Il tema della settimana

Il modo maschile di concepire le donne (ancora oggi) e soprattutto l’aridità affettiva verso le stesse, l’invidia sul lavoro e il disprezzo di chi sta ai margini della società

Il modo maschile di concepire le donne (ancora oggi) e soprattutto l’aridità affettiva verso le stesse, l’invidia sul lavoro e il disprezzo di chi sta ai margini della società: sono tante tematiche che un solo film riesce a trattare. Sto parlando del capolavoro intitolato come il libro cui è ispirato: AMERICAN PSYCHO, diretto da Mary Harron e interpretato, fra gli altri, da due bravissimi Willem Dafoe e, soprattutto, Christian Bale, che riesce a passare un senso di assoluta inquietudine nello spettatore, terrore puro. Il romanzo, che definirei un thriller psicologico, da cui il film, seppur diversificandosi qui e là, ha preso spunto è stato scritto nel 1991 da Bret Easton Ellis. La trama di libro e film è la medesima e si incentra su un protagonista: un perfetto uomo d’affari, elegante come look, raffinato nei modi, affabile nel comportamento, intelligente, brillante e bellissimo, ma anche maniaco dell’ordine, della pulizia e di piccoli..piccolissimi gesti quotidiani, suoi e degli altri, da un lato; un freddo anaffettivo capace di uccidere massacrare corpi, un pluriomicida, un seriale, uno psicopatico che conserva le sue vittime a pezzi, un sanguinario che grazie alla meticolosa vestizione pre-reato si protegge anche dal minimo schizzo di sangue, dall’altro lato. Uccide soprattutto donne, forse per respingere sentimenti affettivi e profittare del fatto che sono più deboli fisicamente. La verità che ci spaventa è che, senza arrivare a tanto, ossia l’orco che ammazza senza logica, siamo circondati da persone con una psiche discutibile, persone che hanno subito traumi e non sono state in grado di (né abbastanza coraggiose da) affrontarli al momento giusto, né sono state ben consigliate al riguardo. Queste persone non sono facili da inquadrare perché – come dalla descrizione dello stesso personaggio, specie se si sta alla fantastica resa di Bale sullo schermo, capace di cambiare radicalmente dal giorno alla notte, dal Mr. bello e inarrivabile al lupo mannaro dell’imbrunire – noi siamo attratti dal bello, dall’apparenza rassicurante o affascinante, dalle capacità di business e relazionali, non p.e. dall’imbranato che forse ci intenerisce ma non ci dà sicurezza al punto di rimetterci a lui per trovare una guida. E questa società, come nel 1900 e probabilmente nel futuro 2100, è molto superficiale, almeno a primo acchito, perché puntare su fama, ricchezza e un bel fisico lavorato in palestra sembra darci la felicità, una felicità facile. Così abbiamo modelli apparentemente irraggiungibili cui aspiriamo sapendo dove andare a trovare la nostra soddisfazione. Il problema è che tutto ciò crea anche una grande frustrazione laddove non si raggiungono i risultati puntati e poi, come nel libro/film, spesso non sappiamo esattamente come stiano le cose, vivendo ai limiti di realtà immaginarie: dal di fuori si vede o percepisce qualcosa che non necessariamente rispecchia la realtà. Basti pensare ai popolatissimi social, facebook in primis, dove imperante è la vita a 360° meravigliosa di così tanta gente che pare tutta uscita dagli spot della Barilla. Tutto questo modo di vivere, superficiale nei rapporti, finto nella manifestazione di chi si è e cosa si fa (sul lavoro p.e.), guidato da valori effimeri, porta le persone e in particolare gli uomini anche a un errato modus cogendi rivolto alle donne, limitandole a meri oggetti (in certi paesi) o, più ‘fortunatamente’, a esseri emotivi..nulla di più(!?!?!). Parlo di una certa quota della popolazione umana, non di tutti, ma bisogna prendere atto che l’origine dei reati di violenza prima di tutto sta in una mentalità e cultura scorrette. Il rispetto e la consapevolezza della persona umana, donna o uomo, prevengono qualsiasi forma di violenza, anche reciproca. E riferendomi alle donne, ancora vittime di sottovalutazione causata dalla paura del diverso e, aggiungerei, delle capacità femminili di dirigere un mondo, voglio dire con forza: se qualcuno non ci tratta con la considerazione che meritiamo inquadriamolo e distacchiamocene, perché, come recitava un noto spot pubblicitario, ‘noi valiamo’. Non serve arrivare a scontrarsi con il serial killer di American Psycho per esserne danneggiate. Parlo per esperienza.

Trailer It: www.youtube.com/watch?v=2m8njNCQWR4

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