Il tema della settimana

Il proprio credo contro tutti.

Il proprio credo contro tuttiTalvolta si è convinti di un’idea, di un progetto, di una persona, o di un fatto, di un posto, oppure ..di se stessi e il mondo esterno, o una parte di esso a noi particolarmente vicina, ci rimanda per tutta risposta una negazione assoluta con allegato il tentativo di persuaderci dell infondatezza di ciò che pensiamo e declamiamo, insomma del nostro Credo – se così lo si può definire anche laddove non abbia connotazioni religiose né sia altisonante. Quando ciò accade, dobbiamo avere una forza interna superiore alla nostra ‘normale’, prepararci a sentirci più soli del solito, essere consapevoli delle lotte che andremo a intraprendere e delle azioni di difesa che dovremo mettere in atto per difenderci da attacchi ed esclusioni sostenute dal pensiero di massa ahimè opposto al nostro. A seconda dell’oggetto d’interesse – ossia di ciò per cui usiamo ogni mezzo per farci sentire e valere, a scapito anche della nostra reputazione e del nostro benessere psico-emotivo – e quindi dell’importanza oggettiva e soggettiva che riveste universalmente e/o per noi, la situazione che vivremo sarà più o meno lunga, sofferta, ardua, accettabile, tollerabile, discriminante e incisiva. Il film che mi ha ispirato questa tematica e’ CHANGELING, con un’intensa e più che mai fascinosa Angelina Jolie nei panni di una donna realmente vissuta che lavorava come capo centralinista nella Los Angeles dei passati anni 20 e fu protagonista di un dramma personale quasi incredibile: le fu consegnato un bambino di appena 9 anni, frutto della ricerca della polizia investigativa che, sì si era messa sulle tracce del figlio della donna scomparso pochi mesi prima, ma non aveva effettivamente trovato il piccolo Walter, bensì un suo sostituto istruito alla perfezione per dichiarare al mondo di essere lui il ragazzino sparito. Christine Collins vide suo figlio per l’ultima volta nel marzo del 1928 e la sua vita cambiò radicalmente catapultandola in un’incessante lotta contro le istituzioni e l’intera società. Purtroppo il vero Walter – qui fedele la trasposizione cinematografica sotto l’abile regia di Clint Eastwood, vincitore al 61º Festival di Cannes 2008, dove ‘Changeling’ era in concorso, di un Premio speciale – era finito nelle grinfie del serial killer di bambini Gordon Northcott. Le pene che la Collins, abbandonata non creduta e presa per matta – a causa dell ingiusta spedizione in un manicomio ad opera proprio dei poliziotti artefici del terribile scambio di persona perché si erano visti pubblicamente beffeggiati dalla donna che metteva in dubbio le loro capacità investigative – furono al limite della tolleranza psico-fisica umana e tuttavia sopportate grazie a quel filo di speranza per lei vitale di ritrovare il bimbo ancora sano e salvo. La storia vera è che un ragazzino fuggito dalle mani dell’assassino raccontò di aver conosciuto Walter e che questi era scappato ma non sapeva per dove.. Senza arrivare alle sofferenze e all’ingiustizia del caso Collins, quante volte ciascuno di noi si trova a dovere lottare per ciò che desidera e in cui crede, come dicevo a inizio articolo, senza supporto alcuno, ma anzi andando necessariamente contro tutto e tutti perché l’unica alternativa sarebbe la rinuncia e quante volte, invece, le persone piuttosto rinunciano e le condanniamo? Ma la vera felicità in fondo dove sta? 

Trailer IT: www.youtube.com/watch?v=57_t2BFZaK8&app=desktop

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