Dicono degli spettacoli e di me/ What’s said about the plays and myself

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Terra di Siena Film Festival – 2020 (2° parte)

Tutto l’articolo: http://www.traders-mag.it/terra-siena-film-festival-2020-seconda-parte/

Proseguono le mie interviste al festival senese del cinema italiano e internazionale

Francesco Ranieri Martinotti – Il fondatore del festival italiano dedicato al cinema francese
Francesco Ranieri Martinotti è un regista e qui soprattutto il direttore artistico e fondatore del festival fiorentino dedicato al cinema francese. È anche produttore e sceneggiatore.

Basile: Francesco, (..) alla serata di premiazione del 3/10 hai ricevuto un bel riconoscimento.

Francesco Ranieri Martinotti: Sì, mi hanno premiato per la direzione artistica di FRANCE ODEON, il festival di cinema francese a Firenze, giunto alla sua XI edizione. 29/10-1/11 (..)

Vincent Riotta – l’attore della serie tv ‘Il capo dei capi’ e ne’ ‘I due Papi’ con Hopkins
L’attore Vincent Riotta ha una lunga lista di ruoli interpretati nella sua carriera, in tv e al cinema. In Italia è famoso per la serie tv ‘Il capo dei capi’, nei panni di Tommaso Buscetta (..)

Basile: Vincent hai interpretato tantissimi ruoli. Ho letto che, cinema a parte, hai fatto e continui a fare molto teatro. (..) he mi dici del film con Sir Anthony Hopkins, ‘I due Papi’?

Vincent Riotta: (..) Sì ‘IL Calapranzi’ è uno spettacolo bellissimo, l’ho diretto parecchio tempo fa. Hopkins è una persona speciale, mandava messaggi anche a mia figlia.

Basile: Dicono che il suo metodo per affrontare un copione sia, non quello di memorizzarlo, ma di leggero un centinaio di volte, è vero?

Vincent Riotta: Sì è vero! Me l’ha detto proprio lui. (..)

(..)

Andrea Roncato – l’attore del duo comico Gigi e Andrea e di tanti film di Natale
Andrea Roncato agli esordi, di cui leggo nel web, mi ricorda me.‘Laureato all’Università di Bologna in giurisprudenza, ha conseguito l’esame di licenza di solfeggio al Conservatorio e ha partecipato a vari corsi di recitazione, sia in Italia sia negli Stati Uniti.’. (..) il caratterista dei film di Natale, l’appuntato nella fiction ‘Carabinieri’ e l’Andrea del duo Gigi e Andrea (..)

Basile: Complimenti per il premio alla carriera e per il tuo speech sul palco, (..)

Andrea Roncato: Sono riconoscimenti importanti per chi fa questo mestiere da 40 anni. (..)

(..)

Basile: Una carriera ricca anche nel presente futuro. Complimenti!

(..)

Andrea Roncato: Secondo me chi ha la volontà e ama il proprio (..) verrà ricompensato.

Gianluca Seguso – Discendente di un’antica famiglia di vetrai di Murano
Gianluca Seguso appartiene a una delle famiglie di vetrai più antica di Murano e le cui creazioni sono presenti anche al MoMA e al Victoria and Albert Museum. (..)

Basile: Gianluca ciao! Siamo a tavola insieme, l’una di fronte all’altro. Parliamo di Seguso?

Gianluca Seguso: Sì. La nostra è una famiglia con una tradizione secolare. La data storica risale al 3 maggio 1327 e sono ad oggi 23 generazioni. (..) oltre un decennio fa è nato il ‘Seguso Award’, diventando una consuetudine. Quest’anno a Venezia è stata una novità.

Basile: Qual è stata la premiazione più emozionante per te con il ‘Seguso Award’?

Gianluca Seguso: Forse è scontato, ma senz’altro quella a Cate Blanchett.

(..)

Serra Yilmaz – L’attrice nota in Italia per i film di Ozpetek
Serra Yilmaz è un’attrice turca che tutti ricordiamo in Italia per le ottime interpretazioni nei film dell’amico Ferzan Ozpetek, a cominciare dall’indimenticabile ‘Le fate ignoranti’, 2001.

Basile: Serra, anzitutto complimenti per tutti i film girati con Ferzan Ozpetek, la ricordo benissimo. (..) Com’è iniziata la sua carriera di attrice?

Serra Yilmaz: I miei esordi in verità sono teatrali e risalgono al 1977 in Turchia,(..)

Basile: Vuole condividere un suo pensiero rispetto alla situazione che stiamo vivendo?

Serra Yilmaz: Sì vorrei far constatare quanta indifferenza c’è verso la Cultura. (..)

Basile: A proposito di teatro, non lo dimentichiamo vero?

Serra Yilmaz: (..) sono importanti entrambi, teatro e cinema.

Recensione film – Anne Rosenberg di M. Moscatelli
Il film, girato in francese, salvo qualche rara battuta nella nostra lingua di Claudia Gerini, è l’opera prima del regista italiano Michele Moscatelli (..) La storia, scritta da André Delauré, è ispirata a un fatto vero. Una donna, italiana naturalizzata francese e madre di due figli, viene convocata in un ufficio di polizia per una questione legale che la vede implicata, però di che cosa si tratti la protagonista lo scoprirà rispondendo, prima in tranquillità poi con una crescente paura di trovarsi in una situazione minacciosa e torbida, alle molteplici domande, alcune ripetute ossessivamente, del viscido commissario. (..) Il finale è scoperto e il motivo è una denuncia forte contro le ingiustizie specie laddove bisognerebbe sentirsi ed essere protetti. L’idea è ottima ed efficace, ma il testo è troppo ricco di ‘deviazioni’ (..), infine la regia, essendo un’opera prima per Moscatelli, è da incoraggiare, però, secondo me, è un po’ acerba ancora. (..) Un plauso forte però va alla coraggiosa Claudia per avere recitato, con il supporto di un accent coach, per tutto il film in francese, brava! Voto al film: 7.

FILM IN CONCORSO – Premi al Terra di Siena film festival alla migliore attrice e al migliore attore internazionale, rispettivamente a Gerini e Favre, oltre al ‘Seguso Award’ per il film.

(..)

Conclusione
Siena, come Venezia prima e Roma poi, è stato un festival in presenza. Sottolineo il coraggio di chi l’ha voluto anche quest’anno, nel rispetto di tutte le necessarie misure precauzionali data la situazione di emergenza che viviamo, dal vivo, perché (..) la piccola e affascinante Siena impegnata nel cinema non poteva espandersi o geograficamente diversificarsi più di tanto. (..) Che lo Stato, il governo, chi sia laddove si decide del Paese, intervengano per salvare la Cultura, i Teatri, Cinema, Musei e la Scuola naturalmente, ciò che eleva un popolo.

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Terra di Siena Film Festival – 2020 (1° parte)

Tutto l’articolo: http://www.traders-mag.it/terra-siena-film-festival-2020-prima-parte/

Dopo Venezia e prima di Roma, c’è lei: Siena. (..) Per me è stata la prima volta (..)

Ufficio stampa: Grazia Zuccarini, sempre professionalmente brava e accurata.

Il festival senese è iniziato il 29 settembre e terminato con la premiazione sabato 4 ottobre sera. Con l’amico Fabrizio e l’Ufficio Stampa Grazia e con Valentina Castellani Quinn, mi sono goduta i due giorni finali della rassegna e la splendida città che l’ha accolta. (..)

Hanno partecipato all’edizione 2020, la 24° del festival, 12 film italiani, 7 film internazionali, 5 documentari, 21 cortometraggi e ci sono stati 3 eventi speciali e 4 proiezioni speciali. Molti i premiati sul palco, tra i quali: (..) il compositore Andrea Guerra (figlio di Tonino Guerra), lo scenografo premio Oscar Gianni Quaranta, l’attore Andrea Roncato, l’attrice Claudia Gerini, l’attore Giorgio Pasotti, il regista Antonio Pisu. Premiato, ma assente, l’attore Franco Nero.

Le mie INTERVISTE a cominciare dalla Direttrice alle Relazioni Internazionali del Terra di Siena: Valentina Castellani-Quinn presidente di Quinn Studios Entertainment

Basile: Alla guida della direzione delle relazioni internazionali del Terra di Siena c’è Valentina Castellani-Quinn. Noi ci eravamo incontrate a Venezia.

Valentina Castellani-Quinn: Sì. Come Direttore alle relazioni internazionali sono contenta che in questa edizione abbiamo visto i risultati di due anni di lavoro, infatti questo festival ha visto molto unito il mondo artistico, da Hollywood all’Inghilterra alla Francia, e, sullo stile del Sundance, ha portato lungometraggi, corti, workshop, realtà attuali. Le tematiche dei film sono state diverse. L’idea è di riunire i film degli ‘unknown’ con quelli dei cineasti più conosciuti. Questo è l’obiettivo che abbiamo io e Maria Pia (Corbelli),(..) presso il Teatro dei Rinnovati che si trova nell’ampia piazza del Campo dove si tiene il Palio.

Le mie INTERVISTE seguono in ordine alfabetico.

Christophe Favre – L’attore che ha recitato con grandi artisti francesi e con la Gerini

L’intervista si è svolta in lingua inglese la trovate qui tradotta.

Christophe Favre è un attore francese che si è guadagnato una certa notorietà nazionale e con il quale ho avuto il piacere di pranzare a Siena il giorno della sua premiazione serale. Tra i grandi al cui fianco ha vestito dei ruoli: Carole Bouquet, Dany Boon, Gérard Depardieu.

Basile: Come è iniziato questo lavoro? Conoscevi già le persone con cui hai lavorato? (..)

Christophe Favre: Lo scorso ottobre sono stato chiamato da Michele Moscatelli (regista). Claudia Gerini è una bravissima attrice e anche una splendida persona. (..)

(..)

Basile: Mi racconti qualcosa di divertente o simpatico che è successo durante le riprese?

Christophe Favre: (..)Dicevo: un po’ di pasta con la mia pasta, perché non ne ho abbastanza.

(..)

Basile: Christophe, grazie mille per il tuo tempo. Ora andiamo a mangiare… la pasta!

Eravamo fuori da un ristorante senese con amici all’interno. La specialità del posto? Pasta!

Claudia Gerini – L’attrice ‘nata’ con Verdone e ora impegnata in tre film e ruoli diversi

Presentarla in poche righe non si può. Basti pensare che il suo debutto nello spettacolo risale a quando aveva appena tredici anni, vincendo un concorso di bellezza (..)

Basile: Innanzitutto complimenti per i due premi vinti stasera! A proposito eri a Venezia 77 con un terzo film, oltre i due con cui sei qui al Terra di Siena film festival. Me ne parli?

Claudia Gerini: Si tratta di un docufilm su Alda Merini che andrà su Rai 3 il 5 ottobre.(..)

(..)

Basile: (..) Grazie al film con Verdone ha inizio la tua notorietà, com’è lavorare con lui?

Claudia Gerini: ‘Viaggi di nozze’! (www.youtube.com/watch?v=-9Ceajnzj4w ) Certo. Beh io e Carlo siamo una coppia di fatto. Ci amiamo e io lo seguo da quando ero bambina. (..)

Andrea Guerra – Il compositore di tanti successi al cinema e presidente di giuria

Andrea Guerra è un compositore noto per avere musicato diversi film di successo, (..)

Basile: Sei il presidente di giuria al Terra di Siena film festival. Due parole sulla tua carriera.

Andrea Guerra: E’ stato divertente farlo. Quanto alla mia carriera di compositore, ho iniziato presto per pura passione che continua a esserci. Sto lavorando a 2 colonne sonore.

Basile: Concludiamo con un pensiero rispetto alla situazione attuale Andrea?

Andrea Guerra: Un piccolo lockdown con la mascherina per tutti evita un grande lockdown

Francesco Mitrano – Il fondatore del Monte Carlo Polo Club e la bella Tenuta di San Giusto

Francesco Mitrano ha fondato il Monte Carlo Polo Club (..)

Basile: Francesco, tu appartieni al mondo dello sport non dello spettacolo.

Francesco Mitrano: Sì ma ritengo che spesso spettacolo e sport si combinino bene insieme.

Basile: Francesco, tu hai una splendida Tenuta nel Chianti. Me ne parli?

Francesco Mitrano: È una struttura ricettiva, location adatta a shooting e a eventi di livello.

Gianni Quaranta – Lo scenografo che ottenne l’Oscar con ‘Camera con vista’

Gianni Quaranta è uno scenografo di fama mondiale specie da quando vinse l’Oscar, con Brian Ackland-Snow, Brian Savegar e Elio Altamura, per la migliore scenografia con il film del 1985 ‘Camera con vista’, diretto da James Ivory e interpretato da Daniel Day Lewis, (..)

Basile: Buonasera. Complimenti per il premio alla carriera e per lo speech sul palco. (..)

Gianni Quaranta: Sono stato molto felice di avere ricevuto questo premio, perché è un segno che la mia carriera professionale è servita, il pubblico ha visto i miei film.(..) Al Metropolitan di New York c’è una mia Aida da ben 32 anni, è un fatto unico.

(..)

Lo scenografo, cortese e umile come chi è grande davvero, riporta un pensiero comune nel mondo artistico ed è la forte preoccupazione innanzitutto per gli operatori del settore come macchinisti, elettricisti, attrezzisti, pittori, falegnami, runner, costruttori e altri.

Seguiranno le interviste (in ordine alfabetico) a Francesco Ranieri Martinotti, Vincent Riotta, Andrea Roncato, Gianluca Seguso, Serra Yilmaz e la recensione di ‘Anna Rosenberg’.

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Intervista a Stefano Gallini-Durante, Produttore e Fondatore del R.I.F.F. Riviera International Film Festival

Tutta l’intervista: http://www.traders-mag.it/intervista-stefano-gallini-produttore-fondatore-riff/

Milano. Intervista telefonica. 9 settembre 2020.

Introduzione
(..) Dopo 3 anni intervisto nuovamente il produttore cinematografico italiano Stefano Gallini-Durante, focalizzandomi sul R.I.F.F. il Riviera International Film Festival.

Stefano, che risiede all’estero complessivamente da quasi trent’anni, vive a Los Angeles da ventisei e da quattro ha ideato, creato e avviato, un festival cinematografico in terra ligure, a Sestri Levante. L’ultima edizione, che per lo più è stata digital, si è tenuta in agosto (..)

(..)

Basile: Parliamo del R.I.F.F. a Sestri Levante www.rivierafilm.org/.

Stefano Gallini-Durante: Sì e sono rimasto positivamente sorpreso. Questa quarta edizione che è stata, per noti motivi, digitale ha consolidato un pubblico già affezionato e attirato un altro lontano logisticamente che, grazie al web, si è collegato ed è stato numeroso.

Basile: La sfida digital è stata vinta, da quanto ho letto.

(..)

Basile: No distribuzione italiana e no ultratrentacinquenni. Qual è una caratteristica particolarmente appealing del tuo festival? Per invogliare chi fa cinema a parteciparvi?

Stefano Gallini-Durante: Un giornalista presente alla scorsa edizione ha definito il festival come ‘una piccola realtà che va presa seriamente’. Ecco la parte attraente del mio festival. (..) Noi ci siamo ispirati al celebre Sundance film festival e al Telluride film festival.

(..)

Basile: Come vengono selezionati i film che vengono poi inseriti nella vostra competition?

Stefano Gallini-Durante: Sì, a volte è l’argomento, il soggetto, che ci colpisce. Oppure può essere un prodotto su un tema, come il ruscello sotto casa tua, la cui resa filmica ci colpisce. Questi i criteri per scegliere i documentari che concorreranno. Quanto ai film, essi altro non sono che il frutto delle dure selezioni da noi effettuate sui tantissimi che ci vengono proposti durante l’anno, iniziando con una scrematura fra over-35 e under-35 ad opera del nostro programmatore Massimo Santimone, che fa una preselezione delle submissions, arrivano tutte a lui. Insieme, lui e io, ci guardiamo poi decine di film. I 10 rimasti entrano in concorso.

Basile: Siete dunque voi due, Santimone e tu, a fare la selezione, anche finale, nessun altro.

Stefano Gallini-Durante: Sì. Arriviamo a selezionare solo dieci film e cinque documentari per il concorso. Inoltre il nostro festival, come il Telluride, è a invito. Il motivo è che li curiamo, invitando i filmmakers coinvolti, non solo ospitandoli al festival e garantendo loro un hotel, ma anche pagando la trasferta, perché ci sono persone, registi, che non potrebbero permettersi p.e. un volo dall’Argentina. Noi vogliamo che chi è selezionato da noi già si consideri un vincitore. Proprio come al Telluride, (..)

Basile: Oltre ai competitors, immagino che scegliate con cura le giurie del R.I.F.F. (..).

Stefano Gallini-Durante: Sì. Il livello della giuria è altissimo, fin dall’edizione del 2017. Ne fanno parte vincitori di oscar, produttori, registi, e così via, e si allinea al tipo di giuria che si potrebbe vedere a un Sundance. I nostri giurati sono delle star nel loro settore. Il presidente di giuria dell’anno scorso era J. Miles Dale (https://en.wikipedia.org/wiki/J._Miles_Dale ), ossia il produttore del magnifico ‘La forma dell’acqua’ di Guillermo Del Toro.

(..)

Basile: Avete premiato alla carriera Claudia Gerini, che non sono riuscita a intervistare (..)

Stefano Gallini-Durante: (..) Claudia ha dato prova di una sua grande generosità, perché, pur con il tempaccio del 29 agosto, è venuta, è stata con noi e ha parlato con i filmmakers.

produttore. una serie tv scritta da un’italiana e comprata dagli americani.

Basile: I tuoi progetti al di là del Riviera International Film Festival? Ti va di raccontarmi?

Stefano Gallini-Durante: Ho venduto agli americani una serie televisiva che forse gireremo nel 2021, scritta da Ludovica Rampoldi, la sceneggiatrice di ‘Gomorra’. (..) L’ho proposta agli americani, ma ti dirò non è stato facile, perché, nonostante la loro politica di correctness, sono restii a scegliere una donna per scrivere di mafia; (..)

Basile: Le donne sono (troppo spesso ancora) una sorta di minority, che assurdità. L’idea della serie, però, è piaciuta, perché l’hanno comprata. Qual è il soggetto, di che tratta?

Stefano Gallini-Durante: Sì, agli americani è piaciuta all’istante. La storia è ambientata nei primi del 900 a New York con un focus su criminalità e immigrazione. Avevo comprato i diritti anni fa per realizzare questo progetto, che, quindi, diventerà televisivo. La serie è basata su fatti veri e il progetto ambizioso, ma mi fido anche del talento di Ludovica.

Basile: La certezza della serie è nei diritti comprati, nell’acquisto da parte degli americani della serie e nella presenza di produttore (tu) e sceneggiatrice (Rampoldi). Come funziona?

Stefano Gallini-Durante: Per presentare un film tv non basta un’idea, serve il materiale, come un libro o una sceneggiatura, e un documento che racconti il film o la serie. (..) Il talento di Ludovica è consistito nell’entusiasmare i nostri compratori americani.

Basile: Stefano, come si chiama la serie e chi sono questi acquirenti americani?

Stefano Gallini-Durante: La serie si chiama ‘Mano nera’ ed è stata acquisita dallo studio televisivo indipendente statunitense Wiip (www.screendaily.com/news/the-traitor-co-writer-ludovica-rampoldi-to-adapt-new-york-set-mafia-tale-for-wiip-exclusive/5149252.article).

Basile: Ho letto che la serie, ambientata nel periodo dell’affermazione della Mafia Newyorkese, sarà basata sull’adattamento del romanzo “Mano Nera” di Arrigo Petacco. Avrete solo attori americani o anche italiani fluenti con l’inglese? Tu sei italiano.

Stefano Gallini-Durante: Come produttore, cercherò di facilitare il cast di qualche attore italiano bravo, anche perché più è autentica la serie più avrà successo. Ma chissà se riuscirò.

(..)

Creativita’ meritocratica. ieri sperata, oggi intravista, nel dopo covid reale.

Basile: A proposito di pazienza, una volta pare che Eduardo de Filippo abbia risposto a un attore alle prime armi interessato a conoscere il segreto del successo ‘accattate ‘na seggia! E aspetta’. Ciò detto, io credo che ci siano molto valore e competenza in Italia, ma purtroppo, (..) una certa lentezza (per non dire altro) nell’ aprire la porta a nuovi e sconosciuti.

Stefano Gallini-Durante: A volte non vengono date possibilità ai nuovi di entrare in certi settori. I sistemi non meritocratici devono finire! Io credo fortemente che la crisi prodotta dall’emergenza Covid19 aiuterà a generare nei prossimi 2-3 anni un terremoto nei campi creativi, dai quali le ‘mezze cartucce’ dovranno sparire, lasciando il posto ai nuovi ignoti.

Basile: È un bellissimo pensiero e io ci conto da una vita. Io del resto appartengo al filone di coloro che fanno fatica a entrare in quei settori e si impegnano con costanza sperando in una meritocrazia.

Stefano Gallini-Durante: La crisi è talmente dilagante che le persone di talento disposte a lavorare per certe cifre si devono adeguare a lavorare per cifre minori, spingendo via quest’onda di gente mediocre che altrimenti ostacolerebbe il passaggio ai veri talentuosi. Noi, come festival, supportiamo questo pensiero, tant’è che qui al Riviera, non solo non ci sono preferenze di alcun genere, ma, anzi, più connection politiche hai meno ci vieni(!).

Indietro tutta, salutandoci: origine del Riviera International Film Festival ?

Basile: Un passo a ritroso per concludere: come ti è venuta l’idea del festival, Stefano?

Stefano Gallini-Durante: Io sono fuori dall’Italia dal 1987. Soprattutto a Los Angeles e nel cinema, nella televisione e nei campi creativi, ho accumulato moltissime conoscenze. Mi sono chiesto a un certo punto della mia vita: ‘che posso fare per gli altri? Tengo tutto per me o lo divido con gli altri, ecco l’origine del festival. Poi Sestri Levante è un posto meraviglioso. E, così, mi è venuto in mente cosa fare e dove: portare Hollywood qui in Italia.

Basile: Io te lo auguro, Covid permettendo. Anzi spero di potere essere presente la prossima volta.

Conclusione
Ringrazio Stefano e invito tutti a andare al cinema, a teatro, a sostenere chi non può permettersi di lavorare da casa, come gli attori, gli artisti in genere, i registi, la numerosa manovalanza impiegata per un spettacolo o per un film, quest’ultima la più sofferente nel duro momento che viviamo. Un altro modo è quello di partecipare alle manifestazioni cinematografiche, come il Riviera International Film Festival di Stefano o il Terra di Siena Film Festival o la Festa del Cinema di Roma. O anche come il Festival de la Comédie di Montecarlo (5/10 ottobre, Principato di Monaco; ideato e diretto da Ezio Greggio (..) ‘The show must go on. Il cinema è vivo. Torniamo al cinema’. E a teatro! Buona visione.

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Intervista a Valentina Castellani-Quinn

tutta l’intervista : https://www.traders-mag.it/intervista-a-valentina-castellani-quinn/

Due parole anche con Nereides De Bourbon Marketing Chief di Bellagraph Nova Group

Lido. Villa Ines. 3 settembre 2020.

Introduzione
Durante la 77° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nei primissimi giorni della manifestazione, mi sono incontrata con Valentina Castellani Quinn, una produttrice nata a Firenze, membro di una famiglia già inserita nel mondo del cinema anche per via, mi racconta la stessa Valentina, del nonno Riccardo, presidente della ex Anicagis oggi ANICA (www.tuttobiciweb.it/article/49200).

(..)

Valentina è cresciuta in teatro, essendo spettatrice giovanissima dell’opera e dell’operetta, di spettacoli e balletti. Poi, con una laurea in arte e pittura e gli studi alla Bottega teatrale di Firenze, Valentina si è avviata alla carriera di attrice. Nel 1993, si trasferì a Parigi, dove frequentò l’Ecole du Cinema Francaise. Così avvenne il debutto nel mondo delle produzioni internazionali (..) Nel 2012, la Castellani diede vita alla società di produzione e post-produzione Quinn Studios in memoria del marito Francesco Quinn, la cui tragica morte è avvenuta a soli 48 anni in presenza dei figli, all’epoca piccoli, e sotto lo sguardo impotente della bella Valentina. Francesco era il sesto figlio del Premio Oscar Anthony Quinn, (..)

Fra i settori in cui opera la società vi è quello dell’ Entertainment. ‘Entertainment to convey an idea – dice Valentina – ossia per comunicare e diffondere certi argomenti di cui i giornali non parlano. Il cinema può entrare anche negli angoli bui; in essi io ho costruito una vita’.

(..)

Valentina è, da metà 2020, Direttore Media & Communication del gruppo finanziario Bellagraph Nova Group, con cui Quinn Studios ha avviato una proficua collaborazione. All’intervista ha partecipato il Marketing Chief di Bellagraph, Nereides de Bourbon.

Intervista

(..)

Basile: Valentina, tu sei direttrice per la parte internazionale del Terra di Siena Film Festival. (http://www.terradisienafilmfestival.eu/direttore-alle-relazioni-internazionali/ )

Valentina Castellani-Quinn: Sì. L’intento, già realizzato l’anno scorso, è quello di omologare il Terra di Siena Film Festival ai festival americani, che offrono, intorno alla competizione di film, anche dei corsi per attori, produttori, dei briefing su come si fa il business e così via. L’obiettivo, anche con Bellagraph, è quello di amplificare il festival, infatti ne abbiamo già parlato con la Presidente della Italian Film Commission, Stefania Ippoliti.

Basile: Che cosa pensi degli artisti italiani, tu che vivi soprattutto all’estero ma hai origini italiane?

Valentina Castellani-Quinn: Io credo sinceramente che l’Italia abbia gli artisti migliori al mondo, inclusi i registi, i cameraman, gli scrittori, e così via, ma che non sia organizzata per sostenere produzioni di un certo livello. Ecco, proprio per questo bisogna dare ai talenti italiani la possibilità di lavorare ad un livello più internazionale. Se è difficile portare delle serie tv italiane all’estero – perché sono storie spesso molto, forse troppo, locali ed è quindi difficile venderle a livello globale – i talenti, tuttavia, sono universali. E l’Italia ne è ricca.

(..)

Basile: E progetti con le/sulle donne? Un po’ provocatoriamente a proposito talvolta di ‘minority’.

Valentina Castellani-Quinn: Sì. Anzi ci sono ruoli scritti per donne anche di età avanzata. Io credo negli ‘elders’, che sono i veri story-teller. I giovani vivono la vita, gli anziani la raccontano. Mio nonno Riccardo Castellani p.e. mi ha insegnato tutto.

Basile: A proposito di donne che lavorano, è ancora più difficile farcela rispetto agli uomini, professionalmente parlando. Concordi?

Valentina Castellani-Quinn: Sì. Ci sono carriere che oggi ancora hanno il dna maschile. Per esempio, entrare in produzione non è facile. Però non bisogna fermarsi a questo. Le donne, è vero, sono pagate meno. Ma per queste tematiche c’è una lotta avviata. Gli stessi attori di sesso maschile, talvolta, si battono perché le loro partner di scena femminili abbiano la loro stessa remunerazione. E poi con il caso Weinstein un grande cambiamento su questo piano è avvenuto. Ciò detto, io credo fermamente che chi si ferma ai limiti è già finito e che questo sia un momento di grande apertura. Sono una persona anche molto positiva.

(..)

Basile: Valentina come si fa ad affrontare un momento ed un evento tanto drammatico, come la perdita improvvisa di una persona amata (Francesco Quinn) con una fine imprevedibile in una età ancora (troppo) giovane per lui e per te?

Valentina Castellani-Quinn: Guarda, noi tutti facciamo programmi su programmi e poi arriva la vita e ci fa una risata in faccia. Io penso che ‘a leader leads people but is led by his own cause’ (‘un leader guida le persone ma è guidato dalla sua causa’). Io sono stata guidata dalla mia causa. Davanti alla paura enorme e al dolore, mi sono chiesta: che posso fare? (..)

Basile: Grazie Valentina, un insegnamento utile a tutti che viene da un sentimento profondo. E quel volo ha a che fare anche con le tue successive scelte professionali?

Valentina Castellani-Quinn: Sì. Un mio carissimo amico, preoccupato per me, mi chiese tempo dopo la perdita di Francesco ‘cosa vuoi fare?’ e io gli risposi ‘facciamo una serie tv sul ciclismo’, perché Francesco ne era appassionato. (..) da quel momento, non mi sono più fermata e ora continuo con l’amico e collega Nereides. I goal e le cause riuniscono i leader.

Ringrazio Valentina e mi rivolgo a Nereides Antonio Giamundo de Bourbon (..)

(..)

Basile: Buongiorno Nereides. Lei e Valentina vi conoscete da tempo e di recente il vostro sodalizio professionale si è rafforzato. Entertainment e comunicazione cinematografica sono il vostro link?

Nereides de Bourbon: A Valentina mi legano una lontana amicizia e la reciproca stima professionale. Stima reciproca che comprende anche Bellagraph e Quinn Studios. Abbiamo in comune la necessità di muoverci verso il canale primario della comunicazione, quello dei media, del cinema, dunque di unirci in tutto ciò che è social media platform.

(..)

Nereides de Bourbon: Bellagraph ha una fondazione con sede a Parigi, chiamata Bellagraph Nova Foundation. Uno degli obiettivi della fondazione è il c.d. Woman Empowerment, la leadership tutta al femminile e l’impegno delle donne nel business, in linea con i nostri valori aziendali. Valentina ne è esempio e modello.

Basile: E anche Cate: www.lofficielusa.com/fashion/bellagraph-nova-group-celebrates-women-at-77th-venice-film-festival. E possono essere dei modelli per tante altre donne.

(..)

EVENTO 4/9/2020 – Villa Ines, Lido di Venezia

Sotto gli Auspici del Terra Di Siena International Film Festival e di Quinn Studios Entertainment di Los Angeles, si è tenuto a Venezia, alla 77° edizione della Mostra del Cinema, un esclusivo evento serale il 4 settembre a Villa Ines. (..) Il Terra di Siena International Film Festival ha consegnato a Cate Blanchet, membro ufficiale della giuria della Mostra del Cinema presente all’evento, il prestigioso premio SEGUSO, realizzato dai maestri vetrai di Murano. Nel riceverlo, la straordinaria attrice, seconda a mio parere solo a Meryl Streep, si è rivolta con parole di merito e gratitudine ad Alberto Barbera per Venezia 77. (..) . Ufficio stampa dell’evento: Grazia Zuccarini.

(..)

Conclusione
Venezia ha costituito un segnale incoraggiante e di successo, di ripartenza e convivenza con un nemico ancora pericoloso e giustamente temuto. Con tutte le dovute precauzioni imposte con estremo rigore, che lodo, (..) questa edizione (..) ha davvero vinto l’‘Oscar’.

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VENEZIA 2020 (2° parte)

La Mostra del Cinema porta tante persone in laguna per i film e le star, ma anche per godersi, nel tepore estivo delle prime giornate settembrine e a piedi o sui vaporetti, una fra le città più belle e sorprendenti: Venezia. Caratteristica come i suoi Fondaci.

Un accenno al Fondaco Marcello, location che fu scelta da Vanity Fair per un prestigioso evento con una sfilata di star, le cui immagini sono alle pareti dell’affascinante costruzione che si affaccia sul Canal Grande. Parliamo del Fondaco con Michele Marcello. (..)

Proseguono le mie recensioni dei film di Venezia (da me visti). Siamo alla lettera M.

MISS MARX
Distribuito in anteprima alla 77° Mostra del cinema di Venezia, questo film, scritto e diretto dall’italiana Susanna Nicchiarelli, classe ’75, non arriva del tutto. Costumi splendidi, scenografia curata nei dettagli, acconciature del periodo, tecnica e talenti nel cast di attori soprattutto di lingua inglese, fotografia raffinata. Però, a causa forse della trama lenta o di una regia che non riesce a dare ritmo al film, nonostante l’improvvisa musica rock verso la fine, indicante una donna moderna in Eleanor Marx stridente con i suoi tempi e con il film, quest’ultimo sembra più lungo di quanto non sia. La storia è quella vera della quarta figlia di Karl Marx, (..) Resta un film che racconta una storia vera rappresentata con impegno e dedizione, il che è da premiare. Mi chiedo, però, perché, essendo la regista italiana, non sia ricorsa anche ad attori nostrani, (..) Gli attori italiani vanno sostenuti. Voto: 7.

PIECES OF A WOMAN
Un film girato nel nome del realismo ispirato a un fatto realmente accaduto: Kornél Mundruczó ha dichiarato che la storia è nata dalla sua personale esperienza di un figlio mai nato, ma che lui e sua moglie avrebbero dovuto avere. Dopo 30 minuti di introduzione al film, di cui 25 di parto doloroso e purtroppo non a lieto fine, il film del regista ungherese non riesce a decollare completamente, (..) Vorrei sottolineare come i migliori attori dei film che sto vedendo si siano fatti valere a teatro, oltre che sul grande schermo. La stessa Kirby (..) si è aggiudicata il premio Whatsonstage per la sua performance teatrale come Stella in ‘Un tram chiamato desiderio’ di Tennessee Williams. Il mio voto al film è 6/7.

QUO VADIS, AIDA?
Era decisamente un candidato valido alla premiazione in Laguna come miglior film. Diretto e co-prodotto dalla regista e sceneggiatrice e produttrice cinematografica bosniaca Jasmila Žbanić – vincitrice nel 2006 dell’Orso d’oro al festival di Berlino per ‘Il segreto di Esma’ che segnò il suo esordio nei lungometraggi – questo film tratta per la prima volta e in modo piuttosto addentrato non eccessivamente truculento dato il tema del massacro di Srebenica, un genocidio di oltre 8 000 musulmani bosniaci, soprattutto di sesso maschile, avvenuto, durante la guerra in Bosnia e Erzegovina, nel luglio 1995 nella città di Srebrenica e nei dintorni. La strage si compì in una zona che l’ONU aveva definito ‘zona protetta’. Fu genocidio, come sentenziò anche la Corte internazionale di giustizia nel 2007, (..) Voto: 9.

THE HUMAN VOICE
Almodovar dirige la bravissima, nata in teatro, Tilda Swinton, musa dei film di Guadagnino, qui attrice unica nelle sapienti mani del grande regista spagnolo. Il testo che ha ispirato Almodovar è invece francese. Si tratta del bellissimo scritto di Jean Cocteau ‘La voix humaine’, che ben conosco dopo averlo portato in teatro nel giugno 2019 al Factory32 di Milano come attrice e regista (http://movida.tgcom24.it/2019/06/07/alessandra-basile-incanta-il-suo-pubblico-al-teatro-factory-32di-milano/ ; www.youtube.com/watch?v=iGLe6JDCxEc&t=1s ). (..) Per la scenografia essenziale e variopinta, per la regia ritmata di Almodovar, sostenuta da una fotografia splendida, per la capacità di Tilda Swinton, il premio Oscar dalla pelle bianca liscia che non i suoi prossimi 60 anni, il mio voto è 8,5.

THE MAN WHO SOLD HIS SKIN
Un uomo siriano è follemente innamorato di una ragazza della stessa provenienza geografica, ma non socioeconomica. Mentre, in piena guerra siriana, lui è costretto a fuggire per non essere arrestato, lei si lega senza particolare trasporto a un altro uomo, più anziano, spinta dalla famiglia a farlo. Sam Ali mira a raggiungerla a Parigi, dove lei va, passando dal Libano. È un rifugiato e, seppure cerchi di nasconderlo, lo si intuisce guardandolo. Viene colto con le mani nel sacco, quando a una mostra d’arte cerca di arraffare del cibo con l’aiuto di un compare, ma, invece di essere mandato via a calci nel sedere dall’artista a capo della struttura, viene da quest’ultimo invitato ad accettare un lavoro. (..) Voto: 9.

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THE WORLD TO COME
(..) Abigail è sposata con Dyer, alias Casey Affleck, che ha partecipato alla produzione del film. Quando, nella solitudine dei monti, sommersi dalla neve e presi di mira da vere e proprie tormente, con una vita agreste e pochi animali sopravvissuti alle intemperie, ma soprattutto ancora sconvolti dal dolore incommensurabile della perdita della loro unica bambina, Dyer e Abigail incontrano e conoscono la coppia dei vicini, Finney e Tally, le cose cambiano. (..) Voto: 8-.

Conclusione
(..). Facciamo grandi cose con i talenti italiani e le possibilità che vengono da oltre oceano. Uniamo le forze, invece di chiuderci in noi stessi, mai dimentichi della nostra italianità come valore che genera creatività e resta aperto alla condivisione per espandersi. Evviva il cinema e il teatro che portano cultura e aiutano ad ampliare la propria visione del mondo.

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VENEZIA 2020 (1° parte)

Racconti di una Venezia meno affollata del solito per motivi noti, in un clima ancora estivo. Venezia 77 costituisce il segnale che tutti attendevamo per trovare speranza e forza nuova contro il pluri-menzionato Covid19, che non si sa come si comporterà nel prossimo autunno italiano e che nel resto del mondo continua a mietere vittime più che da noi. La Mostra del Cinema è la dimostrazione che si può convivere con il nemico invisibile e così rialzarsi, osservando con estrema rigidità tutte le apposite misure di sicurezza.
(..)
Le mie RECENSIONI (dei film che ho visto fra il 3 e il 6 settembre) in ordine alfabetico:
1. AMANTS
Due ragazzi, entrambi bruni con gli occhi nocciola e i fisici asciutti. Un amore passionale. Lei non frequenta la scuola, lui spaccia e si arricchisce. Un non detto più ampio del detto che un’esperta regia può permettersi, mentre in questo film è quasi innervosente, perché si fanno salti improvvisi con molto lasciato all’immaginazione e il risultato è una storia piuttosto carente. I due ragazzi si trovano coinvolti in un assassinio, di cui lui è più che responsabile, lei lo diventa nel momento in cui, per amor suo, lo aiuta a liberare la scena del crimine. Ma viene abbandonata dal reo fuggitivo. Sempre per via di quei salti nella storia, lei in una scena lavora nel guardaroba di un locale e nella scena dopo si ritrova su un velivolo con colui che scopriamo frattanto essere divenuto suo marito e che pare avere il doppio abbondante dei suoi anni. Così i personaggi diventano tre (..) Il mio voto 51/2.

2. GAZA, MON AMOUR
Nella semplicità della vita del sessantenne protagonista del film, nella semplicità anche dei suoi sentimenti, puri e profondi, per la sarta del suo paesino, una coetanea dai tratti ancora definiti e dai colori di un nocciola scuro brillante, noi spettatori siamo osservatori attenti e partecipi della realtà che circonda l’uomo, delle abitudini dei suoi compaesani, dei desideri talvolta di partenza per altri lidi, com’è per il suo giovane amico che alla fine riesce a imbarcarsi e ad andarsene, delle frustrazioni cui vanno soggetti e delle quali noi non abbiamo alcuna idea se non viviamo lì. Quando il protagonista, che vive della sua pesca vendendo il pescato su una bancarella, per caso tira su dall’acqua del mare una grande statua antica finita nella sua rete per i pesci e decide di tenersela a casa, si mette proprio nei guai e finisce arrestato e in carcere ben due volte perché qualcuno fa la spia. Secondo il nostro codice della navigazione, il ritrovamento di un oggetto in mare comporta per lo scopritore, non che lui se lo tenga, ma il rimborso delle spese ed un premio pari ad un terzo del valore dell’oggetto stesso. Al povero pescatore, tuttavia, non arriva alcun rimborso. Anzi, il trattamento riservatogli dal capo della polizia va ben oltre, anche se il film è poetico e delicato e non ci mostra nulla di brutto. Riflettiamo e capiamo che se sei un poveraccio e vivi da quelle parti la tua esistenza è davvero dura. (..) Voto: 7/8.

3. KHORSHID – SUN CHILDREN
Il regista iraniano Majidi ci invita a riflettere sulla condizione dei ragazzini o peggio dei bambini di strada, cinicamente arruolati anche in attività losche, e sulla necessità e sull’importanza per loro di un’educazione. Il piccolo protagonista si chiama Ali e, come ha detto il regista ai microfoni di Venezia 77, non ha potuto presenziare in Laguna perché è risultato positivo al covid19. Majidi ha anche raccontato che artisticamente è così ‘impressive’ che ci sono già delle case di produzione cinematografiche interessate a lui per futuri progetti. Lo stupore sta nel fatto che i giovani attori del film sono veramente dei ragazzini che lavorano nonostante l’età. Ciò avrebbe reso il casting difficile seppure affascinante. (..) Voto: 7,5.

4. MAINSTREAM
La nipote trentatreenne dell’ottima regista Sofia Coppola, figlia dell’indimenticabile Francis Ford Coppola, Gia Coppola, dirige un superlativo Andrew Garfield nel film ‘Mainstream’ con un bravo Nat Wolff e una meno efficiente, niente affatto all’altezza dei primi due, Maya Thurman-Hawke, figlia dei celebri Uma e Ethan, che si è presentata in sala vestita a sirena inciampando due volte; sarebbero forse occorse delle prove per la camminata. (..) questo meraviglioso mix fra il Jim Carrey dei primi tempi, per l’elasticità corporea e la mimica facciale, ed il premio Oscar Joaquim Phoenix nel suggestivo Joker di Todd Philipps. Sto parlando di Andrew Garfield, (..) Voto: 8.

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Film in Televisione che sia free o pay tv, dal digitale terrestre al satellitare dal 29 luglio

Selezione di alcuni film che verranno proiettati fra il 29 luglio e il 4 agosto prossimi

Siamo ad agosto di questo strano anno a dir poco imprevedibile e certamente poco amato. (..) Torniamo ora a distrarci con il cinema da casa, in particolare con pochi film, tutti passati, che ho selezionato per questa settimana dal 29 luglio al 4 agosto. (..) Buona visione!

I film (selezionati) della settimana in ordine temporale di programmazione televisiva

  • MEDITERRANEO – mercoledì 29 luglio in prima serata
    Questo capolavoro di Gabriele Salvatores risale a quasi 30 anni fa e, oltre a essere un film bellissimo, è vincitore di un Oscar al miglior film straniero nel 1992. La sceneggiatura è ispirata al romanzo ‘Sagapò’ di Renzo Biasion; la location utilizzata dal regista è greca (dodecanneso); gli attori sono italiani e fra loro spicca il protagonista, Diego Abatantuono, (..) C’è un errore storico nel film che, con la vittoria dell’Oscar, ha assunto maggiore gravità: l’inno intonato è quello di Mameli ma solo nel 1946 divenne l’inno ufficiale italiano, prima pare che l’inno del Regio Esercito fosse la Marcia reale d’ordinanza.
  • SENTI CHI PARLA – venerdì 31 luglio in prima serata
    John Travolta, Kirstie Alley e una serie di bambini nel ruolo di Mickey. Un film strepitoso, divertente, allegro, dai messaggi positivi, dai valori che tutti vorremmo trovare in un tassista qualsiasi cui non paghiamo la corsa (..) Un film che consiglio fortemente anche qualora, ben possibile, l’abbiate visto più volte. (..) Risate assicurate.
  • BALLA COI LUPI – giovedì 1 agosto in prima serata
    Collego questo film a mio padre, perché lo vidi con lui a 16 anni. Prodotto e interpretato da un giovane Kevin Kostner, che qui si autodirige, la sceneggiatura è opera dell’autore del romanzo dal medesimo titolo che ha ispirato la pellicola, Michael Blake. Fu vincitore di ben 7 premi Oscar fra cui Miglior Attore protagonista e Migliore scenografia. (..) è il caso di rivedere questa pellicola meravigliosa, di promuoverla per il suo valore. (..) .
  • MATCH POINT – domenica 2 agosto in seconda serata
    Un ragazzo bello, intelligente e sveglio dà lezioni di tennis a un inglese di alto rango che lo prende in simpatia e lo presenta alla famiglia d’origine oltre che alla fidanzata, americana e attrice ossia l’antitesi rispetto alla madre conservativa e ambiziosa di lui. (..) Quando però accade un fatto inatteso e determinante, le carte in tavola cambiano e Chris deve scegliere la strada da seguire. La soluzione che adotterà, una volta compreso definitivamente a che cosa intende rinunciare, sarà tremenda e, solo per una banale coincidenza per lui fortunata, si salverà da ogni accusa. Rivediamolo.
  • UOMINI CHE ODIANO LE DONNE – martedì 3 agosto in prima serata
    Di tutt’altro genere è questo film del 2009, rispetto a quelli descritti e scelti fino a qui per la settimana. A ispirarlo l’omonimo bestseller scritto dallo svedese Stieg Larsson. Incassi alle stelle per questo prodotto cinematografico (..) Il budget del film è stato stimato di $ 100.000.000, gli incassi italiani hanno superato i 2 milioni € e quelli nel mondo hanno raggiunto i 232.6 milioni $. Infine, nel 2018 è uscito, con la quarta Lisbeth Salander interpretata da Claire Foy, ‘Millenium: The girl in spider’s web’ https://alessandrabasileattrice.com/wp-content/uploads/2019/01/social_basile_012019.pdf .
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Film in Televisione che sia free o pay tv, dal digitale terrestre al satellitare dal 22 luglio

Film in TV che sia free o pay tv, dal digitale terrestre al satellitare dal 22 luglio

I film di luglio, iniziamo da mercoledì 22 luglio con un’altra settimana di programmi

Siamo a fine luglio e per moltissima gente si avvicinano inesorabili le vacanze estive. Tutti italiani? Inteso come lo stare in Italia invece di partire per le classiche mete greche e ispaniche o per qualcuno caraibiche oppure in un tour delle città europee. Lo spero, anche a supporto della nostra economia, del settore ora compromesso del turismo, del Bel Paese con le sue meraviglie invidiate da qualsiasi altro stato, vicino o lontano. (..) Buona visione!

Alcuni film a seconda della data in ordine alfabetico.

  • Mercoledì 22 luglio:

A beautiful mind (II s): 2001. Di Ron Howard. Con Russel Crowe. La vita e l’eccentricità del premio Nobel John Forbes Nash, talento matematico offuscato dalla schizzofrenia. (..)

Grease: 1978. Con John Travolta e Olivia Newton-John. Imperdibile. (..)

Il dubbio: 2008. Con Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman diretti da John Patrick Shanley. Viola Davis si è aggiudicata l’Oscar come miglior attrice non protagonista

Sempre questo mercoledì potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film (..)

  • Giovedì 23 luglio:

Il trovatore – OPERA: 2019. Di Giuseppe Verdi. Dall’Arena di Verona. Regia di Zeffirelli. 

Nessuno mi può giudicare: 2011. Di Massimiliano Bruno. Con Paola Cortellesi (..)

Il ragazzo di campagna: 1984. Di Castellano & Pipolo. Con Renato Pozzetto (80 anni) (..)

Sempre questo giovedì potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film (..)

  • Venerdì 24 luglio:

Amiche da morire: 2013. Con Sabrina Impacciatore, Claudia Gerini, C. Capotondi,  (..)

Non sposate le mie figlie (II s): 2014. Di Philippe de Chauveron. Consiglio fortemente. (..)

Sempre questo venerdì potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film (..)

  • Sabato 25 luglio:

L’attimo fuggente: 1989. Con il compianto e straordinario Robin Williams. (..) Voto 10.

Il campione:2019. Dell’esordiente Leonardo De Agostini, vincitore di un Nastro d’argento per la regia. Con uno Stefano Accorsi bravo e un giovane talento, Andrea Carpenzano, (..).

Sempre questo sabato potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film (..)

  • Domenica 26 luglio:

Le relazioni pericolose:1988. Di Stephen Frears con un terzetto di attori di livello eccelso come John Malcovich e Glenn Close, seguiti da Michelle Pfeiffer e Uma Thurman (..) Voto 9.

Hitchcock: 2012. Biografia del grandissimo regista angloamericano con un focus sul periodo in cui preparava uno dei suoi capolavori più noti, ‘Psycho’, e sul rapporto con sua moglie Alma. A interpretare Hitchcock e la moglie due garanzie: Anthony Hopkins e Helen Mirren. Voto: 8/9.

Sempre questa domenica potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film,

  • Lunedì 27 luglio:

Leoni per agnelli: 2007. Di e con Robert Redford. Con Meryl Streep e Tom Cruise. (..)

Sempre questo lunedì potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film, (..)

  • Martedì 28 luglio:

La prima cosa bella (II s): 2010. Di Paolo Virzì. Con Micaela Ramazzotti. (..). Bello!

Sempre questo martedì potete sbizzarirvi con, in ordine alfabetico, altri film, (..)

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TRADERS Film televisione free paytv digital terrestre satellitare dal 15 luglio

Film in TV che sia free o pay tv, dal digitale terrestre al satellitare dal 15 luglio

Eccoci alla metà di luglio con il covid latente e per qualcuno più che reale; (..) Eccoci in pieno periodo estivo con la voglia di leggerezza (..) Diversi i titoli (..) Buona visione!

Alcuni film a seconda della data in ordine alfabetico.

  • Mercoledì 15 luglio:

Il barbiere di Siviglia (Opera): 2018. Il capolavoro di Rossini nell’edizione di Vittorio Borrelli – Il medico della mutua: 1968. Di Luigi Zampa con Alberto Sordi. Vi fu un seguito con lo stesso Sordi per la regia di Luciano Salce nel 1969. (..) Esilaranti entrambi. (..)

Mine vaganti: 2010. Di Ferzan Özpetek con un cast ricco, nel quale (..) figurano i (fu) Ennio Fantastichini e Ilaria Occhini, bravissimi, e la sempre eccellente Lunetta Savino. (..)

Sempre questo mercoledì potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film (..)

  • Giovedì 16 luglio:

Carol: 2015, con Cate Blanchett e Rooney Mara, coppia al femminile in un’America anni 50.

Harry ti presento Sally (II s): 1989, con Meg Ryan e Billy Cristal (..). Da rivedere.

La parola ai giurati: 1997, remake del film diretto da Sidney Lumet nel 1957. (..)

Sempre questo giovedì potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film (..)

  • Venerdì 17 luglio:

La scelta di Sophie: 1982, di Alan J. Pakula, con Meryl Streep. (..). Imperdibile.

Mia moglie è una strega: 1980, con Renato Pozzetto sposato a una bella Eleonora Giorgi (..)

Sempre questo venerdì potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film (..)

  • Sabato 18 luglio:

Sette anni in Tibet: 1997, di Jean-Jacques Annaud, con Brad Pitt. L’incontro fra uno scalatore austriaco diretto sull’Himalaya e ritrovatosi in Tibet ed il Dalai Lama (..)

That’s Life: 2016. Il teatro in televisione con Riccardo Rossi dal Teatro Leonardo Milano. (..)

Sempre questo sabato potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film (..)

  • Domenica 19 luglio:

Lost in translation: 2003, di Sophia Coppola, con Bill Murray e Scarlett Johansson. (..)

Un amore all’altezza: 2016. Commedia francese con Virginie Efira e Jean Dujardin (..)

Sempre questa domenica potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film (..)

  • Lunedì 20 luglio:

Yesterday: 2019, di Danny Boyle. (..) un mondo nel quale nessuno conosce i Beatles. (..)

Sempre questo lunedì potete sbizzarrirvi con, in ordine alfabetico, altri film (..)

  • Martedì 7 luglio:

Viaggi di nozze: 1995, di e con Carlo Verdone. Nel cast Claudia Gerini.  W Verdone! (..)

Sempre questo martedì potete sbizzarirvi con, in ordine alfabetico, altri film (..)

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ENNIO MORRICONE e tutto il suo cinema a partire dal troppo dimenticato Luciano Salce

ENNIO MORRICONE e tutto il suo cinema a partire dal troppo dimenticato Luciano Salce – TRADERS

ENNIO MORRICONE E TUTTO IL SUO CINEMA A PARTIRE DAL TROPPO DIMENTICATO LUCIANO SALCE – ASSODIGITALE e TRENDIEST

Memoria di un genio indiscusso della musica cinematografica che con dolore italiano e di tutto il mondo ci ha lasciati il 6/7/20 e ora incanta l’aldilà con la sua musica che aveva la qualità del divino.

Era il 1961. In quell’anno uscì il film che lanciò Ugo Tognazzi, interprete di altre pellicole nei dieci anni antecedenti di serie b e qui invece diretto da Luciano Salce in un ruolo di spessore. Nel film ‘Il federale’, forse l’opera più importante di Salce, grazie anche all’attore George Wilson, compagno di set di Tognazzi, un elemento che non passa inosservato sono le note musicali che ben si coniugano con alcune scene. Dunque nel 1961, per la prima volta, il grande Ennio Morricone (..) componeva la colonna sonora di un film. In Italia, Salce, dunque il suo scopritore come artista e ideatore della musica per i film, non ha avuto e continua a non ricevere un vero e meritato riconoscimento per la sua carriera e per avere dato il suo contributo al cinema, sia con cult movies noti ai più come ‘Fantozzi’ (..), sia, e qui direi soprattutto, come scopritore di talenti (..) ‘Effort is all. Continue and you may get there despite everything’[1], ma lo scopritore, il sostegno mirato, l’azione incentivante e incoraggiante verso una data direzione sono essenziali e oggi quanto mai rari.

Ennio – E’ il 10 novembre 1968: nasce il più grande cine-compositore del mondo (..) è un uomo non molto alto, sempre corrucciato, timido dietro le lenti di un paio di occhiali non alla moda, geniale nelle sue creazioni musicali, fumantino sul lavoro, riservato specie nella sua vita privata e affettiva, ufficiale nelle sue dichiarazioni alla moglie Maria, suo amore da 70 anni, cui dedica la conclusione del necrologio scritto di suo pugno e recentemente reso pubblico dall’avvocato di fiducia detentore dello stesso (..). Grazie Morricone per l’eccellente esempio di amore, passione, rettitudine, umile genialità.

Morricone – Sono più di 500 i film e le serie tv ‘onorati’ dalle creazioni musicali ad hoc del grande compositore e più di 60 i film premiati che si sono presentati alle nomination con le note meravigliose di Morricone. Fra questi ultimi è forse ‘Mission’ quello più importante del Maestro. (..) Conosciuto sui banchi di scuola alle elementari, Morricone ha iniziato a collaborare con Leone 3 anni dopo ‘Il federale’ (..). Quentin Tarantino l’ha voluto fortemente per ‘The Hateful eight’, uscito nel 2015, facendogli guadagnare l’Oscar alla migliore colonna sonora. A Morricone arriva la statuetta d’oro nel 2007 alla carriera perché le sue nomination, 5 fra il 1967 e il 2001, non si sono concretizzate in premi (..)

Il suo pensiero, il suo motore – (..) nel febbraio 2016, al già 87enne Maestro viene assegnata la stella sulla celebre Hollywood Walk of Fame (..) : «Devo cercare di realizzare una colonna sonora che piaccia sia al regista, sia al pubblico, ma soprattutto deve piacere a me, perché altrimenti non sono contento. Io devo essere contento prima del regista. Non posso tradire la mia musica.». Non credo ci siano dubbi a questo punto su che cosa sia la Passione vera e sulla sua priorità di valore e intento per chi ne è colpito. (..) Rip. Ennio.