e con parecchie porte chiuse in faccia, mentre il fratello minore sfonda. Il Golden Globe però lo premia, questa volta è sì un attore per tutti e pure premiato! Va al microfono e dopo qualche secondo di silenzio incredulo urla “VITTORIA!!!!”. E tutti esultano altrettanto increduli e gioiosi. Il film, quello vero, si chiude così. Nella vita, la fortuna, detta anche occasione giusta, associata a un team di persone o a qualcuno in particolare che lotta con e per te ed a una propria tenacia personale che non crolla, anche dopo 20 anni ti può dare quello che pensavi di non meritare ed è una bella risposta al mondo intero e una conferma per te. ENTOURAGE è un film travestito da simpatica commediola americana un pò stile teen, con linguaggio volutamente e ironicamente sessista e canoni tipici di un cinepanettone, ma in verità ha sostanza e dà dei messaggi, fa ridere ed è intelligente. Ci si può persino rispecchiare. O almeno può far riflettere, ridendo. Applaudo Kevin Dillon, fratello di Matt, alias John nel film. Voto: 6 ½.

Trailer (italiano): www.youtube.com/watch?v=pobGYd7GgMQ


If you hold on to your aim and the luck (circumstances+people) is with you, you’ll make it, though you might be waiting for twenty years; you must keep going despite everyone or everything
 – “Just cut me out bro” “Johnny stop!” “Look, I get it, just cut me. Good luck wasn’t right for me. I was given the gift of delusional confidence, with any real talent” “You shut up?!” // But the scenes are not even touched and Vince movie succeeds; the cast goes to the Golden Globe Awards night, where John is unexpectedly – his brother Vincent is considered a good actor by everyone and is now in the throes of his directorial debut – nominated as best supporting actor thanks to his small role in the movie. John has been pursuing a career as an actor for 20 years and up to now has never succeeded, many were the doors shut in his face, whilst his younger brother was breaking through. Nevertheless, now the Golden Globe recognizes him, this time he is actor for all and is given an award too! He reaches the stage and the microphone, then after a few seconds of disbelief he cries out of joy “VICTORY!!!!”. All equally exult incredulous and joyful. For the movie, the one I’m watching, that’s it. In life, Luck – you might call it yr right occasion – in association with both a team o people or someone in particular that/who fights with/for you and a personal tenacity that never collapses can offer you, even after 20 years, what you thought you didn’t deserve and it’s a positive answer to the world and to yourself. ENTOURAGE is a film disguised as a nice teen’s style American comedy, with a language that’s ironically sexist and typical features of an Italian Christmas family film. To tell the truth, this smart and amusing movie has also substance and messages to give. Someone could even relate to it. Or at least reflect, while laughing. A plause to fantastic Kevin Dillon, Matt’s brother, who by chance plays John in the film. I rate the movie: 6 ½.

Trailer (English): www.youtube.com/watch?v=SGSE_XPF4_g

 

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MARY POPPINS di Rob Marshall

MARY POPPINS di Rob Marshall

“Basta un poco di zucchero e la pillola va giù, la pillola va giù, la pillola va giù” (..): Mary Poppins, la tata che tutti avremmo desiderato avere almeno per qualche ora e che in fondo ricontreremmo volentieri anche in età… non da tata. La grazia, la bellezza, la capacità di Emily Blunt perfettamente diretta, come tutto il resto del cast bambini inclusi, da Rob Marshall, non solo regista ma anche coreografo, che fu candidato all’Oscar nel 2002 per il musical ‘Chicago’, regalano al film una nuova Mary Poppins.

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