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Intervista a 4 attori italiani di lingua inglese… ma solo per lavoro – SAVERIO BUONO il primo intervistato di quattro

TRADERS – Intervista a 4 attori italiani di lingua inglese… ma solo per lavoro – SAVERIO BUONO

AFFARI ITALIANI – Intervista a 4 attori italiani di lingua inglese… ma solo per lavoro – SAVERIO BUONO

ASSODIGITALE – Intervista a 4 attori italiani di lingua inglese… ma solo per lavoro – SAVERIO BUONO

Inserirò qui solo la PREMESSA che varrà per tutte e quattro le interviste e un paio di citazioni di Saverio, il primo dei 4 intervistati, tutti attori italiani che recitano in inglese.

Premessa
Sono Saverio, Rachele, Tommaso ed Elena, in ordine cronologico di intervista. Sono tutti, come ben intuibile anche dai loro stessi nomi, rigorosamente italiani. Sono tutti Attori, poi qualcuno indossa più ‘cappelli’ come del resto la sottoscritta, ma a unirli e caratterizzarli è questa scelta artistica: interpretano personaggi e testi, teatrali e/o cinematografici e talvolta televisivi. A ‘legarci’, sì mi ci metto anch’io, è un coach, o come qualcuno l’ha definito, un ‘mentore artistico’ e un amico: si tratta del professionista, attore anch’egli e regista, ma per noi tutti un ottimo acting coach e collega Michael Rodgers, decisamente il nr. 1 oggi in Italia per attori, collaudati o in apprendimento, stranieri e italiani. A proposito, specie se il livello è quello di Michael, la formazione e l’addestramento continuano sempre. Non si smette di apprendere o di allenarsi come attori, così come non lo fa uno sportivo, un musicista, un avvocato, un medico, un formatore, un ballerino e così via. Negli States i Premi Oscar sono tali grazie a uno specifico ruolo in un certo film e particolarmente a un gesto o a un momento di quell’interpretazione che ha convinto la giuria e, in genere, la preparazione, dura come per Natalie Portman in Black swan o per Leonardo Di Caprio in The Aviator o per Hylary Swank in Boys don’t cry , cito coloro di cui mi è stato detto per certo, non è lasciata ai singoli interpreti da soli o al caso, bensì al singolo interprete aiutato da un coach che lo segue su analisi testuale corretta, intenzioni funzionanti, interpretazione allineata di corpo, espressività facciale, voce e mondo interiore, oltre a molti altri aspetti. È una tecnica, è la pratica, è l’addestramento, è la capacità di usare l’immaginazione in modo creativo e inspirational, è indagine, analisi, empatia per i personaggi… Insomma, è un tutt’uno su cui qui non mi soffermo oltre e che è molto interessante e utile per acquisire una scientificità nel modo di lavorare che produce un effetto di spontaneità, cioè non si tratta di essere naturali senza metodo, ma di risultare credibili in panni diversi dai propri e da quelli di altri personaggi, dando vita a varie personalità e storie. Infatti i grandi attori sono poliedrici. Tornando al successo di questo modo di intendere ed esercitare il mestiere dell’Attore e, d’altra parte, precisando che ognuno avrà il suo metodo e che non è attore quello fatto a stampino rispetto a un insegnante, un’accademia o un metodo, poiché la tecnica serve soprattutto a supportare il talento laddove l’istinto artistico è debole, non ad affossarlo, questi 4 bravi attori, 2 donne e 2 uomini, in un range d’età ampio – l’Arte unisce le culture, provenienze, età più disparate – hanno, nel tempo, avviato rilevanti strade professionali, anche grazie alla lingua inglese, minimo comun denominatore di queste mie interviste, che dedico a loro e a Michael. I miei 4 amici si chiamano, nell’ordine cronologico in cui li ho sentiti per telefono, Saverio Buono, Rachele Fregonese, Tommaso Basili ed Elena Rusconi Clerici.

Cominciamo con il primo!

SAVERIO BUONO, ATTORE, da Londra – 13/03/2020

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GLI ANNI PIU’ BELLI di Gabriele Muccino

GLI ANNI PIU’ BELLI di Gabriele Muccino

Recensione di un film solo in parte alla Muccino poi sorprende e prende. Bellissimo.

(..) Il film parte dagli anni ‘80 e prosegue per 40 anni. Con le canzoni, la vita, gli studi e le ambizioni, le feste e i divertissement di allora, per poi proseguire con gli errori di gioventù, le scelte poco arbitrarie spesso tristemente condizionanti, i fallimenti dei progetti, le perdite di persone care, le speranze disilluse, i dilemmi della società poco garantista e della mancanza di sussidi economici, la crisi dei rapporti e il tempo che vola. Tutto raccontato, fra risate e lacrime amare per lo spettatore, con riferimento a 3 amici ed 1 amica, Gemma, Continua a leggere “GLI ANNI PIU’ BELLI di Gabriele Muccino”

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C’ERA UN VOLTA A … HOLLYWOOD di Quentin Tarantino

C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD di Quentin Tarantino

Recensione del film meno “Tarantiniano” degli ultimi tempi. 2 che spaccano per bravura!

Bratt Pitt l’Oscar 2020 come ‘migliore attore non protagonista’ se l’è meritato.

Hollywood è un luccichio di stelle, anzi di ‘Star’ (..) è nota nel mondo per le celebrità universalmente riconosciute (..) ‘Hollywood’ letteralmente significa ‘Bosco di Agrifoglio’. L’agrifoglio è, stando al significato attribuito a piante e fiori, un portafortuna e rappresenta l’eternità, in quanto è un sempreverde, e l’aggressività, con le sue foglie pungenti, ma, (..) l’incantata Hollywood è anche tutto il suo contrario: starci implica sopravviverci, lavorarci implica un tempo limitato a disposizione, specie se sei una donna, ed una competizione che può massacrare, umiliare, avvelenare l’anima umana. Non è un “paese” per fragili.

La vera Hollywood, la vera storia di Manson – Stando alla .. Hollywood …del 1969, .. del grande Tarantino nel suo ultimo film pluri-candidato vincitore di 1 Oscar, non è possibile non pensare al tragico (…) assassinio di Sharon Tate (..) nella sua casa di Beverly Hills Continua a leggere “C’ERA UN VOLTA A … HOLLYWOOD di Quentin Tarantino”

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Quel ‘MATT’ di Antonio Ligabue: l’intervista alla Pina del film, Paola Lavini (2° parte)

INTERVISTA a Paola Lavini – II Parte

Prosegue l’intervista a Paola Lavini, la prima parte è stata pubblicata la scorsa settimana https://www.traders-mag.it/matt-antonio-ligabue-intervista-film-paola-lavini/

Il tema delle Donne nel Cinema: presenza, ruoli, riconoscimenti e possibilità.

TRADERS’: Che il regista abbia scelto persone adatte alla storia al di là della loro fama è decisamente apprezzabile quindi un plauso mio personale va a Giorgio Diritti …

Lavini: dovrebbero esserci in Italia più ruoli così strutturati e completi per le donne

TRADERS’: Approfondiamo il tema delle donne nel cinema (non solo nei film).

Lavini: Rispetto a quando le donne non potevano calcare le scene, abbiamo fatto passi da gigante. (..) spesso chi scrive è di sesso maschile, come il regista, il produttore, poi ci sono le donne sceneggiatrici, registe, produttrici ma in netta minoranza, per lo meno quelle che ‘ce l’hanno fatta’, (..) i ruoli principali sono sovente maschili (..) E spesso accade che i ruoli femminili del cast principale siano le mogli di, le fidanzate di, etc.

TRADERS’: E a essere costrette a confrontarsi con un passaggio dell’età, specie over 40, (..) sono le donne, difficilmente gli uomini. A Hollywood, dal secolo scorso, e in Italia.

Lavini: Sì, inoltre è importante che le donne si riconoscano, non ci siano solo modelle (..) Continua a leggere “Quel ‘MATT’ di Antonio Ligabue: l’intervista alla Pina del film, Paola Lavini (2° parte)”

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Quel ‘MATT’ di Antonio Ligabue: l’ INTERVISTA alla Pina del film, PAOLA LAVINI – I Parte

INTERVISTA a Paola Lavini- I Parte

Introduzione – Paola Lavini mi risponde alle 14.30 di un sabato di febbraio (..) reduce dall’anteprima europea di ‘Volevo Nascondermi’(*) vincitore alla 70° Berlinale di un Orso d’argento per Germano.(www.berlinale.de/en/programme/programme/detail.html?film_id=202007198&openedFromSearch=true ; www.youtube.com/watch?v=9qfe4yL8ZuQ). Nel film Paola interpreta Pina, un’attrice anch’essa, (..)

70° Berlinale – Germano vince. L’Arte italiana in pole position ai tempi del Covid19.

TRADERS’: Si trattava della prima proiezione anche per te, .. Quali le impressioni ..?

Lavini: Il film è stato accolto benissimo, sia dal pubblico che dalla stampa presente (..) Il film è ovviamente molto al maschile, con un protagonista maschile. Ma sono contenta. credo che venga fuori l’immagine, nelle mie 3 scene, di una Pina un pò femme fatale, (..)

Volevo nascondermi – la bellezza del film come di un quadro con tante pennellate

TRADERS’: (..) è un film fatto di affreschi, un po’ difficile da seguire ma infine efficace (..) Continua a leggere “Quel ‘MATT’ di Antonio Ligabue: l’ INTERVISTA alla Pina del film, PAOLA LAVINI – I Parte”

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VOLEVO NASCONDERMI di Giorgio Diritti

Recensione del film su ‘El Matt’, Antonio Ligabue, con un superlativo Elio Germano che vince l’Orso d’argento alla 70° Berlinale per la sua interpretazione del pittore. Forza Italia!

Seguirà l’intervista all’attrice Paola Lavini, che nel film interpreta Pina.

Il film è molto interessante innanzitutto per come è strutturato: una serie di quadri con luci, colori, immagini e animali e una moltitudine di singole pennellate, in luogo di un classico racconto biografico, magari con aneddoti e fatti romanzati, di qualcuno che è realmente esistito e che ha lasciato un’impronta importante nella cultura dell’umanità. Qualcuno del quale ciò che più emerge, anche grazie all’interpretazione eccelsa del mai deludente Elio Germano, è la sua natura speciale, estrosa e senz’altro diversa, oltre che a suo modo geniale, insomma la sua specialità rispetto all’uomo comune. Grazie a Diritti, senza che il pubblico se ne accorga troppo durante la visione del film, questo Toni Ligabue arriva e resta: lo spettatore esce dalla sala e ci pensa perché l’immagine di ‘El Matt’ è ormai scolpita nella sua mente. La luce splendida, le scenografie curate, il sentore di trovarsi in un paesino dell’epoca, (..) oltre ai costumi e al trucco e parrucco di ogni personaggio, il cui modus loquendi è all’uopo studiato con meticolosità, rendono il film un piccolo capolavoro,nostro, italiano, ma soprattutto della popolazione della Bassa reggiana. Chi era Antonio Liguabue? Un emarginato e un genio.

Antonio Ligabue: vita, (s)fortune e successi – (..) Il grande artista nato nel 1899 morì in malo modo e povero, il 27 maggio 1965. (..) Toni condusse sostanzialmente una vita da nomade, spesso svolgendo il lavoro nei campi, cosa che gli permise di venire in contatto con la sua amica più grande: la natura. Si legò in modo Sanfranceschiano agli animali, i principali soggetti dei suoi quadri vivaci, dai conigli alle tigri. (..) per lui esisteva una sola cura a tutto: dipingere. (..) era il suo modo di esprimere ciò che non sarebbe stato in grado di condividere (..) Sulla tomba l’epitaffio: «Il rimpianto del suo spirito, che tanto seppe creare attraverso la solitudine e il dolore, è rimasto in quelli che compresero come sino all’ultimo giorno della sua vita egli desiderasse soltanto libertà e amore».

Elio con Giorgio Diritti – Elio Germano. Un nome, una garanzia. Sei anni dopo il suo credibile, Giacomo Leopardi de ‘Il giovane favoloso’, regia di Mario Martone, questo multiforme interprete che dà dignità, insieme a pochi altri oggi, al panorama attoriale italiano, torna a interpretare un personaggio realmente esistito che ha fatto la nostra storia cultural-artistica ma anche universalmente umana vestendo i panni di Ligabue. (..)

Elio Germano migliore attore alla 70° Berlinale e doppiamente protagonista del festival (www.rainews.it/dl/rainews/media/elio-germano-intervista-dedico-questo-premio-a-tutti-gli-storti-tutti-gli-sbagliati-231d587b-aab2-4785-b1c0-304f7b822e30.html),

Vederlo? – Sì. Adatto a tutti. (..) due ore di ricchi silenzi e intense pennellate di immagini e colori che imprimono in noi spettatori un affresco di Toni, ‘el matt’, il brutto (..), e ce lo fanno amare. Voto: film 8; Germano 10. ((..) ho scritto l’articolo dopo l’anteprima del 21.4)

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HAMMAMET di Gianni Amelio

estratto da: HAMMAMET di Gianni Amelio

Recensione, più che di un film che fa acqua, di un Attore cui darei l’Oscar

Parlamento, 3 luglio 1992. Bettino Craxi disse a gran voce: «Buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale. I partiti (..), giornali, (..), hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare o illegale. Se gran parte di questa materia dovesse essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo, perché presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro(..)»’. Nessuno si alzò quel giorno per contestarlo.
(..)
Processo Cusani-Enimont, 17 dicembre ’93. (..) «Sono sempre stato al corrente della natura non regolare dei finanziamenti ai partiti e al mio partito. L’ho cominciato a capire quando portavo i pantaloni alla zuava». Il 12 maggio
1994 gli venne ritirato il passaporto (..). Il 21 luglio 1995 fu dichiarato latitante. Craxi morì ad Hammamet, (..) il 19 dicembre 2000. Continua a leggere “HAMMAMET di Gianni Amelio”

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Impegnato, intelligente, intrepido, italiano: il sig. Cinema indipendente (7° parte) – GLI INDOCILI di Ana Shametaj

Tratto da GLI INDOCILI di Ana Shametaj e INTERVISTA

Un documentario di nicchia. E una bella intervista variegata
Intervista alla neo regista triestina di un documentario su un modo di fare teatro

GLI INDOCILI – Per un’ora si vive con i giovani protagonisti di questo documentario che, in un circondario immerso nella natura nel riminese, sperimentano un teatro particolare per 3 mesi (..) Segue l’intervista alla regista che ci racconta anche delle 300 ore di ripresa.

 

INTERVISTA a ANA SHAMETAJ
Intervistata da Alessandra Basile
Sabato 18 gennaio 2020

Ana è nata a Durazzo, la famiglia d’origine sta a Trieste, dove lei ha vissuto fino alla fine del liceo, poi a 19 anni si è trasferita a Milano, selezionata dalla Paolo Grassi (..)

Con Ana commentiamo la difficoltà di ‘farcela’ in Italia per un regista (..)

TRADERS’: Mi racconti le tue esperienze francese e (..) con Los Angeles in particolare? (..)

Shametaj: In Francia, ho avuto diverse esperienze di residenza, per esempio a Nizza per la produzione di uno spettacolo teatrale presso il Teatro Le Hublot (www.lehublot.net/) (..) A Los Angeles faccio parte di ‘The Azzurra’ www.theazzurra.org/mission/) (..). Da un paio d’anni faccio parte del Board e ci si è rivolti anche progetti di innovazione sociale. (…) E’ stata creata una partnership tra ‘The Azzurra’ e un’associazione di LA che si chiama ‘Heartforward’ per portare in America la filosofia Basagliana, anche attraverso l’Arte, come mezzo utile di sensibilizzazione verso i 250.000 ‘Homeless’ oltreoceano.

(..)

TRADERS’: Parliamo del tuo ultimo film, ‘Gli indocili’, che hai portato al Franco Parenti.

Shametaj: E’ un documentario di osservazione. Quanto ho ripreso è accaduto sul serio. Cito il regista Cesare Ronconi della compagnia del Teatro Valdoca e la poetessa i cui testi sono stati usati nel film, Mariangela Gualtieri. Il loro metodo di lavoro si basa sul grande amore per la ricerca e i tempi lunghi. Il regista ha impiegato 2 anni a selezionare i giovani attori protagonisti del film. L’obiettivo era, per lui e per me che ho poi diretto le riprese, di spendere 3 mesi nel teatro Arboreto, immerso nella natura di un bosco, per costruire lo spettacolo ‘Giuramenti’. (..) Quasi un’impresa epica. Il titolo del film è inteso come atteggiamento verso la vita. L’eroe va nel bosco e nel perdersi ritrova se stesso.

(..)

TRADERS’: Mi parli anche di teatro? O raccontami dei tuoi progetti presenti e futuri.

Shametaj: Come teatro, l’ultimo mio spettacolo, prodotto con la mia compagnia che si chiama Kokoschka Revival (https://www.kokoschkarevival.com/en), ha il titolo di ‘You Fight’. Si tratta di uno spettacolo di tipo multimediale, di narrazione senza l’uso della parola, (..) ; ha un messaggio socio-culturale finale: in quest’epoca fatichiamo a guardarci negli occhi. (..) stiamo lavorando ad una tecnologia abbastanza avveniristica (..)

TRADERS’: Parlami un po’ di Kokoschka Revival. A cominciare dal nome.

Shametaj: Kokoschka (..) suonava bene (..) è nata nel 2013 da un gruppo di ragazzi (inclusa me) appena usciti dalla Paolo Grassi e da altre persone esterne alla scuola. Con essa abbiamo realizzato anche diversi eventi però ora facciamo solo produzione.

Saluto Ana, augurandole di procedere nella sua carriera e vita con il passo che ha tenuto finora e con l’internazionalizzazione che sembra già caratterizzarla, fin dalle origini.
Come sempre invito caldamente tutti a sostenere il cinema meno aiutato rispetto a quello dipendente, e colgo l’occasione per estendere il concetto al teatro fatto da chi non ha mezzi ma volontà e professionalità, ai progetti artistici o in altro modo creativi che faticano per ragioni anch’essi economiche e a tutti coloro che sono artefici dei film, degli spettacoli, dei progetti appena elencati. Concludo con una frase di Alfred Hitchcock: “That’s all for this evening. I think we shall be back another time with another story. Until then, good night”.

L’intervista a Ana Shametaj, che ringraziamo, è stata curata per TRADERS’ Magazine da Alessandra Basile

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KNIVES OUT (CENA CON DELITTO) di Rian Johnson

CENA CON DELITTO di Rian Johnson

Recensione di un raffinato film alla Agatha Christie, sardonico con tatto verso la società

Una villa stile inglese, una famiglia ampia dalla bisnonna della cui età nessuno pare avere idea ma che ha un figlio, il povero assassinato, di 85 anni (!?!) al diciassettenne Jacob nipote del defunto e figlio di Donna e Walt. Quest’ultimo ha una sorella, Linda, sposata al fedifrago Richard. Il morto è il vecchio Harlan, proprietario di una vera fortuna, dovuta al successo dei libri gialli scritti dall’uomo, un self-made man poco incline a condividere i suoi beni con i parenti di sangue ed acquisiti, dopo avere per anni sovvenzionato le loro attività e i loro capricci. Solo una persona è a conoscenza dei reali rapporti intrafamiliari ed è sinceramente vicina ad Harlan: la giovane cameriera sud americana Marta Cabrera. (..)

Che cast! – Nel cast di questa commedia brillante e piuttosto leggera con un tocco di brivido adatto a qualsiasi pubblico e nostalgica de ‘La signora in giallo’ e della sua meravigliosa interprete, la ultra novantenne Angela Lansbury, della quale la mia affezionata prozia era una fan assoluta e io pure, c’è una serie di bravi attori noti. Oltre al menzionato Daniel Craig, che qui dà mostra delle sue capacità attoriali –(..) una fantastica e fanatica Toni Colette (..) una divertente Jamie Lee Curtis (..) il premio Oscar Christopher Plummer e Michael Shannon (..), l’ex detective della serie tv ‘Miami Vice’ Don Johnson. Concludo con Ana de Armas, che per questo ruolo si è aggiudicata la nomination ai Golden Globe come migliore attrice in un film commedia o musicale.

 

Commedie vecchio stile buone anche oggi, ma poco in Italia – È statunitense il regista di ‘Knives out’ e ha all’attivo alcuni film che hanno riscosso successo, grazie anche alle interpretazioni di attori del calibro di Emily Blunt, Rachel Weisz, Adrien Brody e Mark Ruffalo. Quindi siamo di fronte a un regista riconosciuto professionalmente ma ben meno famoso degli attori che dirige. Molti film del panorama cinematografico straniero hanno avuta questa caratteristica, il che mi fa pensare che ci sia la spinta a far emergere chi, dietro alla macchina da presa, non si è ancora guadagnato una copertina o il titolo di un servizio in tv o addirittura qualcosa di simile alla stella sul walk of fame. E se è così lo trovo molto condivisibile. Qualche rara volta mi è sembrato di cogliere un atteggiamento simile in Italia, ma forse la difficoltà maggiore per chi fa cinema da noi non è il cast bensì la distribuzione mirata e alleata. (..) Oltre al qui trattato ‘Knives out’ penso al (..) quasi perfetto ‘Downton Abbey’ (www.traders-mag.it/roma-ff14-festa-cinema-2019-prima-parte/). Forza Italia! Apriti di nuovo al cinema dei Signori, ai film dei grandi registi, ai ruoli fatti propri da attori seri e impegnati più che dai soliti volti noti. Forza!

Cluedo e Indovina chi? – Come dimenticare i giochi più in voga nella seconda metà del secolo scorso? (..) E (..) il gioco del Monopoli ci portava via ore di risate e concentrazione. Ricordo che giocavo spesso con papà e mio fratello Riccardo. Un gran bel ricordo.

Vederlo? – Sì. È un film ben fatto, curato, ben diretto e interpretato, calibrato, da salotto e da satira giocherellona adatta a tutti, attento e gustoso. Non è imperdibile ed è adatto alla visione sul piccolo schermo, ma il mio Voto è 7 e, fra i film commedia tinti di giallo, è 81/2.

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ROMA 2019 (4° parte)

ROMA 2019 (4° parte)

Continuano le recensioni dalla Festa del Cinema di Roma e i così detti ‘Incontri Ravvicinati’.

Ecco i 3 film di cui parlo qui in ordine alfabetico e il terzo ‘Incontro Ravvicinato’:

LA BELLE ÉPOQUE – data uscita italiana 7 novembre 2019
JUDY – data uscita italiana 16 gennaio 2020
MILITARY WIVES – data uscita italiana 12 marzo 2020

FANNY ARDANT si racconta: ‘Il teatro è una grande scuola, che purifica il sangue. Non bisognerebbe mai allontanarsene’.

LE MIE RECENSIONI: LA BELLE ÉPOQUE – uscita italiana 7 novembre 2019
Fanny Ardant, più bella e fascinosa che mai, e Daniel Auteuil, spiritoso e profondo, entrambi gran bravi attori cui si guarda con ammirazione, sono una coppia per fiction nel film di Bedos sul senso nostalgico di ciò che fu e di cosa è diventato. L’originalità dello script colpisce più di tutto il resto, (..) Sono tanti gli spunti su cui riflettere che il film genera nella mente dello spettatore, fra sorrisi e risate, ma forse un paio su tutti: i sentimenti non muoiono anche se sembrano assopirsi e non c’è tecnologia che tenga di fronte alla bellezza fragile della vita vera e del ricordo personale di essa. Voto: 7.
SELEZIONE UFFICIALE

JUDY – data uscita italiana 16 gennaio 2020
Judy come Frances Ethel Gumm in arte Judy Garland. 47 anni visse questo talento della musica, solo 47. Una vita breve d’inferno, un’esistenza di privazioni poi compensate con alcol e droghe, un animo solo e inquieto, in lotta perenne contro la società, un talento imposto seppure vero e innegabile versus l’equilibrio personale e un briciolo di felicità: ecco in poche parole e con tanti aggettivi chi fu Judy Garland, (..) interpretata da una straordinaria Renée Zellweger che punta dritto all’ ‘Academy Award for Best Actress’, come Phoenix al quale andrà direi certamente l’Oscar al miglior attore protagonista grazie al suo Joker. Il film è coinvolgente ma in buona parte è lei, Renée. (..) Voto: 9,5.
SELEZIONE UFFICIALE

MILITARY WIVES – data uscita italiana 12 marzo 2020
Sono le mogli dei militari, di soldati che (..) se ne vanno al fronte lasciando le donne e i figli a casa a continuare le loro quotidianità e a chiedersi se i loro dipartiti torneranno e se lo faranno tutti interi. Sono le protagoniste di questa commedia, spiritosa, delicata, intelligente, piena di buon sentimento. Il personaggio principale è interpretato da una favolosa Kristin Scott Thomas, raffinata oltre che brava, ed è la moglie di un colonnello e mamma di un ragazzo partito in missione e non rientrato a casa. Il lutto mai elaborato per l’unico figlio metterà a dura prova la coppia.(..) Una storia vera: le mogli dei soldati inglesi si sono unite in un coro, per sentirsi più forti, e si sono esibite nel 2011 al Royal Albert Hall, commuovendo il pianeta: www.youtube.com/watch?v=kQ7f4lV3e0c. Voto: 9.
SELEZIONE UFFICIALE

Segue il III dei 3 Incontri ravvicinati cui ho assistito alla Festa del cinema di Roma, FF14.

INCONTRO RAVVICINATO – Fanny Ardant. Il mio estratto.

Festa del Cinema: Quanto è precisa la frase ‘Né con te né senza di te’ per descrivere il suo rapporto con Gerard Depardieu, protagonista con lei in questo film di Truffaut?
Ardant: Tutto è detto ed è tragico. Appena stretta la mano a Gerard ho capito che il film sarebbe stato fantastico per un attore che può farti dimenticare la macchina da presa.

TEATRO
Ardant: Il teatro è una grande scuola, che purifica il sangue. Non bisognerebbe mai allontanarsene. Ti mette a nudo, sei da sola, devi rifare tutto daccapo e non sei mai certa di niente. Talvolta è un rapporto di amore e odio, per me, ed è una dipendenza e libertà.

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